Camera e Senato chiudono per la pausa estiva, ripresa il 9 settembre con la riforma elettorale

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AGI - Il Parlamento, dopo un tour de force finale per licenziare gli ultimi provvedimenti in agenda, va in ferie. Il Senato ha già chiuso i battenti ieri, oggi è il turno di Montecitorio.Entrambi i rami del Parlamento riprenderanno la normale attività tra un mese, mercoledì 9 settembre: sono già convocate per quella data sia l'Aula della Camera che del Senato. Le commissioni, come da tradizione, riprenderanno qualche giorno prima, ma il clou dei lavori si avrà a metà settembre, quando l'Assemblea di Palazzo Madama sarà chiamata a votare la riforma della legge elettorale.Uno sprint impresso da governo e maggioranza prima della pausa estiva: gli emendamenti in commissione vanno presentati entro il 1° settembre, poi il testo sarà all'esame dell'Aula dal 9, con sedute anche nei giorni successivi fino al voto finale fissato per il 15. L'obiettivo di esecutivo e centrodestra è fare in fretta, non andare oltre i primi mesi dell'autunno (si ipotizza la data del 30 settembre per la Camera) e chiudere il dossier con la terza lettura cercando di evitare nuovi incidenti, dopo la bocciatura a voto segreto dell'emendamento sulle preferenze.Su questo tema gli sherpa della maggioranza hanno raggiunto un'intesa di massima che sarà tradotta in un emendamento unitario di tutte le forze della coalizione (anche se sono possibili 'aggiustamenti' delle modifiche in corso d'opera). Tanto che non si esclude il ricorso alla fiducia nell'ultimo passaggio a Montecitorio, anche se la fiducia non mette completamente al riparo la riforma: alla Camera, infatti, c'è anche il voto finale sul provvedimento e in quell'occasione si può chiedere lo scrutinio segreto, ma con le conseguenze che una bocciatura dell'intera riforma potrebbe avere su governo e maggioranza.Il nodo Rai e la vigilanza del Media Freedom ActDossier legge elettorale a parte, i due rami del Parlamento in autunno dovranno affrontare anche altri nodi, a partire dalla riforma della governance Rai e dal recepimento del Media Freedom Act.Si tratta di una richiesta categorica fatta dalle opposizioni, che non procederanno all'indicazione dei nuovi nomi per la Vigilanza finché il regolamento europeo non sarà attivato anche dal nostro Paese e finché il centrodestra non cambierà il nome per la presidenza (FI resta al momento ferma su Agnes), con il perdurare così del totale stallo nell'organismo di vigilanza sul servizio pubblico.Decreti e disegni di legge in arrivo alla ripresaMa alla ripresa dei lavori, come ormai da tradizione, saranno i decreti a farla da padrone: tra Camera e Senato ci sono da convertire il dl sullo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell'immobile degli uffici giudiziari di Bolzano, il nuovo decreto carburanti e ex Ilva (dove molto probabilmente confluirà anche l'ultima proroga sul taglio delle accise varata dal Cdm del 4 agosto e che scade il 25), il decreto Campi flegrei.E ancora, il decreto sull'obbligo di compostabilità di alcune tipologie di imballaggi. Quanto ai ddl, è rimasta da approvare la riforma del cinema (in Aula della Camera gia' alla ripresa dei lavori il 9 settembre), e il 'Coltiva Italia', licenziato da Montecitorio e passato al Senato, dove va approvata anche la delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile. Poi la delega sulle professioni sanitarie e il ddl Contrasto delitti informatici e trattamento illecito di dati.