“L’influenza cambia e, di conseguenza, ogni anno deve cambiare anche il vaccino. Per la nuova stagione sono stati aggiornati i ceppi sulla base della sorveglianza internazionale. Ma c’è un altro messaggio importante: non esiste un vaccino migliore in assoluto, esiste quello più appropriato per la persona che dobbiamo proteggere”. Parola del virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano che, parlando con LaSalute di LaPresse, fa il punto sui vaccini per la stagione 2026-27. Influenza: il caso degli over 60L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), infatti, ha formalizzato l’aggiornamento della composizione dei nuovi vaccini in una determina che aggiorna i ceppi virali contenuti e stabilisce che le formulazioni relative alla stagione 2025-2026 non siano più utilizzabili. “Una novità particolarmente significativa di quest’anno riguarda gli adulti: il ministero della Salute ha abbassato da 65 a 60 anni l’età a partire dalla quale sono raccomandati i vaccini potenziati. È una scelta che tiene conto della progressiva riduzione della risposta immunitaria con l’età e della necessità di proteggere meglio dalle forme gravi e dalle complicanze chi presenta un rischio maggiore”, sottolinea lo specialista.“Dobbiamo superare l’idea del vaccino antinfluenzale come prodotto indistinto. Età, condizioni cliniche e fattori di rischio devono orientare la scelta della formulazione. Nelle persone dai 60 anni il riferimento ai vaccini potenziati è particolarmente importante. Nelle altre fasce d’età vanno utilizzate le formulazioni indicate e appropriate per quella specifica popolazione”. I vaccini potenziati sono quelli con adiuvante MF59 o ad alto dosaggio.Chi dovrebbe vaccinarsi contro l’influenzaLa vaccinazione antinfluenzale è indicata a partire dai 6 mesi di vita. Per gli ultrasessantacinquenni viene inoltre richiamato l’obiettivo di copertura del 75% come minimo perseguibile (95% come obiettivo ottimale).“Le Regioni metteranno a disposizione le diverse formulazioni attraverso le proprie procedure di approvvigionamento. Il punto è capire quale vaccino è più appropriato per me. È questo il principio che deve guidare medici, farmacisti e servizi vaccinali”, insiste Pregliasco.Purtroppo la verità è che “l’influenza continua a essere sottovalutata. Per un giovane sano può significare alcuni giorni di malattia, ma nell’anziano, nel fragile e nel paziente con patologie croniche può provocare complicanze, ricoveri e perdita di autonomia. Vaccinare in modo appropriato significa proteggere le persone e, nello stesso tempo, alleggerire la pressione sui servizi sanitari durante l’inverno”, ricorda Pregliasco, che si vaccinerà nei primi giorni di ottobre.Per la stagione 2026-2027 la composizione trivalente dei vaccini prodotti su uova comprende ceppi analoghi ad A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09, A/Darwin/1454/2025 (H3N2) e B/Tokyo/EIS13-175/2025 (B/Victoria); per i vaccini prodotti su colture cellulari sono previste le corrispondenti formulazioni aggiornate.Questo articolo Influenza e vaccini, dai 60 anni sì alle formule potenziate proviene da LaPresse