Morbillo: perché la bimba morta in Usa è diventata un caso politico

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Le preoccupazioni sull’epidemia di morbillo negli Stati Uniti s’impennano, dopo la morte di una bambina di 6 settimane che ormai è diventata un caso politico. “Un coroner ha confermato che il morbillo ha causato la morte di una bambina di appena 6 settimane, dopo che RFK Jr. aveva provato a mettere in discussione il legame tra il morbillo e alcuni decessi”, scandisce su X Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova. “È ora che RFK Jr. smetta di giocare con la vita delle persone, che questi decessi vengano riportati correttamente nei dati ufficiali del Cdc e che si dia ascolto alle indicazioni dei veri esperti”, aggiunge. Nel mirino dello specialista l’atteggiamento del Segretario alla Salute su morbillo e vaccini. Ma che cosa è successo?La morte per morbillo e le parole del medico legaleLa bambina, nata in Pennsylvania, era affetta da una rara malattia neurologica ed è morta di morbillo a circa sei settimane di vita, come ha confermato nei giorni scorsi il medico legale della contea di Lancaster. “Si tratta di una patologia grave che predispone i neonati a infezioni respiratorie potenzialmente letali”, ha dichiarato alla Cnn il dottor Stephen Diamantoni.Ma in effetti i Centers For Disease Control and Prevention, pur riportando 3.134 casi di morbillo da inizio 2026 al 3 settembre (contro i 2.289 del 2025), per l’anno in corso non segnalano alcun decesso (contro i 3 del 2025). “Il National Center for Health Statistics (NCHS) non dispone attualmente di alcun certificato di morte relativo al 2026 che indichi il morbillo come causa fondamentale del decesso”, si legge sul sito dei Cdc.La dicotomia tra scienza e politicaD’altra parte le posizioni del segretario alla Salute americano sui vaccini sono ben note. “Le persone hanno diritto a informazioni accurate e affidabili, per poter discutere con i propri medici e fare scelte consapevoli. Decisioni in grado di proteggere se stessi e soprattutto i propri figli da una malattia che può essere mortale. Basta dire balle sul morbillo e sulle sue conseguenze”, chiosa Bassetti.Sulla stessa linea l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi, sentito da LaSalute di LaPeresse. “Gli Stati Uniti devono farla finita con questa politica becera che nega scienza e realtà. Nel caso della morte di questa bambina, il nesso con il morbillo è inconfutabile. Si tratta di una malattia che può causare conseguenze gravi e anche decessi, mentre il vaccino è sicuro ed esiste da anni. Il punto è che il medico deve consigliare la vaccinazione, perché lui è il primo interlocutore delle persone. Insomma la politica non deve entrare nella scienza”.Tra l’altro quello della bimba è una delle due morti associate al morbillo segnalati nello Stato americano, eventi che hanno scatenato un acceso dibattito politico tra funzionari federali e statali su cosa debba essere considerato un decesso causato dal morbillo. Ricordate i distinguo tra morti per e con Covid-19? Il morbillo in ItaliaIntanto questa malattia, quando calano le vaccinazioni, si riaffaccia anche in Italia (e insidia i più fragili). Stando ai numeri pubblicati dall’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), nei primi 5 mesi del 2026 in Italia sono stati 624 i casi di morbillo, contro 2.928 in tutta Europa. E all’inizio dell’estate ha suscitato scalpore il caso confermato in un candidato al concorso per la magistratura, a Roma.“Quando la politica entra nella scienza – sottolinea Ciccozzi – i danni sono grandi. Negare l’evidenza è assurdo. Occorre affidarsi alla scienza, che su questo è chiara: il vaccino protegge dai rischi legati alla malattia. Non si può fare campagna elettorale sulla pelle delle persone. Perché, poi, le disgrazie sono reali. Non è questione di teoria: esistono le evidenze scientifiche, che puntano a proteggere la salute”, conclude Ciccozzi.Questo articolo Morbillo: perché la bimba morta in Usa è diventata un caso politico proviene da LaPresse