Cernobbio, Giorgetti alza l’asticella: «Il Pil può avvicinarsi all’1%, oltre le previsioni». Poi l’avvertimento su guerre ed energia

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«Avevamo fatto valutazioni prudenziali per la crescita indicando lo 0,6%, per ora abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarci all’1%, al di sopra delle previsioni contenute nei documenti programmatici». Dal Forum Teha di Cernobbio, Giancarlo Giorgetti rivendica i risultati dell’economia italiana e guarda con cautela alle prospettive dei prossimi mesi. «Non siamo stati dei fenomeni, ma la barca è rimasta in galleggiamento», ha detto il ministro dell’Economia, aggiungendo che «l’Italia è molto più rispettata all’estero che in casa».Il gap di investimenti tra Europa e UsaIl quadro internazionale resta complesso. «Viviamo in un mondo complicato», ha osservato Giorgetti, che ha indicato tra le principali sfide quella della produttività e della sicurezza, intesa anche come sicurezza economica e nazionale. Il ministro ha poi sottolineato il divario tra Europa e Stati Uniti sul fronte degli investimenti. «C’è un clamoroso gap tra investimenti e risparmio tra Europa e Usa. L’Europa trasferisce risparmi agli Usa che poi li investe», ha spiegato.Gli effetti delle crisi internazionaliSecondo Giorgetti, le crisi internazionali si stanno moltiplicando senza che arrivino risposte adeguate. «Sono reduce dal G20 nel Nord Carolina e le crisi che si moltiplicano non trovano risposte adeguate», ha detto, per poi indicare tra i dossier più delicati quelli legati alle materie prime, all’industria, alla difesa e all’intelligenza artificiale. Su quest’ultimo fronte, il ministro ha sottolineato la distanza dell’Europa dagli Stati Uniti e dalla Cina. C’è poi il tema dei salari. Per Giorgetti non può essere soltanto il governo a intervenire attraverso incentivi fiscali e contributivi. «Ci devono essere anche gli imprenditori, che devono vedere i salari come una delle prime forme di investimento per far ripartire il ciclo», ha affermato.«L’Italia paga il doppio la crisi energetica»A pesare sull’economia dell’Italia c’è poi tutto il capitolo dell’energia. «L’Italia paga due guerre a cui assistiamo, quella del Medio Oriente e quella in Ucraina, le paga due volte e elevata in potenza», ha detto il ministro. Il venir meno del gas russo e le difficoltà degli altri fornitori, insieme all’aumento dei prezzi, stanno creando nuove pressioni. Giorgetti ha citato anche la situazione della raffinazione russa, sostenendo che «metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini» e che le difficoltà sul gasolio dipendono anche dalla riduzione della capacità di raffinazione. «L’Italia che è un paese particolarmente esposto, per decisioni politiche di tanti anni fa, purtroppo è un paese che dipende strategicamente dall’energia e senza energia non si fa economia», ha concluso.L'articolo Cernobbio, Giorgetti alza l’asticella: «Il Pil può avvicinarsi all’1%, oltre le previsioni». Poi l’avvertimento su guerre ed energia proviene da Open.