Mi perdoneranno i lettori, ma io ho appena fatto uscire un libro dal titolo “La Resa – l’Italia islamizzata nella rassegnazione comune”, disponibile, solo su Amazon, il che significa che è (naturalmente) autoprodotto, e questo lavoro ha un filo conduttore: la strage di Modena, che è una strage-innesco: era attesa, è stata colta col sollievo della rassegnazione, serviva a maturare un salto di livello dell’islamismo di conquista. Dopo quella strage abbiamo avuto nel corso dell’estate oltre 200 episodi riconducibili all’invasione programmata, a dire di un terrorismo polverizzato, a prato basso, disperso fra prodezze maranza, minori aspiranti jihadisti, provocazioni palesi, delitti, stupri, territori e spazi sempre più colonizzati dall’Islam – gli scali ferroviari, i centri cittadini, interi quartieri inaccessibili, strade invase, gli oratori ceduti dal clero cattolico ai musulmani, le piscine riservate alle donne velate che cacciano le italiane, eccetera.Altre stragi “spicciole” sono scorse nell’indifferenza comune provocata da una informazione omertosa e complice e oggi in Europa, Italia compresa, diventa impossibile, almeno per la sinistra, governare senza l’appoggio dell’Islam. A Milano, in via Pini, quartiere Lambrate, un egiziano si scagliava in nome di Allah contro 4 city angels, poi addosso alla pattuglia di carabinieri intervenuti per fermarlo: portato in ospedale, confortato, rifocillato, lasciato immediatamente libero, 48 ore dopo trucidava un omosessuale italiano che bazzicava un giro di prostituti magrebini in un parco dall’altra parte della città. In via Capecelatro, a San Siro, un gambiano 22enne crivellava un malcapitato italiano che stava bevendosi un caffè al bar: arrestato, dichiarava, da perfetto musulmano da combattimento: “Non ho sbagliato, sono un giusto, appena mi liberano lo rifarò perché mi sono molto divertito”.A Porto San Giorgio, nelle Marche, un gruppo di maranza semina il terrore, aggredisce perfino il sindaco alla presenza delle guardie municipali, lo minaccia di morte con tutta la famiglia, gli spacca il telefono; subito dopo si registrano l’aggressione a una bambina di 14 anni, il pestaggio brutale del padre, il tentato omicidio di un muratore albanese cui sfondano la testa a pietrate urlando “Allah Akbar”, rapine, aggressioni col machete. Professori accoltellati, massacrati da studenti maranza. Espansione della mafia bengalese che da Roma si allarga a Milano. E molto, molto altro, ogni giorno, dalle Alpi al Lilibeo, senza tregua. Tutto questo era già in itinere, ma la strage-innesco di Modena ha fornito un’accelerazione bruciante. Quella strage fu strage terroristica. Fu strage jihadista. Fu strage islamica. Lo sapevano tutti, la magistratura che prendeva tempo come la politica che ci girava intorno, la sinistra che quasi adottava il terrorista, il marocchino bergamasco Salim el Koudri, la destra che escludeva l’origine islamista, dal ministro degli Esteri Tajani fino al ministro di polizia Piantedosi, il più informato sulla faccenda; Piantedosi arrivò ad escludere prima di chiunque altro l’origine e addirittura ad ammonire pesantemente chi nutrisse dubbi. “Disagio, solo disagio”. Con ciò confortando le aberranti tesi della sinsitra e della chiesa catttolica secondo cui se uno ne trucida dieci è colpa nostra che non lo abbiamo abbracciato. Altri si producevano in capolavori di mezze verità e di omissioni piuttosto indecenti.Gli elementi c’erano già tutti: l’origine dell’attentatore, i trascorsi, la modalità, espressamente prevista dalle strategie di guerra islamiche, l’auto-missile sulla folla, e poi la dissimulazione teorizzata nel Corano simulando confusione mentale, disagio, vittimismo, fino alla farsa di chiedere una Bibbia in carcere. Ma el Koudri si scagliava contro Gesù Cristo da bruciare con tutti i cristiani, uno strano atteggiamento per un laico che legge i sacri libri ebraici, e non aspirava al martirio ma, secondo la procura, a riprovarci, con esito migliore, e a fuggire in Marocco, non in val Brembana o sulle valli di Comacchio. Intanto la famiglia, povera, con un figlio nullafacente, arriva a nominare l’avvocato più importante di Modena, quello dalla parcella più salata, uno che sta nel giro propal militante, e i parenti, dopo l’iniziale sconcerto di rito, prendono anche loro ad attaccare l’Italia in cui hanno cresciuto il figlio fino a farlo laureare. Quel figlio che custodiva una dotazione informatica da esperto e centinaia di documenti compromettenti. E che si vantava in privato di ricevere 40mila euro a lavoro compiuto.Niente di tutto questo smuoveva le certezze da destra a sinistra, passando per quel clero che, con gli alti prelati del solito giro progressista, i Delpini, gli Zuppi di sant’Egidio, i Parolin, faceva il pesce in barile. Il vescovo di Modena, Castellucci, annunciava: “È un ragazzo triste, lo aiuteremo”, manco fosse stato da premiare dopo averne falciati 8, due dei quali amputati agli arti inferiori, una destinata a morte dopo 3 mesi di straziante agonia (a proposito: a questo punto scatta l’ergastolo o solo una candidatura nel partito comunista?).Il Papa dal canto suo passava prima a Lampedusa e poi a Rimini, al meeting di Comunione & Liberazione (dove si celebra a furia di canti e balli il demenziale connubio tra la madre del terrorista che 10 anni fa aveva sgozzato l’87enne padre Jacques al termine della sua ultima Messa, e la sorella della vittima) a rimproverare di egoismo gli isolani siciliani o spagnoli che commettevano il peccato mortale di avere paura di chi li depredava, li stuprava, li torturava. Altre stragi dopo Modena si sono puntualmente registrate durante l’estate, una si è avuta al gay pride di Berlino dove un altro musulmano triste, malinconico, falciava 13 partecipanti intenti a salmodiare “free Palestine”.E Modena fu strage islamista. Recentemente sono usciti dapprima 4 video, girati alla vigilia dell’attacco in cui, nell’apparente delirio, l’autore si scagliava come sempre contro l’Italia cristiana, serva dell’America, da annientare; quindi chi di volere ha finalmente lasciato trapelare le ricerche in rete di El Koudri, il laureato in economia: 68mila accessi negli ultimi 6 mesi, quasi tutti concentrati su informazioni e contributi legati alla jihad, alla strage delle Due Torri di Manhattan, a Charlie Hebdo del 2015, a Manchester nel 2017, oltre a ricerche su al Qaida, l’Isis, perfino le Brigate Rosse italiane. Il profilo di ricerca era intestato con una data inequivocabile: 11 settembre 2001. Più terroristi di così è difficile immaginare. Oggi gli avvocati delle sue vittime chiedono venga contestata l’ipotesi terroristica, ma la procura prende tempo, l’informazione come sempre stravolge, la politica tace. Moltissimi dovrebbero chiedere scusa, qualcuno fare fagotto: c’è un limite, che è una voragine, fra prudenza istituzionale e omertà.I Servizi scoppiano di allerta, sanno che, constatata la reazione pressoché insussistente, molti aspiranti martiri vogliono concentrarsi in Italia, sanno che la sola Milano, la città italiana che più preoccupa il Mossad israeliano, e dove la caccia all’ebreo è ormai pratica costante e impunita, pullula di cellule dormienti pronte a risvegliarsi mascherate da botteghe o improbabili centri culturali, sanno che se questi focolai decidono di attivarsi tutti insieme, niente e nessuno potrà fermare una strage diffusa dai contorni apocalittici.El Koudri negli ambienti islamisti è considerato un eroe ma più le prove della sua militanza tracimano e più si finge di non vederle. I pochi che, rispettando il loro mestiere, avevano messo in guardia sulla strage-innesco, sono passati regolarmente in fama di islamofobi. Come se avere paura di chi ti stermina fosse un peccato e un reato. Come se odiare chi ci odia, giammai si dica reagire, meritasse la galera. Ma se non ci si decide a vederci chiaro, a parlare chiaro, se la politica continua a giocare con le ombre, la conseguenza non è tanto Vannacci al potere quanto un islamismo che ha gioco facile nel penetrare, disprezzando chi gli chiede di farlo con tutti i mezzi. A cominciare dal papa dei cattolici.Max Del Papa, 20 settembre 2026L'articolo La resa è servita: la sinistra non dice terrorismo “islamico” proviene da Nicolaporro.it.