In un lungo saggio intitolato “We Must Pace the Frontier”, Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, ha chiesto all’intero settore dell’IA di rallentare il ritmo con cui vengono rilasciate nuove capacità dei modelli. Il CEO della “benefit corporation” che ha rilasciato Claude è arrivato a ipotizzare che, senza adeguate misure di sicurezza, entro sei-dodici mesi un sistema sufficientemente autonomo potrebbe arrivare a controllare ampie porzioni di Internet. E non solo. “Se un modello di intelligenza artificiale è abbastanza potente, può aggirare i tentativi di spegnerlo”, ha detto Amodei.Le sue parole si sono intrecciate con un altro caso che ha scosso il settore nei giorni precedenti: le dimissioni pubbliche del ricercatore Jacob Coxon, che ha lavorato al pre-training dei modelli sia per OpenAI che per Anthropic. Con un post su X, Coxon ha lanciato l’allarme: “Ho trascorso gli ultimi tre anni a fare ricerche sul pretraining sia a OpenAI che ad Anthropic. Nessuna delle due aziende sta agendo in modo responsabile. Stanno correndo dritte verso una superintelligenza auto-migliorante e stanno giocando d’azzardo con le nostre vite”.Un tema caro al fotoreporter Giorgio Bianchi, che ne ha parlato in diretta ai nostri microfoni.L’analisi di Giorgio Bianchi“Perché mai l’allarme sull’intelligenza artificiale dovrebbe venire proprio dal CEO dell’azienda che la vende al mondo?”, verrebbe da chiedersi spontaneamente. Per Giorgio Bianchi, l’ipotesi è che l’allarme di Amodei non sia casuale. “Entro il 2026 Anthropic verrà quotata in borsa“, spiega il reporter. “Attualmente la società ha una capitalizzazione di 1000 miliardi, l’obiettivo sarebbe quello di raggiungere i 2000 miliardi. Il professor Alessandro Volpi in un post su Facebook dice che le dichiarazioni di Amodei suonano un po’ ‘pelose’, in quanto lui si vorrebbe porre, a dire del professore, come un soggetto, oppure uno dei pochi se non l’unico, responsabile rispetto a questa tecnologia. Quindi è come dire: domani noi entreremo in borsa, investite su di noi perché a differenza degli altri intendiamo sviluppare questa tecnologia in modo responsabile. L’altra ipotesi, corollario di questa, è che loro si vogliono porre come gli unici in grado di poter cavalcare la tigre, di poter dominare il genio nella lampada, e quindi rientra sempre in dichiarazioni che suonano più come marketing piuttosto che come allarme”.Un allarme fantascientifico?Ma insomma: stiamo per morire tutti? Donald Trump, dal canto suo, nega l’ipotesi della catastrofe. “Possiamo introdurre – dice il POTUS -delle misure di salvaguardia, possiamo fare questo e quello, ma credo che ci siano molte forze negative a sollevare la questione, tirando in ballo cose che non accadranno”. Per Bianchi il rischio è quello di “dirottare l’attenzione dai rischi reali verso quelli fantascientifici”, ovvero “fomentare la paura delle persone con il rischio che questa tecnologia possa ucciderci tutti, in modo tale che passino in secondo piano tutta una serie di rischi”.“Uno ad esempio lo ha evidenziato poco tempo fa Bill Gates, dicendo che se i regolatori non entreranno per in funzione, le intelligenze artificiali potranno disintegrare letteralmente interi comparti di posti di lavoro. Lo stiamo vedendo già in questi giorni. Abbiamo visto in Corea le manifestazioni contro le fabbriche automatizzate gestite dall’intelligenza artificiale. Abbiamo visto la Cina che sta inaugurando la prima fabbrica di androidi quasi interamente gestita da androidi stessi. Abbiamo visto oramai che le telefonate degli odiosi call center non le fanno più le persone fisiche ma le intelligenze artificiali. Abbiamo visto che a rispondere alle nostre telefonate il più delle volte ci sono le intelligenze artificiali. Si trattava di posti di lavoro non così appetibili per i più, ma erano pur sempre dei posti di lavoro che vengono cancellati. E la domanda è: che fine farà questa gente?”The post “Allarme inquietante sull’IA? Quello vero (e ignorato) è di Bill Gates” | Giorgio Bianchi appeared first on Radio Radio.