Carmelo Cinturrino si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio con il pubblico ministero di Milano, Giovanni Tarzia, che ha chiesto e ottenuto dal gip la fissazione per contestare all’ex assistente capo del Commissariato Mecenate la premeditazione nell’omicidio di Abderrahim Mansouri, il 26 gennaio a Rogoredo, e procedere a chiedere il processo con il rito immediato cautelare i cui termini scadono a giorni. Gli avvocati dell’ex poliziotto, Davide Giugno e Marco Bianucci, hanno sostenuto la “nullità dell’interrogatorio” chiesto come attività urgente ad agosto. Il loro assistito ha “condiviso l’eccezione”. La difesa ha proposto alla Procura di Milano di fissare il nuovo interrogatorio a partire dall’1 settembre, rinunciando a esercitare l’azione penale già in queste settimane. “Confidiamo cha la Procura voglia recepire il nostro appello”, fanno sapere i legali. La decisione passa al sostituto procuratoreIl sostituto procuratore, che coordina l’inchiesta della squadra mobile sulla morte del pusher 28enne ucciso da Cinturrino con la Beretta d’ordinanza 9X9 e poi rimasto a terra per circa 25 minuti mentre ancora rantolava, allestendo una finta scena del crimine per simulare di aver reagito per legittima difesa a una minaccia armata, ora deve decidere se chiedere lo stesso l’immediato o attendere settembre e riunire il fascicolo per omicidio alle decine di capi d’imputazione (cessioni di droga, pestaggi, estorsioni, sequestri di persona) contestati sia al 42enne che ad altri 6 agenti del Commissariato e chiedere al gip il rinvio a giudizio ordinario con fissazione dell’udienza preliminare. Una decisione che allungherebbe i tempi di un eventuale processo.Questo articolo Omicidio Rogoredo, Cinturrino non risponde al pm: “Parlerò a settembre” proviene da LaPresse