I primi exit poll e le proiezioni delle elezioni in Sassonia-Anhalt confermano ciò che sembrava chiaro da settimane: l’ultradestra di Alternative für Deutschland (AfD) è in testa con il 44,5% dei voti. La vera domanda ora è un’altra: l’AfD riuscirà a trasformare questo risultato nel primo governo regionale di estrema destra in Germania dal 1945? A fare la differenza sarà soprattutto il numero complessivo dei seggi nel Landtag, il parlamento regionale, e il risultato di Bsw, il partito rossobruno guidato da Sahra Wagenknecht. Secondo i dati provvisori diffusi da Ard e Zdf, all’AfD dovrebbero spettare tra 39 e 41 seggi, vicinissimo alla maggioranza assoluta fissata a 42 seggi. Il partito guidato in Sassonia-Anhalt da Ulrich Siegmund potrebbe quindi trovarsi a pochi seggi dalla possibilità di governare autonomamente. Se ci arrivasse potrebbe infatti formare un governo senza bisogno del sostegno di altri partiti, mentre se restasse sotto quella soglia dovrebbe trovare almeno un alleato o un sostegno esterno. Ed è proprio qui che entra in gioco la «Brandmauer», il rifiuto di quasi tutti gli altri partiti di collaborare con l’AfD.Il nodo dei seggi e la soglia di sbarramentoIl numero dei partiti che riusciranno a entrare nel Landtag sarà decisivo per la distribuzione dei seggi. Più formazioni resteranno sotto la soglia di sbarramento del 5%, più seggi verranno distribuiti tra i partiti che avranno superato la soglia. Questo potrebbe aumentare il peso dell’AfD e permetterle di arrivare alla maggioranza assoluta anche senza ottenere una percentuale di voti molto più alta di quella indicata dagli exit poll. Al momento, oltre all’AfD, sembrano avere l’ingresso in parlamento con il 18,5%, seguita da Linke al 9,5%, Verdi al 9% e Spd all’8%. In dubbio la percentuale definitiva di Bsw, che le proiezioni danno al 4,8%. Se l’AfD restasse sotto quota 42 seggi e gli altri partiti continuassero a escludere qualsiasi collaborazione, il Land potrebbe entrare in una fase di stallo politico. Se il parlamento non riuscisse a eleggere un ministro-presidente secondo le procedure previste, una delle possibili conseguenze sarebbe lo scioglimento del Landtag e il ritorno alle urne.Siegmund canta vittoria: «Abbiamo già scritto la storia»Siegmund ha commentato il risultato parlando alla Ard subito dopo gli exit poll. «Non si può già dire alle 18 di stasera se sarò ministro presidente della Sassonia-Anhalt, ma abbiamo già scritto la storia», ha dichiarato. Alla domanda sulla possibilità di governare insieme alla Cdu, il candidato dell’AfD ha risposto che il vero problema sarebbe il rifiuto degli altri partiti di collaborare con la sua formazione. «È la questione principale, per quel che ci riguarda, il fatto che le altre forze politiche non vogliano collaborare con noi. Ma questo è un loro problema». Siegmund ha comunque fatto sapere che su alcuni temi non intende scendere a compromessi, indicando in particolare immigrazione e sicurezza interna.L’unico possibile interlocutore: i rossobruni di Sahra WagenknechtLa co-leader dell’AfD Alice Weidel ha invece sostenuto che il risultato rappresenta un chiaro «mandato di governo» e ha annunciato l’intenzione di avviare colloqui con tutti i partiti. L’unico possibile interlocutore per il momento sarebbe, però, il Bsw di Sahra Wagenknecht, che si colloca su posizioni molto diverse da quelle dell’AfD ma ha una posizione tutto sommato simile ad AfD sui migranti e la critica ai partiti centristi. Se la formazione riuscisse a superare la soglia del 5% e si alleasse con l’ultradestra, il suo ingresso nel Landtag potrebbe diventare fondamentale all’AfD per governare. Da parte sua Siegmund ha dichiarato, in un’intervista a Bild, di non ritenere il partito di Wagenknecht un partner affidabile.Il «cordone sanitario»Il principale ostacolo alla formazione di un governo AfD resta la «Brandmauer», il cosiddetto «cordone sanitario» che separa l’estrema destra dagli altri partiti tedeschi. Cdu, Spd, Verdi, Liberali e Linke hanno finora escluso coalizioni e accordi formali di governo con l’AfD, come confermato anche dal cancelliere Friedrich Merz e dal governatore uscente della Sassonia-Anhalt, Sven Schulze. «Non collaboriamo con gli estremisti e, soprattutto, con quelli di estrema destra», ha ribadito la segretaria generale della Cdu Franziska Hoppermann parlando alla Ard dopo la diffusione degli exit poll. Ma mentre l’AfD ha più che raddoppiato il suo risultato ricevendo anche numerosi voti dagli under 24, per la Cdu e per quasi tutti i partiti – eccetto i Verdi – il risultato rappresenta una pesante battuta d’arresto.Cosa può succedere adessoSe l’AfD arrivasse a 42 seggi, lo scenario sarebbe quindi semplice: potrebbe governare da sola. Se invece restasse sotto questa soglia, avrebbe bisogno del sostegno di un’altra forza e, a seconda del superamento o meno dello sbarramento, potrebbe servire l’appoggio della Bsw. Per l’opposizione, un’alternativa sarebbe costruire una maggioranza contro l’AfD, mettendo insieme Cdu, Spd, Verdi e Linke. Anche questa strada è però complicata dai veti reciproci. La Cdu ha approvato una «risoluzione di incompatibilità», che esclude la cooperazione non solo con l’AfD, ma anche con la Linke. E anche superando questo ostacolo, le forze contrarie all’AfD potrebbero non avere comunque abbastanza seggi per raggiungere la maggioranza assoluta. L’alternativa, se nessuna coalizione riuscisse a raggiungere una maggioranza, resterebbe l’ipotesi di un governo di minoranza. Una soluzione fragile, che dovrebbe cercare di volta in volta i voti necessari in parlamento.Foto copertina: EPA/Clemens BilanL'articolo Elezioni in Sassonia-Anhalt, ce la farà l’AfD a governare da sola? Cosa succede adesso e perché è decisivo il risultato dei rossobruni di Bsw proviene da Open.