Nova e il giallo della patrimoniale, la base la vuole ma il M5s la toglie dai 20 punti del programma al voto

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La patrimoniale c’era. Anzi, in prima battuta era in cima alla lista dei desiderata, quando a giugno il Movimento 5 stelle aveva tirato le somme dei tavoli territoriali di Nova, il percorso per definire il programma da portare al tavolo del Campo largo che oggi e domani, a Milano, ha le sue battute conclusive con una assemblea deliberativa a cui partecipano più di 1000 iscritti. La patrimoniale, nella fase delle assemblee territoriali, compariva in 61 dei 107 report raccolti in tutta Italia, come aveva certificato, all’epoca, Repubblica, risultando con il 57% la proposta concreta più citata in assoluto. Non solo, la richiesta era emersa in 19 aree geografiche su 20. Ieri, però, la tassazione nazionale dei grandi patrimoni è scomparsa dai venti punti principali che Giuseppe Conte ha messo al voto e quindi sottoporrà agli alleati. E qualcuno già storce il naso.La patrimoniale prima nei territori, ma non arriva al votoNel documento la formula diventa un «prelievo progressivo sulle grandi attività finanziarie», con «soglie elevate», mentre si chiede all’Europa una tassazione comune sulle «grandissime fortune». Ma il perimetro è ormai molto più stretto rispetto alla proposta che aveva dominato la prima fase di Nova. E soprattutto assomiglia parecchio alla soluzione indicata in questi mesi dallo stesso Conte, che sulla patrimoniale non ha mai nascosto le sue perplessità. Mentre il percorso partecipativo andava avanti, il presidente del M5s aveva preso anche un impegno piuttosto netto. Alla fine di giugno, interrogato proprio sulla possibilità che dalla consultazione uscissero proposte da lui non condivise, aveva assicurato: «Quello che esce da Nova per me è sacro». Poi però, ieri 18 settembre, dal Consiglio nazionale presieduto dall’ex premier è arrivata una sintesi diversa.Una forma di maggiore tassazione della ricchezza sopravvive invece nel documento separato promosso dal Network giovani, un “Patto generazionale” che può essere votato dai giovani insieme ai venti punti principali. Per finanziare “Capitale 18”, una dotazione pubblica di 15 mila euro per i diciottenni secondo criteri selettivi, si propone infatti una riforma progressiva dell’imposta sulle successioni e donazioni, «aumentando il prelievo sui grandi patrimoni ereditari e sui trasferimenti di ricchezza di maggiore entità». Non una tassa generale, ma una maggiore tassazione delle grandi eredità.Conte l’aveva già bocciata: «La studiai e poi la buttai via»La parola “patrimoniale”, dunque, nonostante sia emersa con forza dai territori, nei venti punti principali da sottoporre agli alleati non c’è. E per capire il perché, sottolinea qualcuno, basta mettere in fila le dichiarazioni del leader del Movimento negli ultimi mesi. Il 13 giugno Conte aveva raccontato di aver già esaminato l’ipotesi quando era a Palazzo Chigi: «L’ho studiata in silenzio, ma poi l’ho buttata via». Perché una patrimoniale avrebbe comportato «costi altissimi» e un contenzioso interminabile. La sua alternativa era già quella che si ritrova oggi nel documento: concentrare il prelievo sugli extraprofitti di banche e aziende energetiche.Pochi giorni dopo, escono i primi risultati dei tavoli e si apre lo scontro politico. Da una parte Chiara Appendino spingeva per discutere una millionaire tax, dall’altra l’ex premier continuava a frenare, definendo una tassa sui patrimoni milionari «un errore», col rischio di spingere i super ricchi a trasferirsi altrove. Salvo poi ribadire «la base va sempre ascoltata».Il filtro del Consiglio nazionaleTra i territori e il documento sottoposto agli iscritti c’è stato più di un filtro. Dopo il confronto deliberativo con più di 300 persone, le proposte sono state «ulteriormente lavorate» anche dai direttivi parlamentari, spiegano ad Open, prima del passaggio al Consiglio. «È chiaro che quelle che andranno al voto sono proposte che rispecchiano la linea del Movimento», sottolineano dall’entourage dell’ex premier. L’obiettivo era mettere a punto proposte «percorribili», coerenti con le battaglie già portate avanti dal M5s. Perché, quando si apre un percorso dal basso, «può arrivare qualsiasi cosa».Tant’è che nel messaggio con cui ha aperto la consultazione degli iscritti, Conte attribuisce i venti punti proprio al «lungo e prezioso lavoro svolto dal Consiglio nazionale». «Una sintesi politica» che tiene conto dei contributi degli oltre 17 mila cittadini coinvolti sul territorio, del confronto deliberativo online e anche «dell’attività politica già svolta» dal Movimento. Il quesito messo al voto sarà secco e unico: “Sei d’accordo che il Presidente Giuseppe Conte sottoponga agli alleati della coalizione progressista le seguenti proposte per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?”, recita il sito del Movimento. Prendere o lasciare.L'articolo Nova e il giallo della patrimoniale, la base la vuole ma il M5s la toglie dai 20 punti del programma al voto proviene da Open.