Dal Partito della Rifondazione Comunista di Tivoli riceviamo e pubblichiamo:“Mentre l’Amministrazione sponsorizza la candidatura di Tivoli a Capitale Italiana della Cultura, i cittadini delle periferie vengono privati dei diritti minimi di cittadinanza.Ci chiediamo: si può essere una capitale di civiltà lasciando un intero quartiere isolato e senza trasporto pubblico locale?Il Danno e la Beffa delle fermate fantasmaIl calvario dei residenti di Colli Santo Stefano parte da lontano: già a gennaio il servizio era stato interrotto dalla vecchia gestione, lasciando il quartiere completamente appiedato.Dopo mesi di proteste, assemblee, petizioni e PEC del Comitato di Quartiere, nei giorni scorsi si è toccato il ridicolo: una squadra di operai è arrivata per disegnare le strisce della fermata sulla strada, ma del bus non c’è traccia.Si vernicia l’asfalto per simulare un’efficienza che non esiste.La ditta subentra ma il servizio non parteLa scusa delle istituzioni è sempre stata: “Aspettiamo la riorganizzazione e del nuovo orario del TPL del 1° luglio”.Ma la data è passata, il servizio è in mano al nuovo assetto e la linea per Colli Santo Stefano resta clamorosamente ferma per non meglio precisati “problemi di viabilità”.Come Rifondazione Comunista non accettiamo questo intollerabile scaricabarile.Le strade non sono cambiate: per oltre 40 anni il servizio a Colli Santo Stefano è sempre stato garantito.La ditta privata che gestisce i servizi conosce perfettamente il territorio di Tivoli e le sue criticità: aveva l’obbligo contrattuale di presentarsi all’appuntamento del 1° luglio con una flotta idonea a coprire tutte le tratte della città.La responsabilità del Comune: Se il gestore non mette in strada i mezzi adatti o se il Comune non ha verificato la reale operatività delle linee prima di far partire la riorganizzazione, siamo di fronte a una gravissima colpa istituzionale.Il Comune ha il dovere di vigilare e tutelare i residenti, non di assistere passivamente al blocco dei servizi.Vogliamo il bus, non il disegno della fermata con la vernice.La mobilità è un diritto sociale, non un’opzione facoltativa.Il Comune di Tivoli alzi la voce con il gestore privato e imponga l’immediato ripristino del collegamento per Colli Santo Stefano con vetture idonee al percorso.I cittadini vogliono vedere i fatti: vogliono vedere il bus, non i disegni sull’asfalto”.L'articolo TIVOLI – “Colli Santo Stefano da sette mesi senza trasporto pubblico” proviene da Tiburno Tv.