Una conferenza per rivendicare le proposte inascoltate di Futuro Nazionale contro l’immigrazione irregolare, la remigrazione e per ribadire il «no» al fondo SAFE promosso dall’Unione europea. Ma anche l’occasione per il leader del movimento, Roberto Vannacci, di marcare le distanze da una parte della maggioranza che siede oggi all’Europarlamento e di spiegare il sì «non abbastanza» convinto di FnV alla conversione in legge del decreto sul Patto Ue su migrazione e asilo, al voto oggi alla Camera. Tra le proposte avanzate, anche quella di un migliore impiego delle forze armate: «Li mettiamo a fare il rastrellamento di Rogoredo».Le idee sull’immigrazione e la remigrazioneSono state molte le proposte avanzate dall’ex generale in tema di gestione dei flussi migratori, mentre rivendicava il termine remigrazione come un atto non di deportazione ma per «riportare le persone a casa loro», riconoscendo un «diritto sancito dal tredicesimo articolo della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo». Un incontro che andava in scena mentre, a pochi passi, si discuteva della conversione in legge del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100 che, oltre a misure definite “urgenti” in tema di giustizia, si propone di normare una altrettanto impellente questione: quella legata alla migrazione e al diritto di asilo in Ue. Una legge alla quale Fnv dirà un “sì” al provvedimento, ma un “no” alla fiducia: «È un passo avanti, ma non è abbastanza», commenta Vannacci a Open, «come non si sono rivelati abbastanza tutti i passi fatti dal nostro governo e probabilmente non servirà per risolvere il problema». Quando si parla di migrazione, secondo il leader di Futuro Nazionale, le misure da adottare sono ben altre. Servirebbe anzitutto abolire il decreto flussi, triplicare i CPR e bloccare gli ingressi alla rotta balcanica con l’erezione barriere fisiche – sul modello Ceuta – e l’impiego di forze armate per «fare acquisizioni obiettivi, positive identification e creare zone di contenimento» per poi procedere a rimpatri sicuri.E, infine, il riferimento alla necessità di «aumentare l’efficienza e l’efficacia delle forze armate attualmente esistenti» per impiegarle meglio. «Magari invece di fare la sentinella in una stazione ferroviaria, li mettiamo a fare il rastrellamento di Rogoredo», continua, rivendicando l’uso di un termine che definisce «tecnico-tattico, che si usa in tutti i libri di strategia e tattica militare».Il plauso al modello australiano e a quello norvegese Il modello a cui guardare, prosegue Vannacci, è quello dell’Australia: «Chiunque tu sia, se una volta nella tua vita entri in Italia in maniera clandestina, ti verrà preclusa a vita la possibilità di essere regolarizzato», con un permesso di soggiorno o la cittadinanza. Ma anche il modello norvegese può dare buoni spunti: «La Norvegia ha deciso di non concedere alcun sussidio per i primi 5 anni di permanenza degli stranieri nel Paese». E aggiunge: «Cito il Camerata San Paolo: chi non lavora neppure mangi».Ambivalente invece l’opinione sul modello Sanchez, per il quale arriva l’elogio per aver «ricacciato a pedate nel deretano i 50mila clandestini che sono entrati nel paese», ma al tempo stesso la critica per la scelta di Madrid di regolarizzare 500mila stranieri già presenti sul suolo spagnolo: «Sanchez ha regolarizzato 500mila persone che erano entrate illegalmente, commettendo il primo reato», per poi regolarizzarle dopo che avevano lavorato in nero, commettendo il secondo reato.Cittadinanza dopo 20 anni di residenza continua in ItaliaDopo gli ingressi irregolari, è stata anche la volta delle proposte per chi si trova già regolarmente sul territorio italiano, alla luce di una convinzione: «La cittadinanza non è un diritto o una patente a punti». Per chi quindi viene a lavorare e ad arricchirsi in Italia, «la ricompensa è il salario e il poter usufruire dei servizi messi a disposizione in Europa». Ma di cittadinanza non se ne parla, o almeno non nei tempi previsti dalla norma vigente: «Noi vorremmo inasprire le condizioni per ottenere la cittadinanza: portare i 10 anni attuali di residenza continua necessaria, fino a 20 anni». Esami di lingua italiana, cultura generale e costituzionaleLo straniero poi, costa, anche in termini di sussidi: così il «povero che viene da noi in maniera fraudolenta o illegale» toglie risorse economiche al «povero autoctono». «Vi cito i dati dell’Emilia-Romagna: la popolazione straniera è il 12,5% della popolazione totale e guarda caso ha accesso al 25% delle case popolari», rivendica il leader FnV. Ma le idee non si fermano, e continuano con la proposta di porre la condizione del «superamento di un esame sia di lingua italiana, sia di cultura generale» – che già esistono entrambi, gli si fa notare, anche se il secondo non viene mai messo in pratica. Ma, secondo l’europarlamentare, «il B1 in lingua italiana è poco. Serve almeno il C1». E infine, anche esami di cultura costituzionale, a patto che tutti non vengano erogati da «cooperative e sindacati perché non si può controllare la bontà dell’esame stesso», ma che siano «esami centralizzati».No al ricongiungimento per chi «viene in Italia per arricchirsi»E poi arriva il tema del ricongiungimento familiare, sul quale Vannacci ha le idee chiare: «Un lavoratore che viene in Italia per arricchirsi, perché questo è lo scopo, per effettuare un’attività lavorativa, nel momento in cui si vuole ricongiungere con la propria famiglia, lo possiamo aiutare a ritornare nel proprio paese di origine».La denuncia ai “no” di Forza Italia all’EuroparlamentoQuando si parla di orientamento di FnV sui temi migratori, non possono non venire a galla le frizioni con Forza Italia, come ha più volte sottolineato Vannacci. Così la denuncia va agli azzurri in Europa, che all’interno Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE), di cui fanno parte, si sono opposti a tutte le proposte di Futuro Nazionale: dall’implementazione di Hub per l’immigrazione fuori dall’Europa, alla costruzione di barriere fisiche – “Modello” Ceuta – fino alla proposta di rifocalizzare l’interesse di Frontex, la maggiore agenzia europea che si preoccupa della difesa dei confini, sull’adozione di misure che servono a minimizzare gli ingressi clandestini nell’area dell’Unione Europea.Fondi Safe: «L’Europa non ci regala nulla»Dopo le proteste dei membri di Futuro Nazionale alla Camera in mattinata, con l‘esposizione di un “cappio” da parte dell’onorevole Ziello per denunciare lo strangolamento che i fondi Safe – sui quali il ministro Giorgetti ha mostrato segnali di apertura, ma prudenti, in mattinata alla Camera – rappresentano per il popolo italiano e le future generazioni, arriva la conferma dell’indirizzo: «Il Safe è un debito comune, ma l’Europa non ci regala nulla, anzi, il debito si attesta allo Stato italiano». L’accusa va alla Commissione Europea, che concede flessibilità rispetto al patto di stabilità per le spese militari ma non per i «provvedimenti che vanno ad alleviare le emergenze degli italiani». Dubbi anche su quanto costerà allo Stato italiano il pagamento del prestito: «Sono circa 8 i miliardi all’anno che noi dovremo restituire a partire dal 2036 per i fondi del PNRR. E se prenderemo i fondi del SAFE per la loro totalità, ovvero 14,9 miliardi di euro», prosegue, «se ne aggiungeranno altri 700 milioni». Ciò che più preoccupa Vannacci sono i tassi di interesse per il SAFE che verranno applicati: «Non sono ancora stati decisi. Anzi, la Polonia, che ne ha già usufruito, ha secretato gli atti».Foto copertina: © Roberta BrodiniL'articolo Remigrazione, la ricetta di Vannacci: «Rastrellamento a Rogoredo, cittadinanza dopo 20 anni e stop al ricongiungimento familiare» proviene da Open.