Gio, 6 Ago 2026Il CEO Giuseppe Castagna apre alla fusione con Credit Agricole, mentre su Mps: «La decisione di non procedere è stata presa in modo unanime dal Consiglio di Amministrazione».DiLuca CosentiniCondividi l'articolo(Image credit: DepositPhotos.com)Banco Bpm ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile di 1.060,3 milioni di euro, in calo del 15,4% sullo stesso periodo del 2025, quando però la banca aveva beneficiato anche di una rivalutazione di 201,8 milioni della partecipazione in Anima. L’utile netto adjusted, invece, è in rialzo del 7% a 1.077 milioni, nuovo massimo storico. Questi risultati consento al Banco di aumentare a circa 0,5 euro l’interim dividend che pagherà nel 2026, dagli 0,46 euro del 2025, per un totale di 750 milioni di euro a fronte dei circa 700 milioni del 2025. Complessivamente nel 2026 verrà distribuito un dividendo per azione pari o maggiore ad 1 euro, in miglioramento rispetto alla precedente previsione di circa 1 euro ad azione. Il nuovo target cumulato di distribuzione 2024-2027 sale a circa 7 miliardi, dai 6 miliardi previsti in precedenza, grazie all’incremento degli utili distribuibili e all’ampia disponibilità di capitale, che manterrà un ampio margine rispetto alla soglia minima di piano del 13%.Nel corso dei primi sei mesi del 2026 la banca ha registrato un ulteriore miglioramento della performance operativa, grazie a proventi operativi in crescita a 3.196 milioni (+2,7% verso il primo semestre 2025 proforma adjusted), sostenuti da fonti di ricavo sempre più diversificate, con i proventi non da interessi pari al 54% del totale. A ciò si aggiunge una maggiore efficienza operativa, con gli oneri operativi scesi dell’1,6% a 1.368 milioni, che portano il cost/income al 43%, miglior livello di sempre. Scendono infine le rettifiche su crediti, in calo da 164 a 157 milioni, con un costo del rischio a 31 punti base. La banca, prosegue la nota, presenta una asset quality ai migliori livelli di sempre, con un npe ratio lordo inferiore al 2% per la prima volta (1,96%) e solida posizione patrimoniale, rappresentata da un cet1 ratio al 14,4% a fronte del 13,59% al 31 marzo 2026).Grazie a questi risultati inoltre, Banco Bpm ha rivisto al rialzo la guidance sull’utile netto 2026, che è ora atteso oltre gli 1,95 miliardi di euro. La banca annuncia inoltre di aver rivisto al rialzo il target cumulato di remunerazione degli azionisti 2024-2027 incrementato da 6 miliardi a circa 7 miliardi. La nuova guidance sull’utile 2026, sottolinea il Banco, colloca il gruppo in anticipo sulla traiettoria verso il target di 2,15 miliardi previsto per il 2027.I risultati di Banco Bpm del semestre sono «molto solidi e ci consentono, innanzitutto, di incrementare la remunerazione degli azionisti e di annunciare un nuovo impegno in tal senso, portando la cifra da sei a sette miliardi nell’arco del piano». Lo ha detto Giuseppe Castagna, CEO di Banco Bpm, in conference call con gli analisti. «La performance di questa prima parte dell’anno, e in particolare del secondo trimestre, è stata davvero eccezionale. Abbiamo registrato una redditività record in termini di utile netto, raggiungendo quota 1,6 miliardi, con un miglioramento del mix di ricavi, del rapporto costi/ricavi e del costo del rischio e un asset quality record che è andata sotto il 2% per la prima volta in termini di npe lordo e una generazione di capitale record che ci permette di avere un Cet1 al 14,4%», ha aggiunto Castagna.Il CEO ha poi parlato delle attività che sta portando la banca fra cui la fusione con Credit Agricole: «È sempre stata una possibilità da quando sono diventati nostri azionisti e la esamineremo nell’interesse di tutti i soci se diventerà una vera e propria possibilità. Si tratta di una fusione molto solida da un punto di vista industriale ma che, qualora si materializzasse, deve rendere felice anche gli altri azionisti di Banco Bpm. Governo? Ci sono regole da rispettare e non voglio entrare in questioni estranee a quello che posso decidere».Per quanto riguarda Mps, Castagna ha commentato: «La decisione di non procedere con la potenziale opportunità rappresentata da una fusione tra noi e Montepaschi è stata presa esclusivamente dal CdA, che include quattro membri nominati dalla lista sostenuta dal Credit Agricole, e la decisione è stata unanime. Tutti hanno concordato su questa scelta perché, come spiegato nel nostro comunicato stampa, dopo mesi di attesa, non siamo riusciti a comprendere quale tipo di operazione, quali cifre o quale valore per i nostri azionisti avrebbe comportato questa transazione, che consideravamo un’opportunità molto importante e redditiziae che purtroppo non si è concretizzata». A quel punto si è deciso di non procedere «anche perché, dopo la nostra lettera, è arrivata l’offerta ufficiale di Intesa, e visti i limiti temporali, non eravamo più nella condizione di portare avanti – magari ad agosto o settembre – un’operazione che potesse concludersi prima dell’offerta pubblica di Intesa», ha concluso il CEO di Banco Bpm.(Image credit: DepositPhotos.com)Developed by 3x1010