Scuola e classi col 30% di stranieri, è scontro alla Camera. Sasso: «Serve la remigrazione». Il ministro Valditara: «Avviata la stretta»

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È scontro alla Camera sulla presenza degli studenti stranieri nelle scuole italiane. A sollevare la questione è stato il deputato Rossano Sasso, oggi in Futuro Nazionale, che durante l’interrogazione, dal titolo Iniziative normative volte a definire il limite massimo di presenza di studenti di cittadinanza non italiana all’interno di ciascuna classe, rivolta al ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha denunciato la situazione sempre più difficile nelle classi italiane, dovuta a un’elevata presenza di alunni stranieri. Nel suo intervento, non sono mancati anche riferimenti alla presenza dell’Islam nelle scuole. Sasso: «La sua circolare, che poneva al 30% il tetto del numero degli iscritti stranieri, è carta straccia». Valditara tuona: «Non le consento di parlare di carta straccia».L’accusa di Sasso: «La circolare di Valditara è carta straccia»«Se, su 25 alunni, 12 non parlano bene l’italiano e hanno difficoltà, il docente in classe dovrà fare un miracolo» è la premessa del vannacciano Rossano Sasso, che bacchetta Valditara una «sua circolare», che prevedeva un limite massimo del 30% di studenti stranieri all’interno delle classi italiane, poi mai fatta rispettare nel concreto. La preoccupazione è rivolta allo sforzo che gli insegnanti devono sostenere, ma anche agli studenti trascurati, quando tutte le attenzioni vengono date a coloro che, non conoscendo bene l’italiano, non possono seguire le lezioni con facilità.«Durante lo scorso anno scolastico abbiamo assistito a numerosi episodi che hanno turbato l’opinione pubblica», prosegue Sasso, con «scuole chiuse durante il Ramadan, classi trasformate in piccole moschee, studenti esonerati dai compiti perché musulmani», oltre ad Imam che leggevano il Corano e facevano sermoni in classe. Di qui l’accorato appello, tra gli applausi degli altri componenti di FnV, al ministro dell’istruzione: «Quali provvedimenti intende attuare per difendere la qualità della scuola pubblica italiana e la nostra identità nazionale?».Valditara: «La circolare è del 2010, non l’ho emanata io»Animi accesi sin dall’esordio della sua replica anche per Valditara, quando respinge con forza la paternità di una circolare sul tetto degli studenti stranieri che Sasso gli attribuiva: «Non le consento, onorevole Sasso, di parlare di “carta straccia” di un provvedimento, di una circolare che non ho emanato io, ma è stata emanata nel 2010», ha replicato Valditara, ricordando il documento dell’allora Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Una circolare, prosegue, interessata «da una non applicazione, più che da fallimento», e comunque già modificata da un intervento del 2024, che introduce una quota del 20% per classe riferita agli studenti neoarrivati in Italia. Oltre quella soglia, ha spiegato Valditara, «la scuola deve assicurare un ulteriore docente incaricato al fine di recuperare il gap linguistico necessario per una efficace integrazione dello studente straniero nella classe».Ma il problema c’è ed è concreto, conferma: «L’evoluzione della composizione della popolazione scolastica impatta senza dubbio sul livello complessivo degli apprendimenti di tutti gli studenti, non solo quelli stranieri». Per questo, prosegue, «siamo arrivati al convincimento di un intervento legislativo» che miri «a conferire agli uffici scolastici regionali strumenti concreti» per «garantire un’equilibrata distribuzione degli studenti con cittadinanza non italiana, nel rispetto delle autonomie scolastiche, della libertà di scelta delle famiglie e del diritto allo studio». Una posizione che aveva anche espresso nel corso del Meeting di Rimini, quando aveva parlato della necessità di trovare un compromesso tra «l’America della segregazione razziale» e classi in cui non ci sia «una percentuale elevatissima di stranieri».Sasso: «La risposta si chiama remigrazione»La replica di Sasso ha però sparigliato le carte, riportando il confronto dal tema dell’organizzazione scolastica a quello, forse, ben più caro tra le linee programmatiche di Futuro Nazionale, della remigrazione. Al centro delle accuse del deputato, quindi, le politiche degli ultimi anni tacciate di aver trasferito sulla scuola le conseguenze dell’aumento della popolazione straniera. Complice del processo, anche il governo Meloni, «troppo moderato sul tema». «Futuro Nazionale si batte per risolvere il problema alla radice: la risposta si chiama “remigrazione”», ha dichiarato Sasso, provocando gli applausi dei deputati del suo gruppo.Per poi scagliarsi contro la proposta, avanzata nel corso del Meeting di Rimini dallo stesso Valditara, di voler promuovere l’insegnamento dell’italiano anche alle famiglie degli alunni stranieri. «Chi paga per queste lezioni private a milioni di extracomunitari?», ha chiesto Sasso, sostenendo che la conoscenza della lingua italiana dovrebbe essere un prerequisito per l’ingresso nel Paese.Dal Ramadan al burqa, fino allo ius scholae: l’attacco di Futuro NazionaleNella sua replica, Sasso ha poi allargato il discorso alle modalità di integrazione culturale e religiosa degli studenti musulmani, rivendicando la risoluzione a sua prima firma che vieta l’islamizzazione delle scuole: «Futuro Nazionale non vuole più vedere scuole chiuse durante il Ramadan», «trasformate in piccole moschee», «né vedere bambine con il burqa», è l’urlo del vannacciano. Perché nelle classi italiane si formano i cittadini e chi viene da fuori «deve imparare ad amare la Nazione e a rispettarne usi e tradizioni e non ad esportare le loro», rivendica il deputato.Sul banco degli imputati anche quella tendenza, più forte in Forza Italia, che in altre componenti del centrodestra, di voler riconoscere la cittadinanza per ius scholae: «Il centrodestra moderato lasci perdere le follie come lo ius scholae e usi il pugno duro contro l’immigrazione clandestina», è l’appello di Sasso. Perché «i crocifissi possano rimanere tranquillamente appesi in classe», conclude tra gli applausi dei compagni di partito.L'articolo Scuola e classi col 30% di stranieri, è scontro alla Camera. Sasso: «Serve la remigrazione». Il ministro Valditara: «Avviata la stretta» proviene da Open.