Prima le spille pro Palestina sulla maglietta, adesso nemmeno quelle. La tennista turca Zeynep Sönmez si è lamentata di non poter più mostrare il suo personale sostegno al popolo della Striscia di Gaza e della Cisgiordania all’interno del circuito Wta. La 24enne di Istanbul, n°51 del mondo, tuttavia ha trovato un ulteriore escamotage: ha messo nella racchetta un antivibrante a forma di anguria, simbolo della resistenza palestinese. Zeynep Sönmez, Melbourne, Australia, 23 gennaio 2026 (AP Photo/Dar Yasin)Zeynep Sönmez: “Permettono la bandiera ucraina ma non quella palestinese”“Prima indossavo una spilla in segno di sostegno alla Palestina, ma ora nei tornei non è più consentito. Abbiamo discusso con gli organizzatori, dicendo: ‘Permettono la bandiera ucraina ma non quella palestinese’“, ha affermato Zeynep Sönmez, secondo quanto riportato dal sito sportivo turco Sporx. “Quando ci hanno risposto con fermezza che non l’avrebbero permesso, ho iniziato ad attaccare alla mia racchetta un antivibrante con il simbolo di un’anguria al posto della spilla. Su quello non possono dire nulla“, ha aggiunto.Zeynep Sönmez: "Daha önce Filistin'e destek için broş takıyordum ama turnuvalar artık izin vermiyor. 'Ukrayna bayrağına izin veriliyor ama Filistin'e izin verilmiyor' diye yöneticilerle tartışma yaşadık. Kesinlikle izin vermediklerini söyleyince ben de broş yerine raketime… pic.twitter.com/Lcuvg21Rgx— Sporx (@sporx) July 2, 2026 Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Zeynep Sonmez (@zeyneppsonmez)Jabeur: “Guerra a Gaza mi spezza il cuore, molti mi hanno detto di non parlarne”Tuttavia Sönmez non è l’unica tennista ad essersi esposta sulla guerra in Medio Oriente. Anche Ons Jabeur, 24enne tunisina, ex n°2 del mondo, ha alzato la voce sul tema. “Mi sta molto a cuore la situazione a Gaza, sono cresciuta con questa causa. La guerra che c’è là mi spezza il cuore”, ha detto la campionessa di Ksar Hellar in un’intervista con Al Jazeera, rimasta fuori dai campi dopo aver dato alla luce suo figlio.“Sin da giovani cerchiamo sempre, in qualche modo, di supportare la Palestina. Ci sono state persone che mi hanno detto di non parlane e che probabilmente avrei rovinato la mia carriera“, ha aggiunto Jabeur che è anche ambasciatrice del World Food Programme. “E’ stato difficile perché dirmi di non esprimermi chiaramente su qualsiasi cosa nella vita, mi soffocherebbe e non mi farebbe sentire a mio agio”. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Ons Jabeur أنس جابر (@onsjabeur)Questo articolo Zeynep Sönmez e la spilla pro Palestina: “I tornei non mi consentono di indossarla” proviene da LaPresse