Famiglia nel bosco, l’avvocato Pillon: “Inerzia e inaccettabile dilazione dei tempi”

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Simone Pillon, avvocato della cosiddetta famiglia nel bosco, ha fornito ulteriori aggiornamenti rispetto alla situazione che stanno vivendo i suoi assistiti. “Immediatamente dopo la comunicazione del decreto, abbiamo chiesto una riunione per risolvere con tutti gli attori istituzionali i delicati e complessi problemi di attuazione pratica delle indicazioni del Tribunale”, ha affermato. Il nodo è sempre il ricongiungimento dei tre figli minori, previsto, ma a piccoli passi, dal decreto del Tribunale minorile aquilano.“Sia la tutrice che la curatrice nonché i medici della neuropsichiatria di Atessa hanno immediatamente offerto la loro disponibilità”, ha aggiunto. “Spiace prendere al contrario atto che il Servizio Sociale affidatario abbia rimandato sia la propria disponibilità sia – e ciò è più grave – la concreta applicazione dei rientri a Palmoli dei minori. Anche le rassicurazioni verbali, ricevute giovedì, circa una comunicazione via email che avrebbe dovuto arrivare entro venerdì 4 settembre, sono rimaste lettera morta. Ad oggi non solo non è stato avviato il programma di rientro dei minori, ma non è stata neppure offerta alcuna data utile per il richiesto incontro tra le parti. Il segnalato allarme sullo stato di salute dei minori e il loro più volte manifestato desiderio di rientro avrebbero dovuto essere preso in considerazione dal Servizio affidatario consigliando quella stessa urgenza e immediatezza di intervento che era stata applicata quando si è trattato di portare i minori in casa-famiglia o di allontanarne la madre. Si prende pertanto atto dell’inerzia e della inaccettabile dilazione dei tempi per ragioni burocratiche, che non è giusto siano fatte pagare ai minori”. Ferma restando la piena disponibilità alla collaborazione, la difesa dei coniugi Trevallion ha dunque esortato formalmente il servizio Ecad 14 Altovastese a procedere con urgenza agli adempimenti di competenza nell’interesse dei minori. “Non sarebbe infatti ammissibile che i minori, dopo mesi di permanenza in casa-famiglia, vedano ulteriormente compressi per ragioni amministrative i loro – sia pur minimali – diritti per come riconosciuti dal decreto in vigore”, ha concluso Pillon. “Ci si riserva ogni ulteriore azione ove permanesse l’attuale inerzia”. Questo articolo Famiglia nel bosco, l’avvocato Pillon: “Inerzia e inaccettabile dilazione dei tempi” proviene da LaPresse