ALTRE NOTIZIE | Lazio, l’inchiesta sul presunto piano anti-Lotito: perquisizioni e tre indagati. Masi: “Accuse false”

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Un presunto piano per aumentare la pressione su Claudio Lotito, alimentare la contestazione nei suoi confronti e spingerlo a cedere il controllo della Lazio. È questa l’ipotesi al centro dell’inchiesta della Procura di Roma che nelle ultime ore ha portato a perquisizioni e sequestri di telefoni, computer e documenti nei confronti di Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, dell’amministratore delegato Francesco Maiolini e di Luigi Bisignani, editorialista de Il Tempo.I tre risultano indagati nell’ambito di un’inchiesta per manipolazione del mercato. Le contestazioni sono ancora tutte da verificare e l’indagine si trova in una fase investigativa: sarà dunque necessario attendere gli accertamenti della magistratura per stabilire eventuali responsabilità.Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’obiettivo dell’indagine è verificare l’eventuale esistenza di una “regia unitaria” dietro iniziative differenti ma accomunate, secondo l’ipotesi accusatoria, dalla volontà di aumentare la pressione sul presidente biancoceleste. Nel fascicolo vengono presi in considerazione campagne sui social, articoli di stampa, manifestazioni e altre iniziative di protesta organizzate negli ultimi mesi contro Lotito.L’inchiesta prende origine anche dalle denunce presentate dallo stesso presidente della Lazio, che aveva riferito di essere da tempo bersaglio di una campagna ostile nei confronti della propria persona e della gestione del club. Nel corso dei mesi erano comparsi striscioni con la scritta “Lotito libera la Lazio” anche lontano dallo stadio, mentre Lotito aveva denunciato inoltre telefonate e messaggi minatori, compresa una presunta minaccia di morte ricevuta nel luglio 2025.Uno dei filoni più delicati riguarda le notizie sulla possibile vendita della Lazio. La Procura contesta la diffusione di informazioni ritenute false relative a una possibile imminente cessione del pacchetto di controllo del club, alle condizioni economiche delle società riconducibili a Lotito e anche all’ipotesi che il presidente potesse voler portare deliberatamente la squadra in una categoria inferiore per beneficiare del cosiddetto “paracadute”.Secondo gli inquirenti, notizie di questo tipo avrebbero potuto incidere sul valore delle azioni della Lazio, società quotata in Borsa. Tra gli episodi esaminati c’è anche la presunta offerta da 450 milioni di euro di JP Morgan per l’acquisto del club, riportata in un articolo de Il Tempo dello scorso 31 maggio e considerata priva di fondamento dalla Procura. Nello stesso articolo Bisignani indicava Masi e Maiolini tra le figure finanziarie alle quali Lotito avrebbe potuto affidarsi per un eventuale nuovo corso societario.Gli investigatori stanno analizzando inoltre i rapporti tra i protagonisti dell’inchiesta. Secondo gli atti riportati dalla stampa sarebbero emersi contatti telefonici tra Maiolini e Bisignani negli ultimi due anni, alcuni dei quali avvenuti in prossimità della preparazione e della pubblicazione di articoli finiti sotto la lente degli inquirenti. La partecipazione di Masi, Maiolini e Bisignani alle manifestazioni contro Lotito viene definita dagli stessi magistrati “ovviamente legittima”. Ciò che la Procura intende verificare è invece se quelle proteste e la diffusione di determinate informazioni fossero parte di un coordinamento ulteriore.Un altro passaggio dell’indagine riguarda alcune attività di denigrazione e diffusione attraverso i social che, secondo quanto riportato nel decreto di perquisizione citato dalla stampa, sarebbero state “in tutto o in parte finanziate” da Maiolini. Gli investigatori stanno cercando messaggi, mail e documenti in grado di confermare o smentire questa ricostruzione e di chiarire se vi fossero eventuali ulteriori soggetti coinvolti. Tra le piste sottoposte ad accertamento viene indicata anche quella di un possibile movente politico, al momento però soltanto oggetto di verifica.Nelle ultime ore è arrivata anche la replica di Mauro Masi, che ha respinto con decisione ogni accusa: “Sono basito per le accuse che mi vengono rivolte da una denuncia di Claudio Lotito. Accuse completamente e totalmente false. La mia sola colpa è quella di essere, come tantissimi a Roma e in Italia, tifoso della Lazio”. Masi ha inoltre annunciato iniziative legali nei confronti del presidente biancoceleste: “Ho la più totale fiducia nella magistratura e per questo ho già dato mandato al mio avvocato di presentare denuncia per calunnia“.L’inchiesta dovrà quindi stabilire se le diverse iniziative contro Lotito siano state indipendenti tra loro oppure se, come ipotizzato dalla Procura, sia esistito un disegno coordinato. Saranno soprattutto l’analisi dei dispositivi sequestrati e gli ulteriori accertamenti investigativi a chiarire il quadro.FONTI: ANSA, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Corriere dello SportL'articolo ALTRE NOTIZIE | Lazio, l’inchiesta sul presunto piano anti-Lotito: perquisizioni e tre indagati. Masi: “Accuse false” proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.