“Ancora una volta la realtà clinica, e non soltanto le evidenze teoriche, smentisce le posizioni negazioniste nei confronti del morbillo. La morte di un bambino dimostra concretamente che questa infezione può avere conseguenze drammatiche”. Parola di Cristina Mussini, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), che torna ad accendere i riflettori sull’importanza della vaccinazione dopo la notizia della morte per morbillo di un bambino nello Stato di New York.Il morbillo non è una malattia del passato Il morbillo, sottolinea Cristina Mussini, non è una malattia del passato e il rischio di conseguenze gravi, fino alla morte, è ancora concreto. “Si stima che, mediamente, si possa verificare un decesso ogni mille casi. Con un virus così contagioso, anche un numero relativamente contenuto di contagi può tradursi rapidamente in conseguenze molto gravi”, scandisce la presidente Simit.Le malattie infettive non sono scomparse: circolano ancora. E il morbillo ha un’elevatissima capacità di trasmissione: può diffondersi rapidamente tra le persone non immunizzate. Per questo la vaccinazione in tenera età è fondamentale: proteggere i bambini significa difenderli da una malattia che può comportare complicanze importanti e che, nei più piccoli, può avere conseguenze particolarmente pesanti.I rischi della falsa sicurezza“Uno dei rischi maggiori è rappresentato dalla falsa sicurezza che si è consolidata nel tempo. Poiché alcune malattie infettive sono diventate rare, si tende a pensare che non esistano più e che vaccinarsi non sia necessario. È esattamente il contrario: morbillo, difterite e altre infezioni non sono scomparse. Virus e batteri continuano a circolare, ma non trovano una popolazione completamente esposta perché, grazie alle vaccinazioni, una parte consistente delle persone è protetta”, continua Mussini.Proprio la falsa percezione di un rischio limitato o assente finisce per dare spazio anche a informazioni non corrette e a posizioni sostenute da persone prive delle necessarie competenze scientifiche, che presentano la vaccinazione come un pericolo anziché come uno strumento di prevenzione. Così, abbassando progressivamente le coperture vaccinali, si possono creare le condizioni perché malattie che oggi consideriamo rare tornino a diffondersi. “Non dobbiamo confondere la bassa circolazione di una malattia con la sua scomparsa. Se oggi non assistiamo frequentemente a casi di morbillo o difterite – chiarisce Mussini – è perché le campagne vaccinali hanno protetto la popolazione. Quando questa protezione viene meno, le infezioni possono tornare a manifestarsi e colpire soprattutto chi è più vulnerabile”.Il messaggio sul morbilloGli esperti Simit, attraverso la presidente, ribadiscono la necessità di mantenere elevate le coperture vaccinali e di contrastare la disinformazione, ricordando che la vaccinazione non protegge soltanto il singolo individuo, ma rappresenta una responsabilità collettiva. “La prevenzione resta l’arma più efficace per evitare che malattie che oggi possiamo controllare tornino a provocare conseguenze gravi e vittime”, conclude la società scientifica. Proprio quello che sta accadendo negli ultimi mesi negli Usa.Vaccino contro morbillo parotite e rosolia. Foto: APQuesto articolo Morbillo nello Stato di New York: il bimbo morto e il monito della Simit proviene da LaPresse