Si è chiusa così la 27ª edizione di Pordenonelegge, il festival dedicato alla letteratura e all’attualità, concluso dopo cinque giornate di eventi e presentazioni con l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ‘Concerto per l’Italia’ de Il Volo.Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato il valore della libertà, del confronto delle idee e del dissenso, soffermandosi anche sulla “tentazione di democrazia illiberale” che emerge a livello globale. Il presidente ha inoltre sottolineato il ruolo della cultura come espressione dei territori e come elemento dell’infrastruttura civile del Paese.Mattarella: “La democrazia non può essere separata dalla libertà”“La 27esima edizione di Pordenonelegge si svolge nel pieno delle celebrazioni per l’80esimo della Repubblica, scelta dal popolo italiano per un ordinamento che garantisse libertà e democrazia, crescita dei diritti, pace, progresso”, ha detto Mattarella. Il capo dello Stao ha sottolineato il diritto di essere orgogliosi del percorso compiuto dal Paese, ricordando come “la scheda elettorale” sia stata “l’arma disarmata del confronto legittimo” dopo la dittatura e la guerra. “Il dialogo fra le culture, il confronto delle idee, sono i motori della storia”, ha aggiunto, collocando il festival nel solco degli ottant’anni della Repubblica e definendolo una “Festa del libro e della libertà”.Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della 27esima edizione di Pordenonelegge (Foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Nel corso del suo discorso, Mattarella ha poi messo in guardia dai rischi legati alla compressione del pensiero divergente. “Può accadere che il ‘diverso pensare’ appaia come un comportamento fastidioso da comprimere, o addirittura da espungere, essendo difforme rispetto a un preteso ‘comune sentire’”, ha affermato. Un atteggiamento che può trasformare il dissenso in “un disturbo inaccettabile” nei confronti di tesi considerate dominanti.Il capo dello Stato ha richiamato anche Alessandro Manzoni e una frase contenuta nei Promessi sposi: “Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. Da qui la riflessione sul pensiero unico, definito “naturalmente, strumento di oppressione”, mentre la dialettica alimentata dalle voci libere e dal dissenso sarebbe, secondo Mattarella, “preziosa”.Mattarella: “Il pluralismo impedisce al potere di imporre una verità”Mattarella ha quindi citato il filosofo Norberto Bobbio, secondo cui il discrimine tra uno Stato democratico e un regime autoritario è rappresentato dal “maggiore o minore spazio dedicato al dissenso”. “L’unanimismo si addice all’autocrazia e alle dittature ed è sinonimo di immobilismo”, ha dichiarato il presidente. Al contrario, “è il pluralismo delle opinioni che nelle democrazie impedisce al potere, anche quello digitale, di fossilizzarsi in una verità che pretende di imporre”.Il diritto di esprimere liberamente le proprie idee è stato indicato da Mattarella come un elemento essenziale della vita democratica: “Il diritto a esprimere opinioni è argine all’arbitrio: è motore di rinnovamento”. Un passaggio centrale del discorso ha riguardato la Dissensio Arena di Pordenone e le iniziative collegate, che il presidente ha definito un contributo importante in una fase caratterizzata dalla crescente “tentazione di democrazia illiberale, come se possa essere separata dalla libertà”.Il PIl Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della 27esima edizione di Pordenonelegge (Foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Secondo Mattarella, gli incontri e le testimonianze proposti dall’iniziativa hanno il merito di riproporre il valore di chi, spesso pagando personalmente, ha difeso la libertà di pensiero e i diritti umani. “La testimonianza severa di donne e uomini che hanno pagato di persona” richiama, ha spiegato, l’opera di “intellettuali, artisti, dissidenti rispetto a ordinamenti che ignorano i diritti umani”. Figure che, attraverso la libertà di pensiero e di azione, “concorrono al progresso dell’umanità”, ha concluso il presidente della Repubblica.La cultura come “infrastruttura civile” e l’omaggio ai lavoratori ElectroluxNel suo intervento a Pordenonelegge, Mattarella ha dedicato spazio anche al rapporto tra cultura, territorio e lavoro. “La cultura è espressione dei territori e l’apertura alle culture trova espressione nel saper fare”, ha affermato. “La cultura, come qui si è notato, è anche infrastruttura civile”, ha aggiunto il presidente, richiamando le diverse forme della cultura materiale: “È la cultura materiale della tradizione dei campi, dell’artigianato, dell’industria, dell’innovazione”.Mattarella ha poi collegato questo patrimonio all’“etica del lavoro”, rivolgendo un saluto particolare ai lavoratori dello stabilimento Electrolux. “Dell’etica del lavoro, rappresentata dai lavoratori dell’Electrolux – ai quali rivolgo un saluto particolare – impegnati nella difesa della loro identità”, ha detto il capo dello Stato.Questo articolo Mattarella alla chiusura di Pordenonelegge: “Fase caratterizzata da crescente tentazione di democrazia illiberale” proviene da LaPresse