Ridley Scott torna alla distopia con The Dog Stars, il nuovo thriller post-apocalittico tratto dal bestseller di Peter Heller. La storia è ambientata nel Colorado del 2035, dopo una pandemia che ha decimato la popolazione mondiale. Ma il paesaggio americano che vediamo sullo schermo è in gran parte italiano: Dolomiti, Udine, L’Aquila e Roma hanno dato forma al mondo immaginato dal regista. The Dog Stars, la storia dopo la pandemiaIl film ci porta in un futuro segnato da una devastante epidemia influenzale. La maggior parte dell’umanità è scomparsa e i pochi sopravvissuti devono imparare a vivere in una realtà completamente diversa.Il protagonista è Hig, interpretato da Jacob Elordi, un giovane pilota che vive isolato in un hangar insieme al suo cane Jasper. Al suo fianco c’è Bangley, un ex marine interpretato da Josh Brolin, molto più diffidente nei confronti del mondo esterno; per lui ogni sconosciuto può rappresentare un pericolo. Hig, invece, non ha perso la speranza. Una trasmissione radio intercettata dal suo Cessna del 1956 lo spinge a lasciare il suo rifugio e dirigersi verso Grand Junction. Durante il viaggio incontra Cima, una giovane dottoressa interpretata da Margaret Qualley, figlia di un allevatore disilluso.Il racconto parte quindi dall’apocalisse, ma guarda soprattutto a ciò che rimane dopo. Sopravvivere non significa soltanto trovare cibo, protezione e un posto sicuro, ma anche capire se sia ancora possibile fidarsi degli altri e immaginare un futuro.Photo by Fabio Lovino. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.Tim Curry, rivelata la causa della morte: l’attore soffriva da anni di diversi problemi di saluteLe Dolomiti diventano il ColoradoLa particolarità di The Dog Stars è anche tutta nella sua ambientazione. Il film è stato girato interamente in Italia, trasformando alcune delle location del nostro Paese nei territori del Colorado post-apocalittico.Le riprese si sono svolte tra aprile e giugno 2025 tra Roma, Cinecittà e diverse località delle province di Udine e L’Aquila. Le Dolomiti hanno assunto il ruolo delle Montagne Rocciose, mentre Bordano, piccolo comune friulano, è diventato uno degli scenari più importanti della storia. Qui la produzione ha realizzato l’aeroporto abbandonato e il compound nel quale vivono Hig e Bangley. La scenografia non si è limitata a costruire semplici facciate: sul terreno sono comparsi alberi, prati, hangar e abitazioni, creando un ambiente fisico nel quale gli attori potessero realmente muoversi.È proprio questo rapporto con gli spazi reali ad aver colpito Jacob Elordi. L’attore ha raccontato quanto fosse particolare lavorare nei piccoli centri italiani, dove le domeniche erano tranquille e silenziose e gli abitanti si dedicavano ai propri giardini.Photo by Fabio Lovino. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.Martin Scorsese ai David di Donatello: «Il cinema italiano ha plasmato il mio lavoro»Da Cinecittà al cinema di FelliniUn altro luogo centrale della produzione è Cinecittà. Negli storici studi romani è stato ricostruito il Grand Junction Airport, mentre altre zone della Capitale hanno ospitato la casa di Hig e alcune ambientazioni legate a Denver. Per Elordi, girare a Cinecittà ha significato anche confrontarsi con una tradizione cinematografica importante, quella legata a Federico Fellini e a una cultura nella quale i mestieri del cinema vengono spesso tramandati di generazione in generazione.L’esperienza italiana ha quindi avuto un peso anche sul piano artistico. Elordi ha collegato il lavoro negli ambienti reali alla lezione del Neorealismo italiano: recitare dentro luoghi autentici permette di percepire davvero il caldo, il freddo, la secchezza dell’aria e la presenza delle montagne. Sensazioni che, secondo l’attore, arrivano poi anche al pubblico.Ridley Scott e il ricordo della guerraAnche per Ridley Scott il tema della sopravvivenza ha radici personali. Il regista ha raccontato di essere un «figlio della guerra» e di ricordare ancora i bombardamenti vissuti da bambino a Ealing. Aveva sei anni quando, insieme alla famiglia, si nascondeva sotto le scale mentre sentiva cadere le bombe. A dieci anni si trasferì poi in Germania, dove il padre faceva parte dell’esercito di occupazione. È lì che Scott ha visto da vicino le conseguenze della devastazione.Il regista ha però ricordato anche l’importanza della madre, una donna che riuscì a crescere tre figli quando il marito era lontano e che insegnò loro cosa significasse sopravvivere, fornendo gli strumenti necessari per affrontare qualsiasi situazione. Questa esperienza sembra dialogare con il cuore di The Dog Stars: un mondo distrutto nel quale, nonostante tutto, resta la possibilità di ricominciare.Photo by Fabio Lovino. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.Queen Budapest torna al cinema dopo 40 anni: l’ultimo grande live filmato con Freddie MercuryUn cast internazionale per una storia intimaOltre a Elordi, Brolin e Qualley, nel cast figurano Guy Pearce, Allison Janney e Benedict Wong. La fotografia è di Erik Messerschmidt, già premio Oscar per Mank, mentre il montaggio è firmato da Sam Restivo e Claire Simpson. Le musiche sono di Harry Gregson-Williams. Il film dura 118 minuti ed è il trentesimo lungometraggio di Ridley Scott. La sceneggiatura è di Mark L. Smith, che ha adattato il romanzo di Peter Heller, pubblicato in Italia con il titolo Le stelle del cane. Scott ha raccontato di essersi appassionato alla sceneggiatura molto rapidamente, trovando nella storia tutti gli elementi capaci di coinvolgerlo: personaggi, epoca e luogo.E proprio il luogo è forse una delle sorprese più interessanti del progetto. Quello che sullo schermo appare come un Colorado devastato dalla pandemia nasce infatti tra le montagne e i paesi italiani. Un pezzo d’Italia diventa così l’America del futuro, attraverso lo sguardo di uno dei registi più importanti della storia del cinema.| Da Rumors.it