Lun, 14 Set 2026Il procuratore generale dello Sport ha giudicato «irragionevole» l’intenzione della Procura federale di procedere con l’archiviazione.DiRedazioneCondividi l'articoloGiovanni Malagò (Foto: Paolo Bruno/Getty Images)Nuovo passaggio nel caso legato al mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della sua candidatura alla presidenza della FIGC. Il procuratore generale dello Sport presso il CONI, Ugo Taucer, avrebbe infatti deciso di avocare a sé il fascicolo dopo avere giudicato «irragionevole» l’intenzione della Procura federale di procedere con l’archiviazione. Lo riporta l’agenzia di stampa LaPresse, secondo cui la decisione sarebbe arrivata al termine di un nuovo scambio di comunicazioni tra Taucer e il procuratore federale Giuseppe Chinè.In termini tecnici, la Procura generale ha quindi “avocato” il fascicolo. Significa che l’organo superiore ha deciso di prendere direttamente in carico il procedimento, sottraendolo alla Procura federale FIGC, che era orientata verso l’archiviazione. In sostanza, il dossier non viene chiuso ma passa sotto la gestione diretta della Procura generale dello Sport.Al centro della questione resta il requisito del tesseramento di Malagò al momento della presentazione della candidatura alla guida della Federcalcio. La Procura FIGC avrebbe sostenuto anche nel nuovo confronto che l’allora candidato avesse rispettato i requisiti necessari, pur non risultando formalmente tesserato. Una ricostruzione che non avrebbe però convinto la Procura generale dello Sport.Caso Malagò, il fascicolo passa al CONISecondo quanto emerge, Taucer avrebbe ritenuto non sufficienti le argomentazioni avanzate dalla Procura federale e avrebbe quindi deciso di intervenire direttamente sul fascicolo. La documentazione sarebbe stata quindi trasmessa al CONI, chiamando così in causa il presidente del Comitato olimpico nazionale Luciano Buonfiglio, alla «luce dei potenziali profili di inosservanza dei principi informatori».Il punto centrale riguarda in particolare il principio secondo il quale i candidati alla presidenza di una federazione sportiva devono essere in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura. È proprio sull’interpretazione e sull’applicazione di questo requisito che si concentra la vicenda, diventata nelle ultime settimane uno dei principali dossier istituzionali all’interno dello sport italiano.Il caso alla Giunta CONILa questione dovrebbe essere affrontata anche nella Giunta nazionale del CONI in programma domani, alla quale parteciperà lo stesso Malagò nella sua veste di membro del CIO. Difficile, tuttavia, che già in quella sede venga assunta una decisione definitiva sul merito della vicenda. Il dossier presenta infatti profili particolarmente delicati sotto il punto di vista giuridico e interpretativo, e potrebbe richiedere ulteriori approfondimenti prima di arrivare a una conclusione.Malagò, nelle scorse ore, aveva ribadito la propria serenità rispetto alla vicenda, dichiarando di non temere un’eventuale decadenza dalla presidenza federale. Il nuovo intervento della Procura generale del CONI segna comunque un ulteriore passaggio in una vicenda che, inizialmente indirizzata verso l’archiviazione da parte degli organi federali, resta invece aperta.Al centro continua a esserci una questione apparentemente formale ma potenzialmente rilevante sul piano istituzionale: se il requisito del tesseramento dovesse essere considerato indispensabile già al momento della candidatura, bisognerebbe stabilire quali conseguenze possano derivarne sulla posizione del presidente FIGC e sugli atti successivi alla sua elezione.Proprio per questo la prossima fase sarà decisiva per comprendere l’orientamento del CONI e gli eventuali ulteriori sviluppi del caso.Developed by 3x1010