Il Tribunale del Riesame di Torino ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 42enne di origine bengalese indagato per la presunta violenza sessuale su una tredicenne. I giudici hanno accolto il ricorso della Procura, inasprendo così la misura cautelare dell’obbligo di firma decisa dopo la scarcerazione dell’uomo.I fatti contestati risalgono al 28 agosto. La bambina era entrata in un minimarket per comprare alcune bibite quando, secondo la denuncia della famiglia, avrebbe subito contatti indesiderati da parte del cassiere. L’uomo era stato arrestato e portato nel carcere Lorusso e Cutugno, ma il 31 agosto il gip ne aveva disposto la liberazione dopo tre giorni di detenzione. La Procura aveva impugnato la decisione, sostenendo l’esistenza di un rischio di reiterazione.Un elemento centrale dell’inchiesta è rappresentato dai filmati di videosorveglianza. Per la difesa, affidata all’avvocata Francesca D’Urzo, le immagini mostrerebbero un solo contatto seguito da un abbraccio, anziché i tre palpeggiamenti inizialmente contestati. Il 42enne avrebbe ammesso un palpeggiamento, respingendo però la ricostruzione più grave. Dai video sarebbe inoltre emerso un precedente episodio con una donna di circa quarant’anni, per il quale non risulta presentata denuncia.Dopo essersi inizialmente detto dispiaciuto e aver riconosciuto di avere sbagliato, l’indagato avrebbe successivamente cambiato versione, sostenendo di non aver commesso nulla di scorretto. La difesa aveva anche prospettato un percorso di recupero e la rinuncia a lavori a contatto con il pubblico. Il Riesame ha però condiviso la posizione della Procura, disponendo il ritorno in carcere.La decisione è stata accolta favorevolmente da esponenti di Fratelli d’Italia. Roberto Ravello l’ha definita “una risposta che Torino attendeva”, mentre la senatrice Paola Ambrogio ha parlato di “un passo importante verso la giustizia”.L'articolo I giudici ci ripensano: torna in carcere il bengalese che abusò di una 13enne proviene da Nicolaporro.it.