L’ultimo e più insidioso strascico dell’operazione pandemica – un aspetto che ho sottolineato fin dal principio e che trova oggi puntuale conferma – risiede nella militarizzazione della società. O, per meglio dire, nella preparazione psicologica delle masse a un assetto illiberale.Chi ricorda ancora quanto accadeva in via del Corso a Roma? Protezione Civile, Vigili e Carabinieri impiegati a contingentare il traffico dei pedoni, bloccando il flusso. Una moltitudine mascherata, omologata e indistinguibile, perfettamente assimilabile alle reclute di un centro addestramento. Una sequenza di disposizioni prive di senso eseguite senza un alito di protesta. Il rifiuto personale di attraversare quell’incrocio nasceva da una certezza: accettare quel controllo significava abituarsi a marciare in ordine.La domanda che s’impone è: qual è il fine ultimo? La risposta risiede nella dinamica del benessere, da sempre il più efficace degli anestetici sociali. Le democrazie possono sussistere finché garantiscono un elevato tenore di vita, una condizione necessaria. Nel momento in cui si programma una contrazione di questa “ricchezza” – prendiamo i prezzi dei carburanti e le risorse pubbliche sottratte ai cittadini per finanziare i conflitti in Ucraina e Medio Oriente o il rilancio dell’industria bellica – il patto sociale si incrina.Quando la torta si restringe e il benessere non è più sostenibile, il controllo delle masse non può più affidarsi alla prosperità. Subentra così l’equazione matematica del potere: l’inevitabile ritorno a regimi di natura autoritaria. Per farlo, hanno prima dovuto convincere il popolo che fosse possibile e necessario. “Per il bene di tutti”.The post “L’effetto psicologico del Covid? Lo stanno azionando proprio ora” | Giorgio Bianchi appeared first on Radio Radio.