È iniziata, alla presenza dei presidenti Sergio Mattarella e Alexander Van der Bellen, la celebrazione dell’80° anniversario della firma dell’Accordo di Parigi. Alle ore 11 ha avuto inizio la cerimonia ufficiale nella Kursaal. Fin dalle prime ore del mattino gli ospiti invitati si sono recati al Kurhaus. Sulla Kurpromenade antistante il Kurhaus si sono radunati curiosi e cittadini, per assistere all’arrivo dei Presidenti. Alla cerimonia di benvenuto erano presenti anche la banda municipale e rappresentanti di associazioni e organizzazioni di Merano. Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, è giunto al Kurhaus con la sua delegazione. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, il commissario del Governo Maddalena Travaglini e la sindaca di Merano Katharina Zeller lo hanno accolto davanti al Kurhaus. Successivamente è arrivato il presidente federale austriaco Alexander Van der Bellen insieme alla moglie Doris Schmidauer. Il presidente federale ha raggiunto il Kurhaus a piedi lungo la Kurpromendade. Il presidente Mattarella ha dato il benvenuto a Van der Bellen. I due Capi di Stato sono poi entrati insieme nel Kurhaus, dove le delegazioni erano già riunite. Dopo la presentazione delle delegazioni, i partecipanti si sono recati nella Kursaal. Alle ore 11, nella Kursaal del Kurhaus di Merano, ha avuto inizio la cerimonia ufficiale per l’80° anniversario della firma dell’Accordo di Parigi in occasione della Giornata dell’Autonomia 2026.Mattarella: “Rifiuto delle ideologie totalitarie, confini come punti incontro”“Repubblica e autonomie hanno accompagnato lo sviluppo della democrazia italiana in questi decenni”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia per l’ottantesimo anniversario della firma dell’Accordo di Parigi tra Italia e Austria, e Giornata dell’Autonomia 2026, a Merano. “Con l’ingresso dell’Austria nell’Unione Europea, in quello stesso 1995 che coincise con l’entrata in vigore di Schengen, si aprì una fase nuova di spazio comune, di dialogo, di promozione dei diritti, di cultura condivisa che trae beneficio dalle diversità e ne fa leva di progresso. La scelta di partecipare insieme alla costruzione dell’Unione Europea – comunità di valori – sancisce in modo netto il rifiuto delle ideologie totalitarie che avevano tristemente segnato la storia del Novecento – prosegue il capo dello Stato -. In questa prospettiva, come già auspicava lo stesso De Gasperi, i confini, da storici ostacoli naturali o artificiali, sono divenuti punti di incontro tra terre e popoli desiderosi di vivere in armonia e prosperare assieme”. “I due leader condividevano la convinzione che fosse necessario salvaguardare le minoranze di lingua tedesca e ladina presenti nella regione, tutelandone le identità, garantendo la serena coabitazione di ciascuna delle popolazioni che vivevano il territorio. Sseppero individuare una soluzione innovativa e coraggiosa alla questione dell’Alto Adige/Südtirol”. Il “principio” è “ribadito nella Costituzione Italiana: non si è ‘allogeni’, stranieri, a casa propria – afferma il capo dello Stato – Sono diritti scolpiti all’art.3 della nostra Carta: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali'”. Meloni: “Autonomia è modello riconosciuto in tutta Europa”“Ottant’anni fa Alcide De Gasperi e Karl Gruber firmavano un accordo che ha aperto una nuova stagione per un territorio fondamentale della nostra Nazione, cerniera tra Italia ed Europa, e per tre comunità linguistiche chiamate a costruire insieme il proprio futuro. Quell’intesa non fu un punto di arrivo, ma l’inizio di un cammino che l’Italia ha portato avanti con pazienza e determinazione, fino a fare dell’autonomia del Trentino-Alto Adige un modello riconosciuto in Europa”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione degli ottant’anni della firma dell’accordo De Gasperi-Gruber. A Merano sono attesi stamattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il suo omologo austriaco Alexander Van der Bellen. La premier è intervenuta con un messaggio sui quotidiani locali L’Adige, Alto Adige e Dolomiten: “Ricordare oggi quella firma significa riconoscere il valore di una scelta che è divenuta un esempio di convivenza. Il Governo italiano ha scelto di onorare questa eredità non solo con le parole, ma con i fatti: la riforma dello Statuto speciale, proposta dal Governo e approvata quest’anno dal Parlamento a larghissima maggioranza, ha messo in sicurezza le competenze delle Province autonome di Trento e Bolzano, restituendo a questo territorio la chiarezza istituzionale che merita. Lo abbiamo fatto in un quadro di piena unità nazionale, perché autonomia e coesione della Repubblica non sono mai state, e non devono mai essere, in contraddizione. L’Italia ha saputo trasformare l’impegno assunto ottant’anni fa in una tutela piena, effettiva e costituzionalmente garantita delle proprie comunità linguistiche. Su questa solida base è cresciuta un’amicizia con l’Austria che si rinnova oggi in una collaborazione sempre più stretta, dalle grandi infrastrutture che uniscono i nostri popoli, come la Galleria di Base del Brennero, fino al comune impegno per un’ Europa più forte e più vicina ai suoi cittadini. La presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Merano, insieme al presidente Alexander Van der Bellen, esprime la continuità delle istituzioni nel ricordare un impegno internazionale che l’Italia ha onorato e il cui spirito continuerà a onorare. A tutte le comunità linguistiche del Trentino-Alto Adige, italiana, tedesca e ladina, va il mio saluto più sincero in questo anniversario che appartiene a tutti loro”.Trentino, appello assessore ladino a Mattarella: “Più attenzione a nostra comunità”“Preservare l’identità ladina significa permettere a chi vive in questi territori di continuare ad abitarli, lavorarvi e custodirli. Confidiamo che la sua visita possa rinnovare l’attenzione verso questa comunità storica, affinché le Dolomiti continuino a essere non solo una meraviglia della natura, ma una terra viva e abitata dai suoi figli”. E’ l’appello che Luca Guglielmi, assessore alle minoranze linguistiche della Regione Trentino Alto Adige, lancia attraverso una lettera aperta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggi a Merano e Trento per gli 80 anni dell’autonomia speciale. “La sua presenza nel nostro territorio rappresenta un momento di profonda vicinanza delle istituzioni e un’occasione preziosa per fare memoria – si legge nella lettera indirizzata al capo dello Stato -. Proprio in questo periodo ricorrono gli ottant’anni dal grande raduno del Passo Sella del 14 luglio 1946, quando oltre tremila ladini provenienti da Val di Fassa, Ampezzo, Livinallongo, Val Badia e Val Gardena si unirono sotto la bandiera della Zent Ladina Dolomites. In quel giorno storico, all’indomani del periodo fascista che ne aveva frammentato il territorio, la comunità ladina fece sentire la propria voce redigendo un programma in dodici punti inviato poi all’attenzione delle istituzioni repubblicane e della Conferenza di pace. È importante ricordare come la nostra stessa autonomia speciale affondi le sue radici proprio nella tutela delle minoranze linguistiche, fondamento costitutivo dell’architettura istituzionale della nostra Regione. Un’autonomia che trae la sua forza e la sua legittimità dalla convivenza e dalla valorizzazione di tutte le sue componenti identitarie, di cui quella ladina costituisce un pilastro insostituibile”. Guglielmi aggiunge che “a distanza di otto decenni, guardare a quel documento significa misurare quanta strada sia stata fatta e quanta resti ancora da percorrere. Da un lato, importanti traguardi sono stati raggiunti: il riconoscimento ufficiale del popolo ladino e della sua lingua, la scuola paritetica, le trasmissioni radiotelevisive, la valorizzazione della toponomastica e delle tradizioni locali sono oggi conquiste solide che tutelano e valorizzano la nostra specificità culturale. D’altro canto, vi sono istanze di allora che conservano un’attualità immutata e, per certi versi, dolorosa. La storica aspirazione a riunire tutti i ladini supera la logica della frammentazione amministrativa: l’attuale tripartizione in tre province e due regioni continua infatti a dividere una comunità omogenea, ostacolando una visione unitaria per le nostre vallate. Accanto a questo nodo mai sciolto, emerge con forza rinnovata il tema della permanenza dei ladini nei loro territori.L’appello lanciato nel 1946 per contrastare l’emigrazione e lo spopolamento si traduce oggi nella difficile sfida dell’emergenza abitativa. Il caro prezzi delle abitazioni e la pressione economica rischiano di allontanare i giovani dalle proprie vallate, impoverendo il tessuto sociale di questi luoghi”. CRO NG01 lbo/gar 050853 SET 26Questo articolo Mattarella agli 80 anni della firma dell’Accordo di Parigi: “Autonomie hanno accompagnato la democrazia” proviene da LaPresse