di Shorsh Surme – Da anni si susseguono analisi secondo cui gli Stati Uniti sarebbero in declino, avviati verso un progressivo ridimensionamento a favore dell’ascesa di un’altra superpotenza, la Cina, o del consolidamento di nuovi blocchi internazionali come i BRICS. Secondo questa lettura, il predominio americano sarebbe destinato a lasciare spazio a un ordine mondiale più multipolare.Esistono tuttavia diversi elementi oggettivi che inducono a una valutazione differente. Gli Stati Uniti restano infatti l’unica superpotenza globale, pur in un contesto nel quale la loro supremazia non è più assoluta come dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ma relativa. Ciò nonostante, Washington continua a esercitare un’influenza determinante sulle relazioni internazionali sotto il profilo politico, militare, economico e finanziario.Uno dei principali punti di forza degli Stati Uniti è rappresentato dall’intelligenza artificiale. Washington mantiene la leadership nello sviluppo della nuova rivoluzione tecnologica, destinata a produrre trasformazioni profonde nei settori industriale, commerciale, finanziario, culturale, della sicurezza e della difesa. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale si moltiplicano a un ritmo impressionante e, nonostante i rapidi progressi della Cina, principale concorrente strategico degli Stati Uniti, nessun altro Paese è ancora riuscito a superare la leadership americana in questo settore.Anche il dollaro continua a rappresentare uno dei pilastri della potenza statunitense. Nel corso degli anni sono stati compiuti diversi tentativi per ridurne il ruolo internazionale. L’Unione Europea ha cercato di rafforzare l’euro come valuta alternativa, mentre i BRICS hanno più volte discusso la creazione di una moneta comune. Finora, però, nessuno di questi progetti è riuscito a scalfire il predominio del dollaro, che rimane la principale valuta di riserva e di riferimento nei mercati finanziari mondiali.Sul piano militare, gli Stati Uniti conservano una superiorità difficilmente eguagliabile. Il bilancio della difesa si avvicina ai 900 miliardi di dollari, una cifra paragonabile alla spesa complessiva dei successivi dieci Paesi della graduatoria mondiale. A questo si aggiunge un vantaggio tecnologico che continua a garantire capacità di proiezione globale e una superiorità operativa che né la Cina né la Federazione Russa sono ancora in grado di eguagliare.Un ulteriore elemento distintivo riguarda il ruolo internazionale degli Stati Uniti. Nessun’altra potenza è riuscita a sostituire Washington come interlocutore globale capace di esercitare influenza in tutti i continenti attraverso la diplomazia, la mediazione e gli strumenti di pressione politica ed economica. Né la Cina, né la Russia, né l’Unione Europea hanno sviluppato una presenza internazionale altrettanto estesa e incisiva.Infine, uno dei principali fattori di resilienza degli Stati Uniti risiede nella flessibilità del loro sistema politico. Essa si fonda sul rispetto della Costituzione, dello stato di diritto, sulla solidità delle istituzioni e sul ruolo di una società civile dinamica, oltre che sull’attrattiva economica e culturale del Paese. Pur avendo attraversato crisi economiche e politiche negli ultimi decenni, il sistema americano ha dimostrato una notevole capacità di adattamento. Ciò non significa che sia privo di difficoltà, ma indica che gli Stati Uniti dispongono ancora di strumenti istituzionali e strutturali tali da preservarne il ruolo centrale nello scenario internazionale.