Elezioni midterm Usa 2026, lo ‘Tsunami Blu’ travolge Trump, che non accetta responsabilità della sconfitta

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Lo tsunami blu travolge Donald Trump e ridisegna Washington nelle elezioni di midterm. I democratici conquistano Camera e Senato, i Repubblicani perdono il controllo del Congresso e il presidente incassa una sconfitta che investe la sua leadership. Aveva chiesto agli americani di votare come se il suo nome fosse sulla scheda. Gli elettori lo hanno preso in parola. Il referendum sulla seconda presidenza Trump si chiude con una bocciatura. A rendere più pesante il verdetto è la geografia del crollo. In Texas, James Talarico batte Ken Paxton, il candidato sostenuto dal tycoon. La sconfitta raggiunge territori nei quali il marchio repubblicano sembrava offrire una protezione sufficiente. È qui che emerge la responsabilità di Trump: avere legato le sorti del partito alla propria capacità di mobilitare gli elettori, trasformando le sfide locali in altrettante prove di fedeltà alla Casa Bianca. Quando il consenso presidenziale arretra, anche i candidati pagano.Le cause del crollo repubblicano e la reazione di TrumpSul voto pesano il costo della vita e la guerra con l’Iran. Il presidente aveva continuato a difendere l’economia e la necessità del conflitto, mentre dalle urne arriva una richiesta di cambiamento. La distanza tra il racconto della Casa Bianca e le preoccupazioni delle famiglie diventa una questione politica. Il successo del 2024 non bastava a garantire una delega per altri due anni. Né la capacità di riempire i comizi poteva sostituire una risposta al malcontento. Il messaggio social con cui Trump ha sottolineato che, se il suo nome fosse stato sulla scheda elettorale, l’esito del voto sarebbe stato diverso. (Foto: TruthSocial, Donald Trump)La prima reazione di Trump è un tentativo di separare il proprio destino da quello dei candidati sconfitti. “Non ero sulla scheda“, scrive sui social, sostenendo che, se ci fosse stato, i repubblicani avrebbero vinto a valanga. Un argomento che rovescia la premessa della campagna: prima il presidente chiede di votare pensando a lui, poi attribuisce la disfatta alla propria assenza. Il messaggio al partito è trasparente. La colpa va cercata altrove. In un’intervista telefonica a Fox News, però, affiora un’ammissione. “Penso che in parte sia stato l’Iran“, ha concesso Trump, che si è detto sorpreso dall’esito, immaginando un risultato migliore. Tuttavia, il tycoon sembra avere accettato il verdetto e si dice pronto a “collaborare” con i Democratici. Anche se, ricorda, “ho il potere del veto”. Il post con cui Trump ha minacciato di esercitare il proprio potere di veto. (Foto: TruthSocial, Donald Trump)Che cosa succede adessoDa gennaio l’opposizione avrà strumenti per mettere alla prova il presidente. Alla Camera, le commissioni potranno convocare funzionari, chiedere documenti e indagare sull’amministrazione. Al Senato, la nuova maggioranza potrà ostacolare le nomine. Bilancio e finanziamenti diventeranno terreno di trattativa e di scontro. Per un presidente abituato a dettare l’agenda, la perdita del Congresso restringe i margini di manovra. Ma anche per i Democratici comincia una prova: trasformare la bocciatura di Trump da parte degli elettori in fiducia verso la propria offerta politica. Per i Repubblicani, invece, si apre la discussione sul prezzo della dipendenza dal leader. Il presidente resta alla Casa Bianca. La sua promessa di vittoria non basta più. Questo articolo Elezioni midterm Usa 2026, lo ‘Tsunami Blu’ travolge Trump, che non accetta responsabilità della sconfitta proviene da LaPresse