La Costituzione più imperfetta del mondo

Wait 5 sec.

Noi italiani portiamo ancora addosso gli errori di certi statisti del passato. Mussolini, ovviamente, e quel criminale coi baffi che tutti sappiamo chi è. Le leggi razziali restano un obbrobrio, un’oscenità, chiamatela come volete, e su questo non ho dubbi. Ma siamo davvero i cattivoni della Storia? Chi oggi ci vuole esportare democrazia aveva leggi razziali fino ai primi anni Sessanta, quando negli Stati Uniti i neri non potevano nemmeno andare a scuola coi bianchi. Da noi, nel ’48, quella pagina era già chiusa; oltreoceano la discriminazione è durata ancora a lungo, e non credo sia finita nemmeno oggi, se guardo come la polizia tratta ancora diversamente una persona di colore. Le narrazioni, in fondo, cambiano sempre in base a chi ha il potere di raccontarle.Qualcuno mi scrive che un’arma per difenderci esiste già, e si chiama Costituzione. Vorrei fosse vero. Durante il Covid la Costituzione è stata calpestata da tutti, perfino dalla Corte Costituzionale, che ha avallato come vero qualcosa che vero non era. Non è la prima volta che succede: basta ricordarsi dei cinquant’anni dalla liberazione dell’etere. La radio e la televisione libere sono nate solo grazie a una sentenza della Consulta che ne smentiva altre precedenti, quelle che per diciotto anni avevano difeso il monopolio RAI in nome di un fantomatico pluralismo garantito proprio dal monopolio. Un ossimoro giuridico, in aperta contraddizione con l’articolo 21. E anche dopo quella sentenza, ci sono voluti altri quattordici anni prima di arrivare a una legge vera, la Mammì del 1990. Trentadue anni, in totale, perché la Costituzione tutelasse davvero la libertà che diceva di garantire fin dal principio.È un compromesso, la nostra Carta, nato da un accordo che ha lasciato troppi spazi aperti a chi la interpreta. E lo si è visto di nuovo con il Covid: chi oggi rifiuta perfino di presentarsi in commissione a rispondere ha potuto fare quello che voleva, DPCM compresi. Vi ricordate l’autocertificazione, quando ci fermavano in macchina? Per legge, si può certificare solo un fatto già accaduto, non uno che deve ancora accadere: se dichiaro di andare a cena da un amico e poi non ci arrivo, ho mentito, e ho commesso un reato firmando qualcosa di cui non potevo avere certezza. Chi ci obbligava a farlo, di fatto, ci spingeva a delinquere. Una follia giuridica passata come normalità. E chi l’ha imposta, oggi, siede ancora in Parlamento.Costituzione o non, tutto questo nasce dallo stesso squilibrio di ricchezza di cui bene parlava uno come Giulietto Chiesa: i media sono ormai in mano a poche multinazionali, e quello che non passa dalla televisione o dalla radio pubblica, semplicemente, per il grande pubblico non è mai accaduto. Cancellato, silenziato, mai raccontato. L’unica versione che resta è quella di chi ha ancora il coraggio di raccontarla diversamente.The post La Costituzione più imperfetta del mondo appeared first on Radio Radio.