Finalmente il Parlamento italiano ha approvato la giornata nazionale dedicata alle vittime degli errori giudiziari. Grata, i miei pensieri vanno a Enzo Tortora, a Beniamino Zuncheddu, ad Angelo Massaro, e a tante altre vittime, e ai loro cari. Personalmente coltivo il dubbio e penso possa in futuro entrare in questa lista di orrori subiti anche Alberto Stasi ma ancora non è certo, è solo il mio sentire.Penso che proclamare questa giornata sia un primissimo grande passo per riconoscere che questi errori esistono. L’essere umano può sbagliare, e può essere vittima anche di Bias Cognitivi, anche gli inquirenti e i magistrati. L’Avvocato Gian Domenico Caiazza ha commentato: “Penso con emozione a quanto Enzo ne sarebbe orgoglioso. E guardo con sconcerto ai Don Abbondio nostrani che si sono astenuti. Ma sappiate che questa è solo una delle molte cambiali che PD, AVS e 5 Stelle sanno di dover pagare alla leadership politica di ANM per la vittoria del NO”.Un commento forte, che fa riflettere.I bias cognitivi vengono studiati approfonditamente nelle professioni dove decisioni umane implicano rischi elevati o conseguenze vitali. Ad esempio li analizzano i piloti di linea, i piloti militari, i medici… E i magistrati? Gli inquirenti? Nessuno vuole parlare di questo delicato ed evidente aspetto psicologico: esistono distorsioni del giudizio che riguardano i processi penali e anche i processi mediatici. Studiamoli allora! Riconoscere gli errori è l’unico modo intellettualmente onesto di poter migliorare, apprendere, evitare nuovi errori. Negare gli errori, anzi tacerli, è disonesto, pericoloso. Non fa onore a uno Stato di diritto. Psicologia e neuroscienze ci possono spiegare i meccanismi mentali che possono alterare la percezione delle prove, distorcere la ricostruzione dei fatti, allontanare dalle disconferme, portando a gravi errori. Il nostro cervello prova a evitare il sovraccarico con semplificazioni, scorciatoie, ripetizioni. Non sto parlando di meccanismi culturali, filosofici. I Bias ineriscono alla biologia, fisiologia, chimica…Spesso non si vuole inconsciamente ammettere l’errore, dopo aver investito mesi di duro lavoro o pensieri su una specifica teoria accusatoria. L’investimento emotivo non ci permette di cambiare direzione e ripartire. A volte perfino si vuole mostrare a se stessi e agli altri di non aver sbagliato strada, continuando a percorrere quella vecchia. E chi ne paga il prezzo? La vittima di errore giudiziario, la vittima di processi mediatici, i quali sappiamo in grande maggioranza rimangono ancorati alla fase delle indagini.L’ancoraggio, uno dei bias cognitivi più noti. Dobbiamo mollare gli ormeggi e invece ci accaniamo sul non cambiare idea. Il cervello a volte inconsapevolmente riadatta, distorce e persino inventa i dettagli per per mantenere le informazioni coerenti tra loro e in linea con le proprie convinzioni iniziali. Per questo motivo tutti noi dovremmo sempre coltivare il dubbio. Ci affezioniamo invece alle certezze, alle illusioni, alle suggestioni, alle convinzioni. Ma non sono reali. Perché la mente a volte mente.Dott.ssa Paola Dora, 6 agosto 2026*PsicologaL'articolo Errori giudiziari, è ora di studiare i bias cognitivi delle toghe proviene da Nicolaporro.it.