Disastro ambientale a Milano, chiazza di gasolio invade il Naviglio per 28 km: fauna in pericolo. Le ipotesi sulle cause

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Il danno ambientale è già «sicuramente grande», con conseguenze «pesanti alla fauna ittica e non solo». A dirlo è Claudio De Paola, direttore del Parco del Ticino, intervenuto sullo sversamento della sostanza oleosa nel Naviglio Grande, nel Milanese. L’emergenza riguarda una chiazza che ormai si estende per circa 28 chilometri e che ha raggiunto anche la Darsena. «Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati», ha spiegato De Paola, riferendo che la Lipu sta cercando di curare un cigno rimasto imbrattato. Per il direttore del Parco sarà necessario «un grosso intervento per risanare il più possibile» le aree colpite. Nel frattempo, il Consorzio Villoresi avrebbe già incaricato una società specializzata nelle bonifiche.L’intervento per limitare i danniL’area più delicata è quella compresa tra il Naviglio Pavese e la Darsena. I vigili del fuoco di Milano hanno impiegato cinque mezzi e, insieme al Comune e alla Città Metropolitana, hanno predisposto diverse barriere per intercettare la sostanza. Alla Canottieri Milano sono state installate sette barriere di contenimento, comprese panne assorbenti e sbarramenti più profondi per fermare anche le alghe che hanno trattenuto parte della materia oleosa. In Darsena a Milano l’odore di olio esausto Per tutta la notte vigili del fuoco, Protezione civile e gli altri enti coinvolti hanno lavorato per contenere la chiazza e impedire che gli idrocarburi raggiungessero le acque utilizzate per l’irrigazione. Una piccola parte della sostanza è riuscita comunque a superare le barriere e ad arrivare in Darsena. Nella zona dei Navigli, una delle aree più frequentate e riconoscibili di Milano, è stato inoltre avvertito un forte odore, descritto come simile a quello dell’olio esausto più che della benzina. La parte di sostanza arrivata in Darsena è comunque considerata limitata rispetto alla quantità che si è spostata lungo il corso d’acqua.La macchia di gasolio lungo il Naviglio Grande e la Darsena dei Navigli, Milano, 5 settembre 2026Le ipotesi sulle causeI primi accertamenti collocano l’origine dello sversamento a Ponte Nuovo di Magenta, dove era in corso un intervento sulla rete fognaria e dove, però, quelle sostanze non dovevano esserci. Resta da chiarire come sia finita lì una quantità così consistente di sostanza oleosa. Arpa, Comune e Consorzio stanno cercando di ricostruirne la provenienza. Tra gli elementi al vaglio c’è anche la vicina ex Saffa, area industriale dismessa dal 2002 e interessata da un progetto di bonifica. Nella zona di Boffalora sopra Ticino i lavori sono già stati completati, mentre quelli a Ponte Nuovo sono in fase di avvio. Nella notte tra mercoledì e giovedì, inoltre, un incendio è divampato proprio nell’ex Saffa di Ponte Nuovo.Il piano per raccogliere la sostanzaLe operazioni proseguono ora all’altezza di via Ascanio Sforza e via Tibaldi, ma resta particolarmente delicata la situazione a monte, nel Magentino, da dove è partito lo sversamento. L’obiettivo dei soccorritori è convogliare la chiazza verso un punto in cui possa essere concentrata e poi aspirata. Per questo le attività continueranno per tutta la giornata all’altezza della chiusa di via Conchetta, all’incrocio con l’alzaia Naviglio Pavese e via Darwin. La presenza della chiusa dovrebbe consentire di bloccare la sostanza e procedere con il prosciugamento.Le analisi di ArpaSul caso sono al lavoro Regione Lombardia, Comune di Milano, Città Metropolitana, Protezione civile e Consorzio Villoresi. Anche Arpa Lombardia è intervenuta per prelevare campioni della sostanza, ora inviati ai laboratori dell’Agenzia. Per conoscere con certezza di quale materiale si tratti saranno necessari alcuni giorni. «La situazione è costantemente monitorata», ha dichiarato l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi. La priorità, ha spiegato, resta quella di «proseguire con le attività di contenimento e di pulizia», recuperando anche il materiale che è riuscito a superare lo sbarramento. Solo al termine delle analisi sarà possibile stabilire con precisione la natura della sostanza che ha contaminato il corso d’acqua.L'articolo Disastro ambientale a Milano, chiazza di gasolio invade il Naviglio per 28 km: fauna in pericolo. Le ipotesi sulle cause proviene da Open.