Caporalato, l'Istituto in campo nella vigilanza estiva straordinaria

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Il caporalato è un fenomeno che comprende il reclutamento irregolare dei lavoratori, il mancato rispetto delle condizioni contrattuali, retribuzioni inferiori a quelle previste e lo svolgimento dell’attività in condizioni non adeguate sotto il profilo della salute e della sicurezza. Negli ultimi anni ha assunto crescente rilievo anche il cosiddetto “caporalato digitale”, legato alle piattaforme di lavoro: in queste forme più moderne, secondo l’Ispettorato, è l’algoritmo a stabilire turni, ritmi e priorità, creando condizioni di dipendenza economica e ricattabilità.L'INPS partecipa attivamente alla campagna straordinaria di vigilanza contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, avviata su tutto il territorio nazionale nell'estate 2026. L'iniziativa, disposta dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro con la nota 9 giugno 2026, n. 4227, coinvolge insieme all'Istituto anche INAIL e Arma dei Carabinieri, con l'obiettivo di rafforzare i controlli nei periodi di maggiore impiego di manodopera stagionale.La decisione è arrivata dopo un incontro convocato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a seguito della strage di migranti avvenuta ad Amendolara, che ha spinto il governo a mobilitare l'Ispettorato Nazionale del Lavoro per una campagna di vigilanza straordinaria e congiunta su tutto il territorio nazionale.Le attività ispettive sono partite a giugno e proseguiranno nei mesi di luglio, agosto e settembre 2026, con la possibilità di un'estensione anche oltre il periodo estivo. La programmazione degli interventi tiene conto delle colture stagionali, dei picchi di impiego della manodopera, delle aree territoriali più esposte al rischio di sfruttamento e delle informazioni raccolte attraverso l'intelligence territoriale.Sul piano operativo, gli interventi potranno essere effettuati da squadre miste composte da personale dell'Ispettorato, dell'INPS, dell'INAIL e dell'Arma dei Carabinieri, con la possibilità di costituire task force interprovinciali nelle zone a maggior rischio di irregolarità.Il rafforzamento dell'azione ispettiva si inserisce in una tendenza già in crescita: nel 2025 sono state avviate 10.044 ispezioni nel settore agricolo, con un incremento del 13,5% rispetto all'anno precedente. Un dato che, secondo l'Ispettorato, resta comunque insufficiente di fronte alla persistenza del fenomeno, tanto da richiedere una nuova intensificazione dei controlli su tutto il territorio nazionale.A livello complessivo di vigilanza documentale e ispettiva, l'INPS gioca un ruolo di primo piano anche sul fronte degli strumenti informativi: il potenziamento dei controlli passa anche da nuove banche dati trasversali tra le amministrazioni, utili per le attività di intelligence e di coordinamento, grazie a norme promosse in larga parte dallo stesso Istituto.Il tema è tornato al centro dell'attenzione istituzionale anche in Parlamento: mercoledì 5 agosto 2026, presso Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari ha svolto l'audizione del Direttore centrale Entrate dell'INPS, Antonio Pone, nell'ambito del filone d'inchiesta relativo alle attività illecite nel settore agricolo, con particolare riferimento alle condizioni di lavoro. L'audizione, trasmessa in diretta web tv, si è svolta nell'ambito degli approfondimenti condotti dalla cosiddetta “Commissione Ecomafie” sul fenomeno del caporalato e delle irregolarità nella filiera agricola.Le parole di Pone: «I risultati delle attività poste in essere a luglio sono molto buoni, nonostante l'intensificazione dei controlli fosse stata preventivamente comunicata tramite i media. Ma sono ottimi anche i risultati indiretti, perché in questo periodo stiamo registrando incrementi nelle regolarizzazioni, comparativamente con i periodi precedenti. Presenza sul territorio e dissuasione preventiva i due obiettivi che ci ripromettevamo e che possono dirsi conseguiti».