Dopo l’attacco hacker in Francia ai frigoriferi di emoderivati – e l’alert del Centro nazionale sangue – “abbiamo dato a tutti i nostri associati un messaggio chiaro: alziamo l’asticella della sicurezza. E questo anche se, al momento, non intravedo pericoli immediati”. Parola di Giuseppe Quintavalle, presidente della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) e direttore generale della Asl Roma 1, sentito da LaPresse sulla sicurezza del sangue in Italia. “Esistono sistemi di protezione, contromisure messe in campo già negli anni passati per contrastare gli hacker. Insieme a persone formate ad hoc che si occupano di cybersicurezza nelle strutture sanitarie”, spiega Quintavalle.D’altra parte la sanità da sempre è un bersaglio privilegiato degli hacker, e l’escalation dai frigo dei supermarket a quelli per la conservazione di sangue ed emoderivati Oltralpe non può essere ignorata. Ma che cosa è successo? L’attacco in Francia e l’alert del Centro nazionale sangueIl 2 novembre alcune banche di sangue francesi sono state attaccate dagli hacker: stando alle informazioni, i cybermalviventi avrebbero provocato un innalzamento della temperatura interna da -30°C a 110°C nei frigoriferi. L’attacco non avrebbe avuto conseguenze sul sangue e i materiali, prorio grazie alle contromisure adottate dalle strutture. L’episodio però non va sottovalutato, come ha sottolineato Luciana Teofili, direttrice del Centro nazionale sangue. “Gli attacchi informatici verificatisi in Francia alle frigoemoteche richiedono di alzare il livello di attenzione sugli ‘spazi freddi’ del sistema sangue. Il Centro nazionale sangue ha invitato, in raccordo con il ministero della Salute, le strutture trasfusionali a mantenere la massima attenzione, verificando le temperature e adeguando le misure di sicurezza atte a prevenire i rischi emergenti”.Cybersicurezza in Italia: come funziona la catena del freddo per il sangueLa catena del freddo è un aspetto particolarmente controllato del sistema trasfusionale italiano. Normalmente sono infatti operativi protocolli di sicurezza per il monitoraggio attivo delle temperature dei frigoriferi per la conservazione degli emocomponenti e piani di emergenza ad hoc in caso di incidente.“Abbiamo raccomandato alle aziende sanitarie e agli ospedali di verificare, anche attraverso analisi e simulazioni, strumenti e procedure interne di verifica non soltanto routinaria, ma anche straordinaria delle temperature e dei trend. Le nostre strutture – precisa Quintavalle – possiedono sistemi di monitoraggio e una tracciatura, anche scritta, di tutte le variazioni. Ormai la sanità è super connessa e la cybersicurezza è una priorità all’interno delle nostre strutture”.Conservazione del sangue: il caso della Asl Roma 1Le apparecchiature destinate alla conservazione del sangue e degli emocomponenti “sono dotate di sistemi di monitoraggio e di allarme che rilevano tempestivamente eventuali anomalie e attivano le misure di protezione”, chiarisce Quintavalle.Nel caso della Asl Roma 1, i sistemi di monitoraggio dei frigoriferi hanno sonde esterne inserite nel frigo. Non c’è nessun collegamento tra la cella refrigerante e la sonda, che è la sola cosa che è attaccata alla rete aziendale, svincolata dal frigo e non collegata a motori compressori: quindi non è possibile che si spengano i frigoriferi. Quello che potrebbe accadere, ma è una ipotesi molto remota perché i sistemi sono crittografati e protetti, è che venga spenta la sonda.Gli specialisti in campo e il messaggio per i cittadini“Ormai anche il nostro è un mondo particolarmente complesso – sottolinea il manager della sanità – Quello che sta succedendo in Francia dimostra come sia fondamentale mantenere il massimo livello di attenzione in tema di prevenzione e gestione dei rischi, ma anche di formazione del personale in risposta agli incidenti informatici. Ai cittadini però voglio dare un messaggio di massima fiducia e attenzione: le aziende sanitarie sono impegnate nel quotidiano nel prevenire e proteggere la continuità delle cure”. Quanto ai professionisti in campo, “ogni azienda può contare su specialisti ad hoc. Per la Asl Roma 1 ho allertato il responsabile della rete informatica: l’attenzione sarà massima”, conclude Quintavalle.Giuseppe Quintavalle Questo articolo Attacco hacker a frigo sangue, in Italia le strutture “alzano l’asticella della sicurezza” proviene da LaPresse