Un’operazione internazionale su vasta scala ha portato a galla una fitta rete globale di violenze sessuali domestiche pianificate e coordinate sul web. Un’indagine, nell’ambito del “Progetto Medusa”, guidata dalle autorità di Germania e Regno Unito con il supporto analitico e finanziario di Europol, ha portato alla luce un network criminale focalizzato sulle violenze agevolate da sostanze stupefacenti e farmaci, consumate prevalentemente all’interno di relazioni intime e contesti familiari. Gli indagati, sfruttando una posizione di fiducia o una relazione sentimentale, drogavano le proprie mogli o partner per poi abusarne o farle violentare da altri soggetti, filmando i rapporti e condividendo il materiale all’interno di comunità online spiccatamente misogine. Il nucleo operativo dell’indagine si è concentrato dal 22 al 24 giugno 2026 a Londra, dove 29 investigatori provenienti da sette Paesi hanno incrociato i dati in tempo reale per assestare un colpo decisivo alla rete.Come funzionava la rete digitale degli abusiIl Progetto Medusa, lanciato nell’aprile 2026, si basa sulla consapevolezza che le piattaforme digitali e le chat di messaggistica crittografata non sono più solo un luogo di ritrovo virtuale, ma veri e propri strumenti operativi. I criminali si muovevano nell’ombra di forum chiusi e canali riservati per pianificare nel dettaglio le aggressioni e coordinare gli atti sul territorio. Al tempo stesso, queste piattaforme servivano a oggettivare e disumanizzare le vittime, quasi tutte donne, i cui abusi venivano reiterati nel tempo, a volte per anni, con la complicità degli altri membri della community che normalizzavano i comportamenti violenti. Inoltre, i canali digitali facilitavano il traffico e il mercato illegale di narcotici e farmaci soggetti a prescrizione medica, utilizzati proprio per indurre lo stato di incoscienza nelle partner a insaputa di queste ultime.I numeri dell’operazione internazionaleLa cooperazione transfrontaliera tra le forze di polizia di Germania, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Brasile e Stati Uniti (con il coinvolgimento dell’FBI) ha permesso di eseguire 57 arresti e mettere in sicurezza 158 vittime. L’ultimo screening operativo di giugno ha portato all’identificazione di 156 individui tra aguzzini e persone offese, all’individuazione di quattro nuove comunità online dedite alla misoginia radicale e all’apertura di ben 274 nuove piste investigative, che si aggiungono alle 113 indagini già avviate e tuttora in corso nei vari Stati. «Questi crimini non sono incidenti isolati, ma fanno parte di un modello strutturato, organizzato e interconnesso di comportamenti criminali», spiegano da Europol, che ha supportato l’operazione attraverso l’analisi dei dati in tempo reale e strumenti di Open Source Intelligence (OSINT).Non solo stupro, ma anche tentato omicidioIl raggio d’azione della magistratura e delle forze dell’ordine va ben oltre l’accusa di violenza sessuale o stupro di gruppo. Gli indagati devono rispondere anche di lesioni personali gravi e tentato omicidio. La decisione di contestare reati così severi risiede nella pericolosità intrinseca delle sostanze utilizzate per sedare le donne. Somministrare farmaci o narcotici all’insaputa di una persona, spesso in dosaggi massicci o non controllati per garantirne l’incoscienza prolungata, comporta un rischio altissimo di overdose, arresto cardiaco o danni cerebrali permanenti. La sottomissione chimica e la violenza a sfondo sessuale vengono così perseguite con il massimo rigore normativo.L’ombra del caso Gisèle PelicotLa vicenda emersa dal Progetto Medusa presenta analogie agghiaccianti con il caso di Gisèle Pelicot in Francia, la donna che per un decennio è stata drogata dal marito e data in pasto a decine di sconosciuti reclutati sul web. Quel processo, diventato un simbolo globale della lotta contro la violenza sessuale domestica, ha dimostrato come il fenomeno delle violenze coordinate online sia una realtà strutturata e non una distorsione marginale della rete.Le indagini sono tuttora in corso e l’allerta resta massima. Europol e le autorità nazionali hanno ribadito l’importanza per chiunque sia a conoscenza di reati in fase di pianificazione, o sia vittima di abusi, di rivolgersi immediatamente alle forze di polizia locali, che attiveranno poi i canali di cooperazione internazionale necessari per fermare la rete dei predatori digitali.L'articolo Drogavano e facevano stuprare le partner, gli accordi shock in chat: 57 arresti, anche in Italia. Come funzionava il gruppo proviene da Open.