L’ultima novità degna di nota arriva dalla Regione Marche, la cui giunta regionale ha deciso di bandire dai centri storici i negozi etnici e i venditori di kebab. Si tratta di un provvedimento palesemente demenziale, da qualsiasi prospettiva noi lo guardiamo. In primo luogo, la giullaresca destra bluette neoliberale, filoatlantista, filoisraeliana e filoucraina che amministra la regione, oltre che la nazione, è cultrice indefessa del libero mercato, al quale poi contravviene quando si tratta di negarlo per chi sia portatore di identità differenti. Insomma, un libero mercato su basi etniche, quanto di peggio si possa immaginare.Il vecchio vizietto della destra italica, da Almirante a Fratelli d’ItaliaIn secondo luogo, questi sedicenti numi tutelari dell’identità italica si accaniscono contro i venditori di kebab e mai una volta prendono posizione contro le multinazionali apolidi del world food, le quali evidentemente non rappresentano per loro una minaccia all’identità nazionale. È il vecchio vizietto della destra italica, da Almirante a Fratelli d’Italia, quella destra che ha tradito oltretutto anche il messaggio socialista di Mussolini per farsi vestale del libero mercato e dell’atlantismo. Proprio così, il neofascismo in Italia, da Almirante in poi, resta solo un tragicomico episodio di normalizzazione liberale-atlantista della patria.Se la prendono coi venditori di kebab, ma non con le multinazionali apolidi del cibo americanizzato, con i disperati che migrano e non con i padroni che sfruttano l’immigrazione, o con le banche capitalistiche che vivono in maniera parassitaria sulla pelle dei ceti medi e delle classi lavoratrici. Costoro andrebbero rispediti alla scuola elementare della saggezza, per dirla con lo Hegel.Il vero nemico non è chi ha un’identità diversa dalla nostraDovrebbero presto o tardi apprendere che il nostro nemico non è chi ha un’identità diversa dalla nostra, ma chi, non avendo un’identità, si batte contro tutte le identità. Il barbaro non è chi viene da lontano, ma chi, vicino o lontano che sia, si adopera per distruggere tutte le identità, la nostra come quella altrui. Chi realmente abbia un’identità forte e la ami, perciò stesso rispetta e ama anche le identità degli altri. Difendere chi siamo non vuol dire fare la guerra agli altri che noi non siamo, ma opporsi ai processi di sradicamento disidentificante del turbocapitalismo, processi ai quali la destra come la sinistra, non solo nelle Marche, sono pienamente organiche sotto ogni profilo.Ecco perché il tema dell’identità va trattato con coscienza, evitando di produrre questa lotta contro le identità altrui che finisce inconfessabilmente per essere funzionale alla disidentificazione onniomologante della globalizzazione turbocapitalistica che oggi risulta imperante in ogni angolo d’Europa.Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego FusaroThe post Sembra una bufala ma non lo è: la Regione Marche firma l’ultima follia da film dell’assurdo appeared first on Radio Radio.