«Quell’immagine nasce da una delle finte prime pagine satiriche che io e lui ci divertivamo a creare e a scambiarci privatamente. La scena del bacio è artificiale: io non ho mai baciato Ranucci. Detto questo…». Maria Rosaria Boccia parla oggi con il Foglio della storia della foto (smentita dai protagonisti) di cui Valter Lavitola accennò all’allora compagna Natalia Potenza. «Tra me e Sigfrido c’è stato affetto. E molto. Ma non c’è mai stata una relazione fisica», aggiunge. Poi parla del libro “Guai a chi lo tocca. Io, Sigfrido e le tempeste”.Boccia e il libro su Ranucci«A proposito di chat, scrivendoci, invece, scherzavamo molto su corteggiamenti, gelosie, equivoci… Nel libro riconosco che, estraendo alcune frasi dal loro contesto, si potrebbe costruire quasi qualsiasi romanzo sentimentale», dice Boccia. Che poi parla della collaboratrice di Ranucci Laura Cianfoni: «Nel libro scherzo proprio sul fatto che il ‘gelosimetro’ non esiste: esistono parole, comportamenti, toni e poi l’interpretazione di chi li riceve. La sera del 27 maggio 2025 ricevetti da lei una comunicazione che interpretai come contenente insinuazioni sulla natura del mio rapporto con Sigfrido. Mi colpì perché stavo attraversando un momento personale e giudiziario già molto complesso e non avevo alcuna intenzione di entrare in un triangolo sentimentale. Le chiarii la natura del rapporto con lui e poi scelsi di sottrarmi a quella dinamica».Il rapporto con CianfoniE ancora: «Io posso solo dire che non ho mai chiesto a Sigfrido di scegliere tra me e lei, e non lo avrei mai fatto. Nel libro però scrivo una cosa nella quale credo molto: le relazioni fondate sul possesso costruiscono confini, le amicizie fondate sul rispetto costruiscono porte». Nel libro parla anche delle donne di Ranucci: «Racconto, piuttosto, la geografia umana che si crea intorno alla nostra amicizia. C’è Laura, ma entrano anche Gimmy Cangiano, Giletti, Cerno, Nicola, il mio avvocato… E qui posso anticiparle un episodio divertente che finora non ho raccontato».Ovvero: «Quando Nicola entra nella mia vita, inevitabilmente comincia a comparire anche nei discorsi con Sigfrido…». Nicola Cantone, manager del settore sanitario, è un uomo caro a Maria Rosaria. «A un certo punto creo persino un gruppo WhatsApp con noi tre, nel quale condividiamo le nostre finte prime pagine. Io scrivo, Nicola risponde, Sigfrido visualizza e tace».Sigfrido era gelosoE quindi, secondo lei, «Sigfrido era geloso. È una battuta, eh, non una diagnosi. E’ questo il mio ‘gelosimetro’: Laura forse gelosa di me, secondo la mia percezione. Sigfrido forse geloso di Nicola, secondo la mia ironia. Ma vede, non pretendo mai di conoscere ciò che accade nella testa degli altri». Sulla copertina dice di avere una recensione positiva: «Quella del mio Superman! Che mi aveva già scritto che avrei potuto dirigere un giornale!». Anche se «Ridurre tutto a un bacio o a una presunta relazione mi sembrerebbe piuttosto povero». E conclude: «Ho un’idea molto semplice. Giudicate Ranucci per il giornalista. Fate tutte le domande necessarie sul suo lavoro. Ma l’uomo, quando non esiste un concreto interesse pubblico, lasciatelo ‘libero’».L'articolo Maria Rosaria Boccia, il bacio fake e il libro su Ranucci: «Lui è il mio Superman» proviene da Open.