Potremmo esordire con il classico "tanto tunò che piovve", perché i problemi di GoPro non sono certo cosa degli ultimi giorni, fatto sta che l'azienda californiana non è più da tempo quella che conoscevamo, ma di recente sono avvenuti diversi eventi in modo piuttosto repentino, tanto che forse non tutti ne sono a conoscenza.Prima uno YouTuber famoso, Mark "Markiplier" Fischbach, è diventato il singolo azionista più grande dell'azienda acquistando l'8,5% delle quote, senza nemmeno dichiararlo in un video sponsorizzato uscito una settimana dopo. Poi, quasi in risposta, è arrivata la notizia vera: Starman Holding ha acquisito quasi tutta la compagnia per 285 milioni di dollari cash, definendo l'operazione una "fusione" con la sua controllata Starman Optical. Il punto più interessante non è il prezzo, ma la direzione strategica che emerge dal comunicato ufficiale. GoPro, da sempre sinonimo di action cam per sportivi e avventurieri, viene ora descritta dal suo stesso fondatore e CEO Nick Woodman come "una delle principali aziende americane di soluzioni ottiche e di imaging, che affronta importanti aree di sicurezza nazionale legate a telecamere, ottiche e infrastrutture AI". Non proprio il linguaggio che ci si aspetta da chi vende videocamere per le vacanze.A questo punto vi starete quindi chiedendo chi è Starman Holding? Forse li conoscete senza saperlo: è il gruppo dietro i brand di custodie per smartphone Incipio, Incase, Griffin e Survivor. Il CEO Charles Tebele ha dichiarato che l'obiettivo è combinare le competenze ottiche di GoPro con le capacità di Starman nella produzione di ricetrasmettitori ottici (dispositivi che trasmettono dati tramite luce, usati nelle reti ad alta velocità e nei sistemi militari), riportando la produzione di questi componenti negli Stati Uniti. In pratica, GoPro diventa un pezzo di una strategia industriale più ampia, con un occhio molto attento al mercato della difesa, dell'aerospazio e della robotica. GoPro aveva già annunciato ad aprile di voler avviare attività di consulenza nel settore difesa e aerospazio: l'acquisizione accelera e formalizza quella svolta. In una email interna ai dipendenti ottenuta da The Verge, Woodman parla esplicitamente di "azienda di ottica e imaging diversificata tra consumer, commerciale e difesa". Non è difficile capire il contesto: GoPro aveva perso la maggior parte del suo valore in borsa negli anni e accumulato 92 milioni di dollari di debiti. Serviva una via d'uscita.Per chi ha una GoPro in casa, o stava pensando di comprarne una, la rassicurazione arriva direttamente dall'azienda: i prodotti consumer continuano, i servizi in abbonamento restano attivi, e la lineup attuale rimane in produzione e in vendita. Tutto come da copione insomma, almeno nell'immediato futuro.GoPro rimarrà anche quotata in borsa. Il valore delle azioni è raddoppiato da un giorno all'altro dopo l'annuncio, anche se poi si è parzialmente ridimensionato. Agli azionisti spetta il 10% delle quote della nuova entità: Markiplier, con il suo 8,5%, potrebbe trovarsi a incassare un guadagno rapido, ma non è chiaro se intenda vendere.L'affare dovrebbe chiudersi entro fine anno. Nel frattempo, è lecito chiedersi quanto a lungo il marchio GoPro resterà associato alle avventure in montagna e alle riprese subacquee, e quanto invece diventerà un nome nell'industria della tecnologia ottica per usi militari e governativi. Non sarebbe la prima volta che un brand consumer finisce per reinventarsi in questo modo, ma di solito ci vuole più tempo per farlo in modo così esplicito. Fatto sta che, in un modo o nell'altro, se ne va un altro pezzo di storia dell'elettronica di consumo del nuovo millennio.L'articolo La parabola di GoPro: da regina delle action cam al mondo della difesa, robotica e aerospaziale sembra essere il primo su Smartworld.