La Procura di Firenze indaga sull’ipotesi che Federico Vella abbia premeditato di uccidere la ex compagna Lorena Isceri, gettandola giovedì sera da un viadotto dell’A1 Milano-Napoli, nel tratto che ricade nel comune di Barberino del Mugello (Firenze), prima di lanciarsi a sua volta nel vuoto. L’ufficio diretto dalla procuratrice Rosa Volpe ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di omicidio volontario, per fare chiarezza sulla tragedia e svolgere le attività tecniche necessarie. Lunedi 7 settembre sarà disposta l’autopsia per chiarire se Isceri sia morta per la caduta dal viadotto o prima, già in auto. Saranno effettuati accertamenti medico-legali anche sulla salma di Vella. Al vaglio degli investigatori ci sono le ultime ore del 36enne fiorentino e delle 45enne. Lei aveva paura dell’ex compagno, ma non voleva denunciarlo. Lo hanno raccontato ai giornalisti i familiari della vittima, arrivati venerdì mattina da Squinzano, nel Leccese, nell’appartamento del capoluogo toscano dove viveva in via Panciatichi. “Aveva paura di lui, quest’estate era stata giù da noi perché aveva troppa paura“, rivela la madre. “Non voleva denunciarlo, era troppo buona e non poteva immaginare quello che sarebbe accaduto”, aggiunge la zia. “Avevamo paura, ma non ci saremmo mai aspettati che sarebbe arrivato a questo punto”, conclude il fratello. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti fino a ora, Federico Vella avrebbe sequestrato la ex compagna aggredendola nel garage che la donna aveva in disponibilità, nel quartiere fiorentino di Rifredi. Non è ancora chiaro se abbia usato delle fascette per legarla e rinchiuderla nel bagagliaio, da dove Lorena Isceri sarebbe comunque riuscita a chiamare il 112 per chiedere aiuto nell’ultimo, disperato, tentativo di salvarsi la vita, restando al telefono per diversi minuti e cercando di aiutare a raggiungerla chi la stava cercando.I poliziotti intervenuti sul cavalcavia della A1 hanno tentato per circa mezz’ora di far desistere Vella dal suo intento suicida. Fasi riprese dalla bodycam di un agente. In quei 30 minuti il 36enne, in bilico oltre il guardrail, avrebbe tentato di giustificarsi. Un dramma che riaccende l’attenzione sul fenomeno dei femminicidi. “Faccio fatica a togliermi dalla mente quanto accaduto”, afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, “è stata uccisa perché qualcuno non ha accettato la sua libertà e la fine di una relazione. Per questo non possiamo limitarci al dolore e allo sgomento. La violenza contro le donne riguarda tutti noi. Combatterla significa prevenzione, educazione al rispetto e istituzioni capaci di ascoltare, intervenire e proteggere”. Questo articolo Femminicidio Lorena Isceri, ipotesi premeditazione, la madre: “Mia figlia aveva paura” proviene da LaPresse