Dietro le quinte della Formula 1: così la tecnologia da record porta le gare sui nostri schermi

Wait 5 sec.

Sotto ai riflettori ci sono loro, i piloti: da Charles Leclerc al nuovo fenomeno italiano Kimi Antonelli, senza dimenticare i campioni Lewis Hamilton e Max Verstappen. Ma dietro alle monoposto e ai loro team c’è un’intera macchina invisibile che rende possibile lo sport «tecnologicamente più avanzato al mondo», come viene definito dalla responsabile delle iniziative tecnologiche di Formula 1, Claire Sparks. Ogni weekend genera oltre 650 terabyte di dati, l’equivalente di circa 50 anni di video. Viaggiano dalla pista al Regno Unito, rendendo possibile la messa in onda della Formula 1, un fenomeno globale in continua crescita. Lo testimoniano i numeri: 1,183 miliardi di spettatori cumulati nel 2025 (il dato più alto negli ultimi cinque anni secondo Nielsen Sports), con una media di 75 milioni di telespettatori per Gran Premi. La fanbase globale tocca quota 827 milioni di persone.Il ruolo della tecnologiaCome gestire una quantità così grande di dati ogni weekend e renderli fruibili ai milioni di appassionati? Qui entra in gioco Lenovo, che dal 2022 è partner tecnologico di Formula 1. Lo spiega Claire Sparks: «Tutti i nostri dipendenti utilizzano laptop, dispositivi e telefoni Lenovo. Durante un weekend di gara abbiamo solitamente tra le 250 e le 300 persone in pista e circa 150 persone nel Regno Unito che collaborano per trasmettere la gara. Essendo sparsi ovunque lungo il circuito, hanno assoluto bisogno di rimanere in contatto, e per farlo utilizzano i dispositivi Lenovo».Ma oltre alla tecnologia “visibile” c’è anche quella “invisibile”, i server che permettono agli hardware presenti in ogni circuito di elabora i flussi audio e video, oltre ai dati di telemetria (come velocità, frenata e accelerazione) e cronometraggio, per trasferirli poi nel Regno Unito, al Media and Technology Center. «Lì la trasmissione viene assemblata, vengono sovrapposte le grafiche e il segnale finale viene distribuito nel mondo attraverso i nostri partner televisivi globali», spiega ancora Clarks. Quella tra Lenovo e Formula 1 quindi non è una semplice sponsorizzazione. Lo spiega Lara Rodini, global sponsorship e activation director di Lenovo: «Si tratta di una vera e propria partnership tecnica. Non siamo semplicemente un logo posizionato accanto a quello del partner; stiamo davvero costruendo qualcosa di speciale e tecnologico insieme che va ben oltre il branding». Dentro all’Etc Center Tutto ciò che si vede in tv o in streaming in più 180 Paesi sparsi nel mondo è reso possibile da un capannone bianco di 375 metri quadrati, montato nel paddock, dietro all’hospitality e ai box. Si chiama Event Tecnhical Center (Etc) ed è il più grande impianto trasportabile del suo genere al mondo. Non è infatti un struttura permanente: viene montato circa 10 giorni prima l’inizio della gara, in modo da essere operativo per il giovedì. La domenica, al termine del Gran Premio, viene poi smontato. Entro il lunedì non c’è più neanche l’ombra della struttura. Le attrezzature tecniche vengono caricate su un camion per il trasporto verso la destinazione successiva, se dello stesso continente, su un aereo se si tratta di un viaggio intercontinentale. Mentre esiste un solo set di strumentazione, esistono due versioni per la struttura tecnica in modo da poter essere montata durante la gara precedente. Così, mentre il mondo guarda con attenzione il Gp di Monza, a Madrid è già stato montato il nuovo Etc, con le attrezzature tecniche che arriveranno entro martedì per essere messe in funzione entro mercoledì. Qui ci lavorano 130 persone, 750 apparecchiature e 40 sistemi software alimentati da server Lenovo. Sembra di essere dentro un centro di controllo della Nasa, invece è l’infrastruttura che permette di vedere la Formula 1 comodamente seduti sul divano di casa. «Non c’è margine di errore»La parola chiave è affidabilità: «L’hardware deve essere estremamente affidabile poiché viene esposto a condizioni climatiche variabili (caldo, freddo, pioggia) e alle sollecitazioni del trasporto. La sala server è alloggiata in tre container contenenti rack (una spece di armadi) per server montati su piastre antivibrazione», spiega Sparks dall’interno dell’Etc Center di Monza. Come detto, tutti i dati vengono provenienti dalla pista vengono inviati al Media and Technology Center di Biggin Hill, un’ex base della Royal Air-Force a sud est di Londra, trasformata nel 2020 nel centro di gravità permanente della Formula 1, cioè nella regia remota di tutto il Mondiale. Si tratta di una versione su scala maggiore dell’Etc Center: ci lavorano circa 170 professionisti. Il team sul luogo della gara e quello in Regno Unito lavorano costantemente in contatto tra loro.Nel Regno Unito i dati e le immagini vengono elaborate, poi trasmesse ai partner televisivi in tutto il mondo. Le connessioni corrono su due percorsi globali indipendenti: se un capo salta, la trasmissione non si ferma. La trasmissione deve essere in tempo reale. La latenza viaggia tra 180 e 250 millisecondi: in pratica, un’immagine parte dalla telecamera, raggiunge Londra per la correzione del colore e torna sugli schermi in meno di un quarto di secondo. Ogni aspetto è ovviamente pensato nei minimi dettagli, per fornire allo spettatore da casa il miglior prodotto possibile e tutti i dati che vuole per godersi il weekend della gara. «Non c’è margine di errore», ripetono in coro Sparks e Rodini. Quest’ultima aggiunge: «La Formula 1 è in assoluto l’ambiente più stressante ed estremo per testare la propria tecnologia».Fuori dall’Etc Center, i numeri delle apparecchiatureDa dove arrivano i dati che giungono all’Etc Center? Dalla pista. Così, sono circa 470 i dispositivi tecnologici che vengono installati e configurati lungo il circuito per ogni evento. Tra questi figurano telecamere, sensori del cronometraggio ufficiale, sistemi di ricezione a bordo pista, luci dei commissari di gara e molto altro. In ogni weekend di gara, vengono montate 28 telecamere di pista UHD ad altissima definizione per la maggior parte degli eventi, accompagnate da altre 4-6 telecamere speciali non presidiate montate in posizioni strategiche, come sui cordoli.Altre 6 telecamere a spalla con i loro operatori sono disseminate lungo il circuito. Per le immagini dall’alto, è prevista una telecamera su elicottero e una telecamera mobile su cavo (cable cam) che scorre sopra la pit lane. Per la zona dei box ci sono anche altre 5 telecamere, oltre alle 3 fisse sul muretto dei box, 2 mobili per interviste rapide (roam) e 2 fisse sul podio.Non finisce qui: In ogni gara vengono installate oltre 100 telecamere direttamente sulle auto, con un massimo di 9 telecamere contemporaneamente su una singola vettura. Queste includono riprese anteriori e posteriori, un’inquadratura del viso del pilota all’interno del casco, una camera montata sulla visiera del casco, un’altra puntata sulla pedaliera, oltre a una montata sul muso o sul fianco del telaio. Dal 2024 è anche prevista una camera anti-collisione. Tutte le monoposto trasportano una telecamera a 360 gradi (non collegata alla trasmissione in diretta) per produrre contenuti extra, non collegati alla diretta. Oltre alle immagini c’è anche l’audio: fino a 150 microfoni speciali ad alta fedeltà sono distribuiti lungo la pista e montati sulle vetture di tutte le categorie presenti nei weekend di gara, oltre che sulle auto di sicurezza e mediche della Fia.Un esempio: il team radioIl team radio rappresenta l’esempio perfetto di quanto raccontato fin qui. «Tutte le comunicazioni radio tra piloti e ingegneri durante la gara vengono inviate nel Regno Unito, trascritte (circa 4.000 righe di trascrizione al giorno per singola radio) e inserite come sovrimpressione grafica (overlay) nella trasmissione televisiva», spiega Sparks.Il nuovo pubblico della Formula 1 Gli appassionati di Formula 1 sono affamati di dati. Le immagini dalla vettura, i numeri sulla velocità, sul distacco tra i piloti e sui tempi sono degli elementi fondamentali per godersi al meglio la gara. E la Formula 1 è lo sport che ha più dati a disposizione, ma che meglio li sa maneggiare. Lara Rodini di Lenovo è ben consapevole di questa fame di dati da parte dei tifosi di F1: «Fornire queste informazioni in tempo reale è fondamentale per mantenere i fan coinvolti, considerando che la stragrande maggioranza degli 831 milioni di fan non assisterà mai a una gara dal vivo lungo la pista».Il pubblico è anche cambiato nel corso del tempo. Ora è più giovane, il 42% è under 35, e ci sono più donne appassionate al mondo della F1: circa il 43% del pubblico è femminile. Così, anche i contenuti sono cambiati rispetto a un decennio fa. Si può spiegare così il grande successo del documentario Netflix Drive to Survive, diventato il contenuto sportivo più visto sulla piattaforma nel 2023, o i numeri dei contenuti social. «Che sia attraverso i podcast, la nostra piattaforma di streaming F1 TV, o i nostri canali Instagram e YouTube. La tipologia di contenuti che distribuiamo nel mondo è differente e si ricollega agli interessi eterogenei del pubblico», spiega Sparks. «Siamo quindi costantemente alla ricerca di nuovi modi per far arrivare queste informazioni ai fan più velocemente e con una qualità migliore, ed è proprio qui che l’innovazione hardware ci aiuta a fare la differenza», prosegue Rodini. Un mondo, quella della Formula 1, in continua evoluzione. Perché la crescita di uno sport passa anche (e inevitabilmente) dalla qualità del prodotto per gli appassionati. L'articolo Dietro le quinte della Formula 1: così la tecnologia da record porta le gare sui nostri schermi proviene da Open.