Crimson Moon è un roguelite strutturato attraverso cinque missioni. Le prime tre sono composte da aree che possiamo scegliere tra due alternative, mentre la quarta e la quinta sono dedicate esclusivamente ai boss, con la quinta che rappresenta lo scontro conclusivo. Tra una missione e l'altra si passa da un hub dal quale è possibile potenziarsi, prima di ritornare in partita.Le aree sono suddivise in diversi segmenti e, completandoli, possiamo scegliere dei potenziamenti permanenti che rimangono con noi per tutta la partita, e che, per l'appunto, vanno persi se si terminano tutte le vite a propria disposizione.L'obiettivo è generalmente quello di entrare in una zona, eliminare i nemici, esplorare, recuperare forzieri e collezionabili, e arrivare allo scontro finale.C'è una mitologia fantasy piuttosto trascurabile al corredo di tutto, ci sono guerrieri corazzati e creature mostruose, con un'estetica che strizza l'occhio a Diablo, e al fantasy muscolare visto nel dimenticato Godfall.Il problema più grosso, almeno inizialmente, è che Crimson Moon non spiega molto bene se stesso. Il gioco ci mette davanti a una quantità abbastanza consistente di equipaggiamenti, ma la loro gestione è tutt'altro che immediata.Nei forzieri possiamo trovare armi e oggetti dotati di perk, spesso legati agli elementi come fuoco, ghiaccio, veleno e così via. Possiamo quindi costruire combinazioni che sfruttano i modificatori elementali, ma questi equipaggiamenti sono legati alla singola partita.Quando perdiamo una run, infatti, gli oggetti raccolti vengono persi e ne rimane soltanto una versione purificata, priva dei perk più importanti. Questa può essere potenziata permanentemente nelle statistiche di base, mentre i bonus speciali devono essere nuovamente recuperati durante una partita.L'idea non è affatto male, e, quando finalmente si capisce il meccanismo, diventa uno degli aspetti più divertenti del gioco. Ma non siamo del tutto convinti del bilanciamento.Il drop degli equipaggiamenti migliori è legato al nostro livello e, soprattutto nelle prime ore, può capitare di trovare continuamente oggetti poco interessanti, oltre che deboli, cosa che rende la progressione piuttosto confusionaria e moscia.Ci sono vari livelli di difficoltà ma, paradossalmente, giocare a facile non risolve completamente il problema, perché la difficoltà più bassa riduce anche la qualità dei drop. Il nostro consiglio, quindi, è di iniziare a facile se non siete particolarmente navigati con il genere, accumulare un po' di punti esperienza per aumentare il drop, e poi passare eventualmente a normale, tenendo conto che comunque ci vuole (anche fin troppa) fortuna nel trovare gli oggetti giusti per confezionare la build desiderata. Il sistema di combattimento prende chiaramente ispirazione dai soulslike. Possiamo parare e deviare gli attacchi nemici quando questi diventano gialli, schivare, colpire alle spalle e utilizzare attacchi leggeri, pesanti e caricati. A tutto questo si aggiungono abilità magiche che consumano mana e permettono di sfruttare diversi elementi. Il feedback dei colpi è soddisfacente e, soprattutto, il rapporto tra attacchi fisici e abilità magiche funziona bene.Le armi disponibili però sono pochissime: possiamo utilizzare spada e scudo, alcune varianti come asce e mazze che però condividono sostanzialmente lo stesso moveset, oppure armi a due mani che si traducono principalmente nelle alabarde. E lo stesso discorso vale per i nemici. Ci sono creature volanti, avversari più resistenti e altri più aggressivi, ma dopo un paio di ore si ha la sensazione di aver già visto quasi tutto.L'esplorazione, invece, è abbastanza piacevole. Cercare i forzieri, spesso nascosti in maniera non completamente prevedibile, e ripulire le aree in coppia dà una discreta soddisfazione. Si salta persino bene, cosa non poi così scontata in questo genere di titoli. Con i boss le cose peggiorano, poiché la telecamera ha il brutto vizio di incastrarsi nell'ambiente. Le beste più grandi sono estremamente veloci, utilizzano attacchi molto rapidi e spesso riempiono lo schermo di effetti e attacchi ad area. In questi momenti la telecamera sembra semplicemente non riuscire a seguire quello che sta succedendo.Invece di studiare con calma i pattern del boss, ci siamo spesso ritrovati a cercare di infliggere il maggior danno possibile nel minor tempo, sfruttando gli effetti elementali per chiudere lo scontro rapidamente.A darci una mano c'è anche la trasformazione angelica, attivabile premendo contemporaneamente L3 e R3, che per un periodo limitato aumenta le nostre statistiche e ci permette di utilizzare attacchi particolarmente potenti. Abbiamo imparato a conservarla proprio per i boss ad ogni singola run. Come anticipavamo, Crimson Moon nasce come soulslike cooperativo, è stato pensato per essere giocato in due (purtroppo manca lo schermo condiviso, un vero peccato) e permette anche il crossplay tra PC e PlayStation 5. Noi lo abbiamo giocato proprio così e l'esperienza, nel complesso, è stata piacevole.Creare una stanza è semplicissimo, visto che basta utilizzare un codice e invitare l'altro giocatore. Il problema è che ci sono una serie di limitazioni che fanno pensare che la cooperativa non sia stata progettata fino in fondo.Il primo giocatore, per esempio, è l'unico che può raccogliere le pergamene, cioè i collezionabili che raccontano qualcosa sul mondo di gioco. Ancora più strano è il sistema del loot: gli oggetti lasciati a terra sono condivisi, quindi entrambi i giocatori vedono gli stessi drop e uno può tranquillamente raccogliere tutto, alla faccia dell'altro utente.Con un amico fidato basta parlarsi e decidere chi prende cosa, ma con uno sconosciuto trovato tramite matchmaking, be', non è proprio così facile regolarsi. E ci sono problemi ancora più fastidiosi. Se il secondo giocatore abbandona la partita e poi rientra, perde i potenziamenti accumulati durante la run, perché la progressione della partita viene conservata soltanto dall'host. Considerando che una singola run può durare anche più di un'ora, non è un dettaglio trascurabile.Peggio ancora, se si comincia in due e uno dei giocatori abbandona, la difficoltà non viene ricalibrata. I nemici mantengono gli stessi valori di vita e danno previsti per la cooperativa. Abbiamo poi incontrato anche qualche problema tecnico. Per dire, una volta siamo addirittura usciti fuori dalla mappa, perdendo di conseguenza l'intera run. Ed un'altra volta, nei panni dell'host, il gioco ci è crashato e abbiamo perso i progressi della run.Gli sviluppatori sono attivamente al lavoro, tanto è vero che, nel giro di una settimana, sono arrivate diverse patch che hanno corretto alcuni bug, e il team ha dichiarato di voler continuare a raccogliere i feedback della community. E noi lo speriamo, perché basta poco per sistemare quantomeno alcune delle sue ingenuità, di un titolo che forse sarebbe dovuto uscire in accesso anticipato. Il codice digitale per questa recensione è stato fornito da ProbablyMonsters, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.L'articolo Recensione Crimson Moon: il Dark Souls del discount sembra essere il primo su Smartworld.