La sconfitta alle elezioni di midterm apre una resa dei conti nel Partito repubblicano, ma Donald Trump non sembra intenzionato a fare autocritica. Il presidente americano respinge ogni responsabilità per il risultato delle urne e rivendica le proprie scelte, a partire dalla guerra in Iran. Una posizione che si scontra con quella del suo vicepresidente JD Vance, convinto che sia stato proprio il conflitto in Medio Oriente a determinare la disfatta elettorale del Grand Old Party. Il tutto mentre i democratici festeggiano la riconquista di Camera e Senato.“Non c’ero io sulla scheda”, ha ripetuto Trump durante una lunga telefonata con Fox News nella notte elettorale. E ancora: “Se ci fossi stato io sulla scheda avrei vinto”. Il tycoon è convinto che il consenso nei suoi confronti sia rimasto intatto, ma che i candidati repubblicani non siano riusciti a raccoglierne i frutti. “C’era così tanto amore durante quei comizi, era incredibile. Non siamo riusciti a trasferire quell’amore ai candidati”, ha spiegato. Una lettura che scarica sostanzialmente sul partito la responsabilità della sconfitta, nonostante le vittorie democratiche anche in territori tradizionalmente repubblicani.Il giorno successivo al voto, Trump ha scelto di mostrarsi ai giornalisti nel cantiere della nuova sala da ballo della Casa Bianca. Dopo aver firmato una delle travi destinate alla costruzione, ha illustrato il progetto per una ventina di minuti, evitando inizialmente qualsiasi riferimento al risultato elettorale. Soltanto durante le domande dei cronisti è tornato sulla batosta, ribadendo che la sua presenza sulla scheda avrebbe cambiato le cose.Ma il vero terreno di scontro è la guerra in Iran. Trump riconosce che il conflitto abbia avuto conseguenze sulle urne, soprattutto per l’aumento del prezzo della benzina, senza tuttavia mostrare ripensamenti. “Le persone sono d’accordo con quello che sto facendo in Iran, ma non vogliono davvero sopportare le conseguenze a breve termine di pagare di più per la benzina”, ha dichiarato. Per il presidente, l’intervento militare era necessario a impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare. E la linea non cambia: “La cosa in Iran la dovevamo fare e continueremo a farla”. Leggi anche:Midterm, va bene Trump. Ma sapete cosa successe a Obama?Trump ha perso. Ma non per questo hanno vinto le idee giusteDi tutt’altro tenore le parole di JD Vance, che ha individuato nel conflitto la principale ragione della sconfitta. “La ragione per cui abbiamo perso è la guerra”, ha scritto il vicepresidente sui social, sottolineando come una parte degli stessi elettori che avevano sostenuto Trump nel 2024 abbia deciso questa volta di premiare i democratici. Le motivazioni? La richiesta di porre fine alle ostilità, il malcontento per il costo della vita e l’inflazione, la volontà di tornare ai principi dell’America First e di modificare i rapporti con Israele.Vance non ha cercato giustificazioni: “A queste persone furiose che vogliono dirci: ‘Ve l’avevo detto’, rispondo che avete ragione, ce l’avevate detto”. Un’ammissione accompagnata dall’invito a trasformare la delusione in sostegno ai repubblicani che condividono quelle posizioni. Parole che segnano una distanza significativa dalla linea della Casa Bianca e che assumono particolare rilevanza in vista delle presidenziali del 2028, alle quali il vicepresidente potrebbe candidarsi.La presa di posizione ha trovato un sostenitore importante in Donald Trump Jr., che ha rilanciato pubblicamente il messaggio di Vance. Un segnale delle differenti sensibilità presenti nell’universo trumpiano, soprattutto sulla politica estera. Lo stesso presidente, tuttavia, ha evitato di alimentare le tensioni. Interrogato sulle dichiarazioni del suo vice, ha risposto: “Penso che fosse buono”. Nessuna bocciatura nemmeno per il segretario alla Difesa Pete Hegseth, del quale ha assicurato: “Credo che stia facendo un ottimo lavoro”.Intanto, il risultato del voto impone ai repubblicani una riflessione sul rapporto con il proprio elettorato. La vittoria democratica di James Talarico in Texas, Stato che non eleggeva un democratico al Senato dal 1988, è uno dei segnali più significativi del cambiamento emerso dalle urne. Trump continua a difendere la guerra e le proprie decisioni. Vance chiede invece di ascoltare gli elettori che hanno voltato le spalle al partito. Due posizioni diverse, destinate a pesare sul futuro dei repubblicani e sugli equilibri della Casa Bianca nei prossimi due anni.Massimo Balsamo, 5 novembre 2026L'articolo Terremoto tra i repubblicani, Vance scarica Trump: “Perso per colpa della guerra in Iran” proviene da Nicolaporro.it.