dì Francesca Romana SeveriniNella mattina di mercoledì 5 agosto a Roma, é stata inaugurata nella Casa circondariale di Roma Rebibbia l’aula didattica interamente donata dalla Cyber Security Foundation, destinata alla formazione dei detenuti nel settore della cybersicurezza. Alla cerimonia di apposizione della targa hanno preso parte la direttrice dell’istituto penitenziario, Maria Donata Iannantuono, e il presidente e fondatore della Cyber Security Foundation, Marco Gabriele Proietti. La direttrice Maria Donata Iannantuono e il presidente della CSF Marco Gabriele Proietti L’aula si presenta all’avanguardia con quindici postazioni informatiche complete di notebook, oltre a tre condizionatori e al materiale didattico necessario allo svolgimento delle lezioni, anch’essi messi a disposizione dalla Fondazione.Il progetto rientra nell’iniziativa “Progetto Carceri“, promossa dalla Cyber Security Foundation in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Camera Penale di Roma. Il percorso formativo prevede complessivamente 200 ore dedicate alle competenze digitali, alla sicurezza informatica e all’utilizzo consapevole delle tecnologie. Le attività sono già iniziate con le prime tre lezioni, durante le quali i partecipanti hanno affrontato i principi fondamentali della cybersicurezza e gli strumenti per riconoscere i rischi legati alla vita digitale. Al termine del corso sarà possibile conseguire una certificazione internazionale in cyber security, spendibile nel mercato del lavoro e utile per il futuro reinserimento professionale.La targa, apposta ieri, sopra l’aula cita una delle frasi più belle di Nelson Mandela: «L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo», una scelta che sottolineare il valore della formazione come strumento non solo di crescita personale ma anche di speranza per il futuro.«Mettere le proprie competenze a disposizione della collettività è un dovere civile, soprattutto quando la formazione può tradursi in un’opportunità concreta per le persone – ha dichiarato Marco Gabriele Proietti –. Preparare i cittadini ad affrontare le insidie del mondo cyber significa renderli più consapevoli e più liberi. Farlo all’interno di un istituto penitenziario assume un significato ancora più importante: offrire strumenti professionali, favorire il reinserimento e contribuire a costruire nuove possibilità per il futuro».Con l’apertura della nuova aula, la formazione digitale entra così a far parte del percorso rieducativo dei detenuti, con l’obiettivo di ridurre le distanze tra il carcere, la società e il mondo del lavoro. E forse, per una volta, si è fatto davvero un piccolo passo in avanti. Perché molte delle scelte che ciascuno compie sono influenzate anche dalle opportunità che la vita offre. Se è così, allora c’è da augurarsi che quella targa non resti un caso isolato e che, un domani, tante altre frasi di Nelson Mandela trovino posto sulle pareti di tante altre aule all’interno delle carceri. Sarebbe il segno che si è scelto di investire davvero nel futuro delle persone, prima ancora che nel loro passato.L'articolo ROMA – Rebibbia, inaugurata l’aula digitale che forma i detenuti al lavoro del futuro proviene da Tiburno Tv.