Materie prime critiche, così l’Europa prova a ridurre la dipendenza dalla Cina

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C’è un passaggio del lungo discorso sullo stato dell’Unione di Ursula von der Leyen, che dà la cifra degli sforzi europei di essere, una volta tanto, indipendenti. Soprattutto dalla Cina e dalle sue forniture, a cominciare da quelle delle terre rare. Un dossier su cui Bruxelles è impegnata da tempo, provando a fare suo il modello americano, che poggia su una fitta rete di accordi con Paesi terzi ricchi di minerali ma fuori dall’orbita cinese. Ora però è tempo di aumentare la massa critica e l’ambizione di tale orizzonte. “L’Unione europea”, ha detto von der Leyen, “si sta preparando a istituire una Corporation europea per le materie prime critiche. La sua creazione ha lo scopo di ridurre la dipendenza dell’industria europea dalle forniture provenienti da paesi terzi e di rendere le catene di approvvigionamento più resilienti”.D’altronde, per stessa ammissione del capo della Commissione, “il deficit commerciale dell’Unione europea con la Cina si attesta attualmente a 1 miliardo di euro al giorno e ha raggiunto un punto critico. Il cosiddetto shock cinese sta già colpendo le comunità e le fabbriche europee, provocando la deindustrializzazione dei centri industriali, una situazione inaccettabile”. Di qui la consapevolezza che l’accesso alle materie prime critiche sia importante non solo per la competitività dell’industria, ma anche per l’indipendenza e la sicurezza economica dell’Unione.Più nel dettaglio, la  Corporation europea per le materie prime critiche, sarà incaricata di gestire l’approvvigionamento e lo stoccaggio di litio, cobalto e nichel. In questa riconfigurazione delle catene del valore, il Canada, decisamente ricco di minerali, emerge come un partner democratico fondamentale. La proposta di elevare Ottawa allo status di membro associato dell’Unione europea ha introdotto un’integrazione settoriale che permetterebbe al Canada di allinearsi a segmenti del mercato unico e partecipare ai programmi comunitari senza diritto di voto o cessione di sovranità politica.Questo asse atlantico funge da necessario contrappeso strategico sia alle ambizioni cinesi sia alle spinte protezionistiche degli Stati Uniti. In tale ottica di diversificazione si inserisce anche il Middle Corridor, il corridoio di connettività attraverso il Caucaso e l’Asia centrale sostenuto da 12 miliardi di euro di investimenti Global Gateway, volto a triplicare i flussi commerciali riducendo i tempi di transito delle merci. Ora, la base finanziaria di questa nuova architettura, quella della Corporazione, richiede un passaggio da un sistema bancario continentale focalizzato esclusivamente sulla stabilità a uno orientato alla crescita.In tal senso l’Unione del risparmio e degli investimenti è il veicolo designato per mobilitare la grande massa di capitali privati attualmente frammentati, indirizzandoli verso il settore delle materie prime. L’obiettivo finale, ha sintetizzato la stessa von der Leyen, è la costruzione di una realtà comune, “dove la coesione interna e la solidità economica permettano alle future generazioni di scrivere la propria storia senza dover dipendere da decisioni prese altrove. In un mondo di potenze in competizione, l’Unione europea sceglie di agire come un’unica entità politica ed economica, consapevole che la propria sovranità risiede nella capacità di innovare, produrre e proteggere i propri valori”.