Trentacinque minuti complessivi tra campionato e Champions sono ancora troppo pochi per tracciare bilanci definitivi. Ma sono già abbastanza per capire perché Gian Piero Gasperini abbia voluto riabbracciare Marten de Roon alla Roma. A Torino, entrando nella ripresa, l’olandese ha dato subito ordine, letture e personalità a una squadra che in quel momento aveva bisogno proprio di questo.Altro che “scarpa vecchia”, per usare l’espressione scelta dallo stesso Gasperini nei giorni scorsi per difendere il suo centrocampista dopo lo striscione degli ultras dell’Atalanta. A 35 anni De Roon ha ancora voglia di essere protagonista e soprattutto conosce il calcio del tecnico giallorosso come pochissimi altri. Non è un caso: è il giocatore più utilizzato in carriera da Gasperini, con 361 presenze, nettamente davanti a Toloi, fermo a 289.Contro il Torino è entrato al 64′ e ha inciso immediatamente. In una fase nella quale i granata stavano guadagnando campo, De Roon ha rimesso ordine in mezzo, leggendo con anticipo diverse situazioni e spezzando alcune iniziative avversarie. Il suo spezzone si è chiuso con quattro intercetti, due duelli vinti su tre e il 100% dei dribbling riusciti. Numeri ridotti a poco più di venticinque minuti, ma indicativi del tipo di contributo che può offrire.E pensare che la condizione non è ancora quella migliore. L’olandese arriva da un’estate particolare e nelle prime due giornate di campionato con l’Atalanta non era mai sceso in campo. Anche per questo Gasperini lo sta inserendo gradualmente, aspettando che recuperi il ritmo necessario per sostenere dall’inizio una partita giocata alle intensità richieste dal tecnico.La sua utilità, però, non si misura soltanto con quello che fa quando il pallone è in gioco. C’è un’immagine della partita di Torino che racconta forse ancora meglio ciò che De Roon può portare alla Roma: dopo il gol del 2-0 è stato lui ad aiutare Pisilli, alle prese con i crampi. Un gesto piccolo, quasi invisibile, ma che racconta esperienza, attenzione verso i compagni e una leadership che Gasperini conosce bene.Il suo addio a Bergamo ha fatto rumore. Dopo undici stagioni all’Atalanta e la fascia da capitano, una parte della tifoseria nerazzurra lo ha salutato con uno striscione molto duro: “Hai scelto di passare nella nostra storia ma non di appartenerle. Addio bandierina”. Gasperini aveva replicato senza mezzi termini: “Doveva fare la scarpa vecchia in uno sgabuzzino? Non è andato via per sua volontà. Sono molto contento che sia qua, è una fortuna e darà un contributo importantissimo”.La Roma lo ha preso praticamente a costo zero, con un esborso che potrà arrivare al massimo a 600mila euro al verificarsi di tutti i bonus. Un’operazione inizialmente accolta con qualche perplessità anche per i trascorsi non sempre idilliaci tra il giocatore e l’ambiente romanista. De Roon, appena arrivato, ha chiesto scusa e ha scelto il campo per cominciare a cambiare la percezione intorno a sé.Gasperini, del resto, sa perfettamente cosa può chiedergli. Nell’ultima stagione vissuta insieme all’Atalanta, quella 2024/25, De Roon aveva chiuso il campionato quarto per palloni rubati con 93, quinto per recuperi con 47 e terzo per tackle con 79. Numeri che spiegano perché il tecnico continui a considerarlo una risorsa preziosa e un uomo ideale per dare respiro soprattutto a Cristante.È ancora presto per immaginarlo stabilmente dal primo minuto. La condizione deve crescere e la lunga pausa dopo l’Inter potrà aiutarlo a recuperare terreno. Ma una cosa comincia già a essere evidente: De Roon non è arrivato a Roma per accompagnare la squadra dalla panchina. È arrivato per portare esperienza, equilibrio e conoscenza del calcio di Gasperini. E a Torino, in appena mezz’ora, ha già cominciato a far vedere perché il suo allenatore lo rivoleva con sé.FONTI: Corriere della Sera, Il MessaggeroL'articolo FOCUS | De Roon, altro che “scarpa vecchia”: Gasperini ritrova il suo uomo proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.