L’impegno della Nato all’Ucraina, 70 miliardi per due anni: aiuti da Europa e Canada. Cosa prevede l’intesa in vista del vertice di Ankara

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L’Europa conferma, ancora una volta e in ogni sede, il proprio sostegno all’Ucraina. Il vertice Nato ad Ankara, previsto il 7 e l’8 luglio, si chiuderà con una dichiarazione finale che confermerà l’impegno dell’Alleanza Atlantica a proseguire il supporto a Kiev. L’intesa raggiunta ieri dagli ambasciatori dei 32 Paesi membri, che dovrà ora essere approvata dai leader, prevede un sostegno militare complessivo pari a 70 miliardi di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. La cifra include anche il prestito da 30 miliardi dell’Unione europea, mentre i Paesi alleati saranno chiamati a garantire circa 40 miliardi l’anno attraverso contributi su base volontaria. Se ne faranno, però, carico gli Stati europei e il Canada, non gli Usa.L’impegno finanziario dell’ItaliaIl sostegno – su decisione «sovrana» dei singoli membri – potrà declinarsi in diverse forme. L’Italia, secondo quanto trapela, si starebbe concentrando sul settore energetico, in linea con le richieste di Kiev, secondo cui «far funzionare ospedali e scuole è importante quanto garantire la difesa». Nelle prime fasi del negoziato il governo italiano aveva proposto di limitare l’impegno finanziario al solo 2026, prevedendo una revisione annuale degli stanziamenti per mantenere aperta la prospettiva di un eventuale negoziato di pace. La proposta non è però passata e il Consiglio Atlantico ha dato il via libera al piano esteso anche al 2027. Il sostegno all’Ucraina sarà inoltre al centro del nuovo vertice della Coalizione dei Volenterosi, convocato dal presidente francese Emmanuel Macron il 13 e 14 luglio a Parigi, mentre resta ancora da confermare la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.La dichiarazione finale del summit La dichiarazione finale del summit si concentrerà anche sulla sicurezza multidominio, sulla difesa del fianco sud dell’Alleanza e sul rafforzamento dell’industria della difesa. In vista dell’appuntamento di martedì, Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, durante il quale i due leader hanno «riaffermato il comune impegno per lo sviluppo del rapporto transatlantico e per la difesa comune all’interno della Nato», oltre ad affrontare il dossier Libia, con gli sforzi incrociati per pacificare e unire il Paese.L’incognita Donald Trump Sul vertice continuerà a pesare l’incognita rappresentata dagli Stati Uniti e dalla linea dell’amministrazione Trump. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe valutato l’annuncio di nuovi tagli alla presenza militare americana in Europa, ipotesi che sarebbe stata successivamente bloccata dal segretario di Stato Marco Rubio. Il tema della redistribuzione degli oneri della difesa tra Stati Uniti ed Europa sarà uno dei principali dossier sul tavolo di Ankara. Fonti italiane escludono tuttavia un disimpegno americano dalla Nato, interpretando il crescente interesse di Washington per l’Indo-Pacifico come una strategia già avviata da tempo. Non a caso il segretario generale Mark Rutte ha esteso per la prima volta l’invito al summit anche a Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda.L’incontro tra Meloni e TrumpResta inoltre aperta la possibilità di un incontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump. Al momento non è previsto alcun bilaterale ufficiale, ma i due leader saranno presenti allo stesso vertice. Nel frattempo il presidente Usa continua a sollecitare gli alleati europei ad aumentare gli investimenti nella difesa, definendo «ridicolo» l’attuale rapporto tra Stati Uniti e Nato. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha respinto le critiche, rivendicando il rafforzamento delle capacità militari della Germania e annunciando che ribadirà questa posizione anche ad Ankara. Meloni arriverà al summit con l’obiettivo di presentare una spesa per la difesa pari al 2,8% del pil, includendo anche lo 0,71% destinato alla sicurezza interna, per un valore di circa 15 miliardi di euro. Secondo il governo, la traiettoria degli investimenti nel settore continuerà a crescere nei prossimi anni. I due giorni di vertice ad Ankara saranno, in sostanza, un banco di prova per capire se una possibile “pace transatlantica” all’interno del fronte occidentale possa davvero essere siglata.Foto copertina: ANSA/EPA/OLIVIER HOSLET | Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, Belgio, il 18 giugno 2026L'articolo L’impegno della Nato all’Ucraina, 70 miliardi per due anni: aiuti da Europa e Canada. Cosa prevede l’intesa in vista del vertice di Ankara proviene da Open.