PARIGI — Ferrovieri, portuali, insegnanti, infermieri e postini si sono fermati insieme questa mattina in tutta la Francia, nella giornata di sciopero generale convocata dai cinque maggiori sindacati del Paese. Non è una vertenza di categoria: è la terza giornata nazionale in tre settimane, dopo i cortei del 17, del 24 e del 31 ottobre, e questa volta l’intersindacale — Cfdt, Cgt, Force Ouvrière, Unsa e Fsu, con i quadri della Cfe-Cgc — mette sul tavolo salari, servizi pubblici, occupazione e industria tutti insieme.Il colpo più visibile è sui trasporti. Alla Sncf, le ferrovie di Stato, le quattro sigle rappresentative hanno proclamato 24 ore di sciopero per chiedere un aumento del 2,6% retroattivo a luglio: l’azienda prevede traffico «leggermente perturbato» sui Tgv e tagli pesanti su Intercités, regionali e treni dell’Île-de-France. A Parigi la prefettura di polizia ha fatto chiudere almeno 25 stazioni del metrò, riferisce Bloomberg citando l’operatore Ratp; il resto della rete, bus e tram compresi, funziona normalmente.Negli aeroporti la giornata è meno dura del temuto. I sindacati dei funzionari dell’aviazione civile hanno aderito, ma non il principale sindacato dei controllori di volo, lo Sncta: la direzione dell’aviazione civile ha fatto sapere mercoledì di non aver chiesto alle compagnie di cancellare voli a Roissy-Charles de Gaulle e a Orly. Si annunciano code ai check-in e ai controlli, e la linea Rer B verso Roissy viaggia con un treno su due.Gli altri fronti si sommano in fretta. I portuali della Cgt sono fermi in tutti i porti francesi. Il ministero dell’Istruzione stima tra il 17 e il 18% di scioperanti nelle elementari pubbliche. Negli ospedali pubblici di Parigi, l’Ap-Hp, incrociano le braccia Force Ouvrière e Cgt. Alle sigle confederali si sono aggiunti gilet gialli, studenti medi e universitari, che martedì avevano bloccato scuole e atenei.Tre mesi di piazzaLa mobilitazione è al terzo mese. Il 17 ottobre i cortei erano finiti in disordini e saccheggi in più città; il 31 il ministero dell’Interno ha contato 410.000 manifestanti e ha schierato 70.000 agenti. Dietro c’è lo stallo sul bilancio 2027 del governo di minoranza di Sébastien Lecornu: l’Assemblea nazionale dovrebbe respingere il testo in prima lettura questa settimana, rinviandolo al Senato, e sui mercati i titoli di Stato francesi sono stati venduti per i timori sul deficit. Le presidenziali sono fra cinque mesi. Piazza e aula si muovono nella stessa settimana, e per Lecornu la prima pesa sulla seconda.Il 21 ottobre i sindacati erano saliti a Matignon, la sede del primo ministro. Ne sono usciti senza nulla, secondo Sophie Binet, segretaria generale della Cgt: il governo non ha annunciato «nessuna misura, nessuna considerazione delle nostre richieste», e da allora Binet invita a «generalizzare lo sciopero». Più cauta Marylise Léon, alla guida della Cfdt, il primo sindacato del Paese, che attende «risposte sociali». «Vediamo un’aggregazione di rabbia», ha detto in televisione Murielle Guilbert, co-delegata generale di Solidaires.Il governo risponde sul salario minimo. Il ministro dell’Economia Roland Lescure ha detto a Bfm Tv che si studia un aumento dello Smic oltre quello già previsto per gennaio 2027: «Sul salario minimo ci sono due questioni: l’ammontare e il calendario. Potremo fare un annuncio nei prossimi giorni». Lecornu ha chiesto di «fare in fretta» sul dossier. L’esecutivo ha inoltre liberato 10 milioni di barili di gasolio dalle riserve strategiche, per abbassare il prezzo alla pompa di 12-18 centesimi al litro per tre mesi. L’Eliseo non ha commentato la giornata.Il primo bilancio arriverà nel pomeriggio, con il corteo di Parigi e i conteggi, sempre divergenti, del ministero dell’Interno e della Cgt. Poi toccherà all’Assemblea votare sul bilancio.