Tunisia. Intesa con la Libia per facilitare il transito di persone e merci

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di Bassem Ben Dhaou –عربيTUNISI. Libia e Tunisia puntano a rendere più fluida la circolazione di persone e merci attraverso i valichi di frontiera e a rafforzare l’integrazione economica tra i due Paesi. Il tema è stato al centro di un colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio presidenziale libico, Mohamed al-Menfi, e il presidente tunisino Kais Saied, che hanno discusso il rafforzamento delle relazioni bilaterali e l’eliminazione degli ostacoli ai transiti lungo la frontiera comune.Secondo quanto riferito dalla Presidenza tunisina e dall’agenzia Tunis Afrique Presse (TAP), Saied ha sottolineato la necessità di intensificare le consultazioni tra Tunisi e Tripoli per facilitare il movimento di viaggiatori e merci in entrambe le direzioni. Il presidente tunisino ha inoltre ribadito che i rapporti tra i due popoli vanno oltre ogni altra considerazione e che le sfide comuni devono essere affrontate attraverso una maggiore cooperazione.Al-Menfi ha a sua volta discusso le prospettive di sviluppo delle relazioni bilaterali e l’ampliamento dei settori di cooperazione e coordinamento, affrontando anche gli sviluppi regionali e internazionali di interesse comune.Al centro del dossier vi è soprattutto Ras Jedir, principale valico terrestre tra Tunisia e Libia e infrastruttura fondamentale tanto per gli spostamenti dei cittadini quanto per gli scambi commerciali. Nel corso del 2026 il passaggio ha registrato diverse interruzioni temporanee, mettendo in evidenza la necessità di rafforzare il coordinamento tecnico, amministrativo e di sicurezza.Nel marzo scorso il traffico a Ras Jedir era tornato alla normalità dopo disordini legati a proteste sul versante tunisino, mentre a giugno i transiti erano stati temporaneamente sospesi a causa di un guasto al sistema utilizzato per le procedure di frontiera sul lato tunisino. Episodi che hanno mostrato come la libera circolazione non dipenda soltanto dalle decisioni politiche, ma anche dall’efficienza delle infrastrutture e dei sistemi amministrativi e tecnologici.La frontiera rappresenta infatti un corridoio economico strategico per entrambi i Paesi, soprattutto per le regioni meridionali tunisine e quelle occidentali libiche. A confermarlo sono anche i dati relativi al valico di Wazen Dhehiba: nel 2024 circa 1,1 milioni di passeggeri lo hanno attraversato, contro circa 688mila nel 2023. Nello stesso periodo il numero dei camion commerciali è passato da circa 23.100 a 55.100.Tunisi e Tripoli guardano inoltre alla possibilità di attribuire ai propri valichi una funzione che superi la dimensione bilaterale. Nell’aprile 2026 l’incaricato d’affari ad interim dell’ambasciata tunisina a Tripoli, Mohamed Habib Sassi, aveva annunciato l’intenzione di trasformare Ras Jedir in una porta commerciale verso l’Africa subsahariana, nel quadro della cooperazione con organismi regionali come il Mercato comune dell’Africa orientale e meridionale (COMESA) e l’Area continentale africana di libero scambio (AfCFTA).L’obiettivo è trasformare progressivamente il valico in un nodo logistico tra il Nord Africa e i mercati subsahariani, rafforzando il ruolo di Tunisia e Libia nei flussi commerciali continentali. Un progetto che richiederà però investimenti nelle infrastrutture, nella logistica e nelle procedure doganali.Il riavvicinamento tra i due Paesi si inserisce anche nel più ampio tentativo di rafforzare il coordinamento nel Maghreb. Tunisia e Libia partecipano insieme all’Algeria al meccanismo consultivo trilaterale avviato nel 2024, mentre restano attivi diversi canali diplomatici dedicati alla crisi libica.Nel colloquio con al-Menfi, Saied ha ribadito il sostegno tunisino all’unità della Libia e alla ricerca di una soluzione «libico-libica», sostenendo che siano gli stessi libici a dover individuare un percorso capace di garantire sicurezza e stabilità al Paese.La sfida sarà ora trasformare l’intesa politica in risultati concreti. Serviranno un maggiore coordinamento tra le autorità di frontiera, sistemi amministrativi e tecnologici più efficienti, migliori servizi per viaggiatori e autotrasportatori e soprattutto la capacità di garantire la continuità dei transiti anche in presenza di problemi tecnici o tensioni locali.Per Tunisia e Libia la frontiera può così trasformarsi da semplice linea di separazione in uno spazio di integrazione economica, con Ras Jedir destinato potenzialmente ad assumere un ruolo strategico nei collegamenti tra il Mediterraneo e l’Africa subsahariana.