Ufficiale: ecco cosa sappiamo davvero sulla sorveglianza digitale | Con Diego Fusaro

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Voice assistant, smartphone, tablet e smart TV nascono per semplificare la vita quotidiana, ma il loro funzionamento richiede un accesso costante a microfono, posizione e abitudini dell’utente – un meccanismo che negli ultimi anni ha alimentato un ampio dibattito su cosa significhi davvero privacy nell’era digitale. Il concetto di “capitalismo della sorveglianza”, teorizzato dall’accademica Shoshana Zuboff per descrivere l’estrazione sistematica di dati comportamentali a fini commerciali, è oggi al centro di un confronto che coinvolge anche le istituzioni europee: la normativa nota come Chat Control, discussa a Bruxelles per l’analisi automatica delle comunicazioni private, continua a dividere chi la considera necessaria alla protezione dei minori online e chi denuncia il rischio di una sorveglianza di massa generalizzata.Duranti apre il confronto, Fusaro: “Capitalismo della sorveglianza“Ad aprire la riflessione è stato Fabio Duranti, che ha ricordato come, programmando i primi personal computer negli anni Ottanta, nessuno immaginasse che smartphone e software potessero un giorno entrare così a fondo nella vita privata degli utenti. Duranti ha definito gli assistenti vocali “il cavallo di Troia” della sorveglianza digitale, sostenendo che l’attivazione del microfono equivalga di fatto ad autorizzare un ascolto permanente, impossibile da disattivare fisicamente, per poi rivolgere la domanda ai suoi ospiti in studio. A rispondere è stato Diego Fusaro, che ha proposto un parallelo storico con la sorveglianza praticata dalla Stasi nella Germania Est, raccontata nel celebre film Le vite degli altri, sottolineando come i dispositivi contemporanei realizzino un controllo capillare ben più pervasivo. Fusaro ha parlato di un “capitalismo della sorveglianza” che, a differenza dei totalitarismi del passato, non punta a zittire i cittadini ma a spingerli costantemente a esporsi sui social. Il filosofo ha inoltre osservato come la scomparsa delle batterie removibili dagli smartphone renda oggi impossibile essere realmente “offline”, e ha criticato la retorica securitaria secondo cui opporsi al tracciamento equivarrebbe ad avere “qualcosa da nascondere”.The post Ufficiale: ecco cosa sappiamo davvero sulla sorveglianza digitale | Con Diego Fusaro appeared first on Radio Radio.