Sul suo profilo Instagram, la creator digitale Paula Simões parla di moda, beauty e vita di tutti i giorni con oltre 30 mila followers. Ma dietro quell’immagine di leggerezza e cura di sé, l’influencer , secondo Ansa Brasil e il FQ Magazine, nasconderebbe una seconda vita: quella di Chanel, volto che ha raccolto il testimone delle attività di narcotraffico del marito Patrick e del suocero Nicola Assisi. E non è la sola. In Brasile sono state eseguite otto ordinanze di custodia cautelare e cinque perquisizioni nei confronti di famigliari e persone legate ai due boss ora detenuti.Una doppia vita: la content digitale Paula Simões e il capo ChanelBrasiliana di 33 anni, Paula Simões è una content creator che su Instagram posta consigli per la skin care, beauty routine e parti della sua giornata. Inoltre, è la moglie di Patrick Assisi, originario del Canavese, ritenuto legato alla ‘ndrangheta e arrestato nel 2019 per narcotraffico. Ora è finita al centro dell’inchiesta Eredità, su cui sta indagando la Polizia federale brasiliana, in cooperazione con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e i carabinieri del Ros di Torino, per capire chi ha proseguito l’attività criminale degli Assisi. Il colpo da 420 chili di drogaDopo l’arresto della famiglia Assisi, Paula è stata riconosciuta, secondo gli inquirenti, come l’erede criminale. La content creator da anni avrebbe un ruolo fondamentale per acquistare carichi di droga e dare il via libera alle operazioni per trasportarla dal Sud America all’Europa. Secondo la ricostruzione del Ros riportata da FQ Magazine, il fatto più eclatante sarebbe la trattativa per 420 chili di cocaina dal fornitore Gold. Di cui 300 sarebbero stati effettivamente acquistati. Un colpo portato a termine grazie alla collaborazione di Nicola De Carne, cognato di Patrick, e ad altri membri dell’organizzazione criminale.Il passaggio di testimone dopo l’arresto degli AssisiTra il 2019 e il 2020, citando i dati diffusi dalle autorità italiane e brasiliane, sono stati effettuati 11 sequestri per un totale di 4,6 tonnellate di cocaina a nome del clan degli Assisi. Ma l’arresto di Patrick e Nicola non ha fermato le attività di narcotraffico. Anzi l’organizzazione sarebbe proseguita con famigliari e persone di fiducia in una costante ricerca di fornitori, intermediari e operatori logistici per spedire la cocaina verso i Paesi europei, tra cui l’Italia. In particolare, un carico di 2,2 tonnellate di cocaina si trovava già in Brasile quando i due sono stati portati in carcere. Sono stati gli altri membri della banda a ereditarne la gestione.Tra i destinatari delle misure cautelari Paula e un avvocatoMercoledì 17 settembre Paula è stata tra i destinatari di otto misure cautelari e cinque perquisizioni tra gli Stati di San Paolo e Santa Catarina eseguiti dai poliziotti brasiliani. Stando a quanto riportato da Ansa Brasil e ripreso da FQ Magazine, sono stati arrestati famigliari e persone di fiducia di Patrick e Nicola. Oltre a Paula, figurerebbe anche un avvocato che, secondo le ricostruzioni, avrebbe dovuto solo fare da tramite con i detenuti. Ma poi sarebbe entrato nella gestione diretta di spedizioni e movimenti finanziari. Di fronte alle accuse, Paula si sarebbe difesa affermando di essere una persona diversa dal marito e non immischiata nelle sue vicende giudiziarie. Nonostante ciò, le intercettazioni smentirebbero tale versione dei fatti e accerterebbero al contrario la sua centralità nelle operazioni di narcotraffico.L'articolo Da influencer brasiliana a volto del narcotraffico: chi è Paula Simões e perché è collegata ai boss Assisi proviene da Open.