A Parma, in Piazza Garibaldi, il Festival di Open ha ospitato l’anteprima di Germogli – Storie di disabilità, autonomia e amore, il documentario firmato da Open in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro. La Fondazione – che nasce nel 1964, quando la sordocecità è una condizione ancora poco conosciuta – parla da tempo della necessità di trasformare le persone sordocieche da soggetti passivi dell’assistenza a soggetti attivi della propria vita. Come avviene nel concreto, l’ha raccontato sul palco di Open il presidente Rossano Bartoli: «Oggi, grazie anche ai nostri sforzi, ci sono un’attenzione e una sensibilità diverse rispetto alle persone con disabilità. Le famiglie ora rivendicano i loro diritti e sanno sempre di più cosa chiedere per i loro figli». È questo il filo che attraversa Germogli, diretto da Matteo Keffer e scritto da Chiara Pancari: «Un germoglio raccoglie un grande potenziale di vita ma è fragile e per esprimerlo ha bisogno di cura. Credo che questo piccolo film aiuti a riflettere su quanto la cura sia preziosa nel proteggere e liberare grandi potenziali che altrimenti resterebbero inespressi, com’è stato per ognuno di noi», ha ribadito il regista.«Vogliamo essere liberi di scegliere, non vogliamo essere attori di un film scritto da altri, ma protagonisti della nostra vita in tutti gli ambiti» ha aggiunto Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche e portavoce di tutte le loro storie. «Per scegliere, però, è fondamentale conoscere», ha aggiunto: «Ma come faccio a conoscere se non posso leggere o sentire in giro quello che succede? Libertà di scegliere significa libertà di esplorare tutte le possibilità su una base di parità con tutti quanti gli altri». Sul tema è intervenuta anche la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che con un videomessaggio ha chiesto un «cambio di prospettiva» sulla disabilità. «Dobbiamo lavorare insieme, istituzioni, mondo privato, enti del Terzo settore per vedere in ogni persona le potenzialità senza fermarsi ai limiti». Investire sulle capacità delle persone, sostiene, significa rendere le comunità più coese e contribuire anche alla crescita economica del Paese «senza lasciare nessuno indietro».Raccontare la sordocecitàÈ da questa esigenza di cambiare lo sguardo sulla disabilità che nasce la collaborazione tra Open e la Lega del Filo d’Oro, che negli ultimi anni ha coinvolto giornalisti e persone sordocieche in interviste, podcast, corsi di giornalismo e, infine, nella realizzazione di Germogli. Il cambiamento di prospettiva ha riguardato il modo stesso in cui il documentario è stato girato: lavorare con persone sordocieche ha richiesto di adattare il set, i tempi e soprattutto la comunicazione. «Non mi era mai capitato di ritrovarmi in un set del genere», ha raccontato Matteo Keffer, che ha diretto Germogli. «Di solito la regia conduce, in questo caso mi sono sentito in dovere di farmi condurre da queste persone. Sono estremamente grato dell’opportunità e mi spiace che il documentario sia finito. Mi sono reso conto di quanto poco ne sapessi della sordocecità e di quanto questo universo fosse complesso».Anche per Chiara Pancari, autrice del progetto insieme a Keffer, il punto di partenza è stato mettere in discussione un’idea molto comune di cura: quella che divide le persone tra chi assiste e chi ha bisogno di essere assistito. I protagonisti del documentario le hanno raccontato qualcosa di diverso. Pur ricevendo cura, parlavano soprattutto di quella che erano capaci di dare agli altri. La cura, quindi, non come condizione di dipendenza, ma come relazione reciproca e possibilità di agire: essere aiutati non impedisce di aiutare, scegliere, prendersi responsabilità. È anche in questo senso che la cura può diventare uno strumento di autodeterminazione. A una condizione, però: che non venga lasciata interamente sulle spalle di poche persone, familiari o caregiver, ma diventi una responsabilità condivisa. Ed è da qui che nasce una delle domande che attraversano Germogli: il mondo “standard” in cui siamo abituati a muoverci è davvero pensato per tutti? E chi rischia di lasciare fuori?L'articolo Al Festival di Open l’anteprima di «Germogli», storie di sordocecità, cura e libertà – Il video proviene da Open.