L’oro di Putin prende la via della Cina. Come Mosca finanzia il deficit

Wait 5 sec.

Oro, quanto oro. Non è un richiamo a un celebre brano pop italiani degli anni Ottanta. Ma uno strano movimento lungo l’asse tra Russia e Cina. Chissà se c’è di mezzo quella stretta di mano tra Xi Jinping e Vladimir Putin, sui tappeti rossi dell’ultimo vertice della Shangai cooperation organization. O forse l’operazione era già architettata da tempo. Fatto sta che la Russia sta cercando di nascondere al mondo il suo oro, l’unico vero bene rimastole. L’unica certezza. Mentre i cittadini della Federazione fanno la fila al distributore nella speranza di assicurarsi l’ultimo gallone di carburante (oltre un terzo della raffinazione russa è fuori uso a causa dei raid ucraini) e la geografia del petrolio cambia colore (la Russia non vende più petrolio perché non lo estrae e non lo lavora), a Mosca non resta che aggrapparsi alle 2.200 tonnellate di oro, che assomigliano sempre più a un salvagente.Lingotti che però se ne stanno andando in Cina, tra le braccia dell’alleata di una vita. Premessa: l’oro russo è stato estromesso dai mercati di Londra e New York, i centri delle transazioni globali, dopo che Stati Uniti e Regno Unito hanno iniziato ad attuare una fitta rete di sanzioni economiche all’indomani dell’invasione dell’Ucraina. In risposta, la Russia ha strutturato nel tempo un mercato asiatico privo di restrizioni all’importazione, con baricentro Hong Kong. Tanto che, grazie all’afflusso massiccio di lingotti d’oro russi, Hong Kong, che era rimasta indietro rispetto a Londra, New York e Dubai nelle transazioni globali di oro, è emersa come un nuovo hub nel mercato globale del commercio del metallo giallo.Insomma, l’oro del Cremlino ora se ne va tra le braccia del Dragone. Lo dicono i numeri. Le importazioni di oro russo a Hong Kong fino a luglio di quest’anno si avvicinano alle 100 tonnellate, la quantità più alta mai registrata. La quantità di oro importata nell’ex colonia inglese in sette mesi è paragonabile alle 104 tonnellate d’oro. Si tratta di un quantitativo quasi triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Convertito al prezzo attuale del 3 (4.491 dollari l’oncia), ammonta a 14,4 miliardi di dollari.D’altronde, a Hong Kong non ci sono sanzioni relative alle importazioni di oro russo. Dall’inizio del 2022, subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina, fino ad oggi, le istituzioni con sede a Hong Kong hanno acquistato oro russo per un valore di 276 miliardi di dollari locali (35 miliardi di dollari americani). Non è tutto.  La maggior parte dell’oro russo importato da Hong Kong è destinata alla Cina continentale. Il governo cinese impone quote sui volumi di importazione dell’oro e ne assegna quantità limitate a determinate banche.Per questo motivo, gli investitori cinesi acquistano lingotti d’oro a Hong Kong, dove non ci sono restrizioni all’importazione, li accumulano lì e li importano gradualmente. Oro russo, però. E anche la Bank of Russia si è data da fare. Dall’inizio del 2026, la banca centrale ha venduto circa 22 tonnellate d’oro proprio per contribuire a finanziare il proprio deficit di bilancio, di oltre 4.600 miliardi di rubli (61,3 miliardi di dollari) a causa del calo delle entrate derivanti da petrolio e gas.