Trump celebra il 4 luglio: "Non saremo mai un Paese comunista"

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AGI - "Non saremo mai un Paese comunista": lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel suo discorso sul Monte Rushmore, in South Dakota per celebrare i 250 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza. Le parole di Trump appaiono un riferimento ai socialisti democratici guidati dal sindaco di New York Zohran Mamdani, che stanno crescendo in tutto il Paese. "Il comunismo rappresenta le peggiori idee e abusi nella storia da parte delle persone peggiori", ha aggiunto definendolo la "più grande minaccia per il nostro Paese""Siamo il Paese più potente al mondo""Siamo il piu' forte e potente Paese sulla Terra, e con la grazia di Dio gli Stati Uniti sono il Paese che ha avuto piu' successo di quanto sia mai accaduto nella storia umana", ha continuato Trump chenha reso omaggio alle origini degli Stati Uniti, ricordando gli "uomini e le donne che portarono con se' valori, tradizioni e consuetudini tramandati nel corso dei secoli dalla Gran Bretagna e con radici ancora piu' antiche, che risalgono ad Atene, Gerusalemme e Roma. Gli Stati Uniti d'America sono il luogo in cui la piu' grande civilta' della storia dell'umanita' e' diventata piu' grande che mai".Il Monte RushmoreTrump ha dato il via ai festeggiamenti per il 250 anniversario degli Stati Uniti con un discorso tenuto in una cornice emblematica ovvero, ai piedi del Monte Rushmore nel Dakota del sud, dove sono scolpiti nella roccia quattro volti di presidenti. Si tratta dei visi di George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt."Il presidente Trump si appresta a tenere un discorso ispiratore e ottimista al Monte Rushmore, dove rispondera' all'eterna domanda: Cosa significa essere americani?", aveva dichiarato la Casa Bianca in un comunicato, poco prima dell'atterraggio dell'Air Force One.