Crans-Montana, la madre di Chiara Costanza: “Vogliamo giustizia, non vendette”

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Sette squadre giovanili di calcio in campo al centro sportivo J.F. Kennedy di via Alessio Olivieri 13/15 a Milano, alle spalle del Parco delle Cave, per il primo memorial Chiara Costanzo, la sedicenne morta nell’incendio di Crans-Montana. Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio le fiamme sono divampate nel discobar Le Constellation della stazione sciistica svizzera, durante la festa di Capodanno. 41 le vittime, sei i ragazzi italiani. Al torneo, a offerta libera e con il ricavato destinato alla Fondazione Chiara Costanzo, hanno preso parte le formazioni di Inter, Atalanta, Genoa, Como, Hellas Verona, Alcione Talent e Alcione Milano. “L’iniziativa nasce per volere del presidente Giulio Gallazzi e di sua moglie. Come famiglia non abbiamo meriti particolari, è stata una volontà della società Alcione, per onorare la memoria di Chiara ed esaltare i valori che portava avanti, tipici dello sport giovanile”. A dirlo è Andrea Costanzo, padre della ragazza, a margine della giornata. Poi ha spiegato il senso della fondazione intitolata alla figlia. “Per noi è stato un modo per dare una direzione a tutto quell’amore che avevamo e che non riusciva più a trovare la destinazione – ha proseguito Costanzo – Abbiamo deciso di convogliarlo nella Fondazione creando le borse di sogno, un’opportunità per i ragazzi che hanno talento, merito, impegno, coraggio e dedizione, ma magari non hanno le possibilità economiche. Vogliamo accompagnarli, prenderli per mano e portarli fino al traguardo”. Il legame tra il club e la famiglia è stato spiegato dal presidente dell’Alcione Milano, Giulio Gallazzi. “Il fratellino di Chiara è un nostro piccolo atleta nell’under 11 e sta partecipando al torneo, mentre un cugino gioca nella nostra under 17 – ha detto Gallazzi – Quando è successa questa tragedia ci siamo chiesti cosa potesse fare l’Alcione per essere vicino alla famiglia e ai ragazzi, soprattutto nel cammino più difficile, quello dopo l’evento tragico”. Il club è nato nel 1952 per raccogliere i ragazzi della strada in una zona devastata dai bombardamenti. “Noi facciamo un calcio pane e salame, fatto di passione, dedizione, impegno e rispetto.Ritenevamo che questo fosse il modo migliore per sostenere il percorso della Fondazione: trasformare il dolore nella possibilità di far realizzare i sogni ai ragazzi”, ha concluso.  La madre di Chiara: “Vogliamo giustizia, non vendette”La madre di Chiara Costanzo, Giovanna Lanella, è tornata sull’inchiesta per l’incendio di Crans-Montana. “Nessuno ci restituirà Chiara, di questo purtroppo siamo consapevoli. Ci auguriamo con tutto il cuore che venga fatta giustizia, che se qualcuno ha commesso un reato paghi nella misura giusta. Noi non vogliamo il giustizialismo e non vogliamo vendette. Abbiamo cercato di difenderci tenendoci un po’ lontani, affidandoci a degli avvocati che ci stanno assistendo e lo fanno mettendoci il cuore, con un coinvolgimento anche personale – ha aggiunto Lanella – Questo ci ha permesso di rimanere un po’ nelle retrovie, perché ogni volta che emergono dettagli e superficialità, per non dire peggio, quella ferita torna a sanguinare”. Poi è tornata sulla richiesta di giustizia. “Vogliamo il rispetto di nostra figlia, che era una persona estremamente leale e giusta, che pensava prima agli altri, e lo ha dimostrato anche la notte in cui è morta. Lo dobbiamo a Chiara e lo dobbiamo a tutti gli altri ragazzi, quelli che sono scomparsi quella notte e quelli che sono rimasti feriti anche gravemente”, ha concluso.Questo articolo Crans-Montana, la madre di Chiara Costanza: “Vogliamo giustizia, non vendette” proviene da LaPresse